PHI Flyers
1
NY Islanders
1
1. tempo
(1-1)
BOS Bruins
0
CAR Hurricanes
2
1. tempo
(0-2)
WAS Capitals
0
WIN Jets
2
1. tempo
(0-2)
OTT Senators
0
BUF Sabres
1
1. tempo
(0-1)
NAS Predators
VAN Canucks
02:00
 
DAL Stars
MON Canadiens
02:30
 
PHI Flyers
1
NY Islanders
1
1. tempo
(1-1)
BOS Bruins
0
CAR Hurricanes
2
1. tempo
(0-2)
WAS Capitals
0
WIN Jets
2
1. tempo
(0-2)
OTT Senators
0
BUF Sabres
1
1. tempo
(0-1)
NAS Predators
VAN Canucks
02:00
 
DAL Stars
MON Canadiens
02:30
 
la-svizzera-di-vladimir-petkovic-con-identita-e-sorriso
CALCIO
Risultati e classifiche
ULTIME NOTIZIE Sport
Hockey
3 ore

Non è un martedì facile, ma il Lugano torna a sorridere

Traber e Bertaggia spianano la strada, ma poi i bianconeri debbono fare i conti con il ritorno dell’Ajoie, prima di centrare la prima vittoria del 2022
Podismo
8 ore

Lukas Oehen e Giulia Salvadé vincono il cross di Bellinzona

Gab protagonista con cinque vittorie nella quinta prova di Coppa Ticino Ftal Aet che ha lanciato l’annata 2022. In evidenza anche Rcb e Sab.
Bob
8 ore

Follador chiude la stagione tra i migliori d’Europa

Grazie anche alle prestazioni del pilota del Bcsi (con il frenatore Nicola Mariani), la Svizzera ritorna tra le prime quattro nazioni al mondo
L’angolo delle bocce
9 ore

Si riprende a giocare da Cavergno con una gara a coppie

Stagione 2022 al via domenica con una sfida regionale proposta dalle bocciofile Stella di Locarno e Verzaschesi di Gordola
NUOTO
9 ore

Dominio azzurro nel Meeting del Ceresio

Solo 12 delle 78 medaglie in palio sono andate ai ticinesi. Tra gli atleti di casa, in evidenza Tamas Terner ed Emanuele Brivio
Unihockey
9 ore

Weekend da 6 punti, playoff più vicini per il Ticino

La squadra di Tomatis ha battuto Grünenmatt (9-7 in trasferta) e Sarganserland (8-3 all’Arti&Mestieri) ed è quarta in classifica
Hockey
10 ore

Alatalo, Loeffel, Müller, Fora e Simion voleranno a Pechino

Resi noti i 25 ‘eletti’ che Patrick Fischer porterà alle Olimpiadi. Obiettivo dichiarato della Svizzera: le semifinali
Sci nordico
10 ore

Ai Campionati nazionali l’oro va a Fähndrich e Steiner

Nello sprint vittorie di Van der Graaf e Riebli. Progressi per il ticinese Alessandro Vanzetti, dodicesimo e diciannovesimo
Tennis
10 ore

Murray l’inossidabile batte Basilashvili in cinque set

Il britannico è di ritorno a Melbourne a tre anni di distanza da quella che avrebbe dovuto essere l’ultima partita della carriera
Basket
11 ore

Senza alcun senso la formula della Coppa

Il sorteggio libero è anacronistico e sfavorisce troppo le squadre di categoria inferiore. Domani in campionato torna in campo (a Monthey) la Sam Massagno
Tennis
18 ore

Niente impresa per Henri Laaksonen, battuto da Medvedev

Il russo, numero 2 al mondo, mette fine ai sogni di gloria dello sciaffusano agli Australian Open. Eliminate anche Vögele e Golubic
Hockey
18 ore

Storica quintina di Timo Meier sulle piste di Nhl

L’appenzellese degli San José Sharks diventa il primo giocatore svizzero a realizzare cinque gol nella medesima partita di Nhl
Tennis
20 ore

‘Djokovic era sereno, gli australiani un po’ meno’

Tristan Schoolkate, sparring partner di Nole durante il suo breve soggiorno australiano, racconta a laRegione l’incontro con il campione serbo
Gallery
Calcio
1 gior

Petkovic, dall’altare di Bucarest alla polvere della Gironda

Il pesante 6-0 rimediato a Rennes pone l’ex ct della Svizzera a serio rischio esonero. Il suo Bordeaux è penultimo con la peggior differenza reti
CALCIO
1 gior

Per la Fifa, Lewandowski è il giocatore dell’anno

Il polacco del Bayern Monaco premiato con il ‘Best Player’. Ha preceduto Leo Messi e Mohamed Salah. Tra le donne vittoria di Alexia Putellas (Barcellona)
Sci
1 gior

Beat Feuz di nuovo papà: è nata Luisa

Con un tempismo perfetto, la secondogenita dello sciatore rossocrociato è venuta al mondo dopo le gare di Wengen e prima di quelle di Kitzbühel
FREESTYLE
1 gior

Dopo Deer Valley per Marco Tadè ci sono le Olimpiadi

Il ticinese è pronto a volare a Pechino, mentre Nicole Gasparini negli Stati Uniti non è riuscita a staccare il biglietto per i Giochi
CALCIO
1 gior

Inghilterra e Kosovo per le amichevoli di marzo

Reso noto il programma 2022 della Nazionale svizzera. Nel mese di giugno quattro partite di Nations League in dieci giorni. E in novembre i Mondiali
HOCKEY
1 gior

‘Playoff lontani, ma provarci rimane un dovere’

Santeri Alatalo e il difficile momento del Lugano: ‘Le ultime sconfitte ci sono costate molto sul piano emotivo, ma abbiamo i mezzi per riprenderci’
Automobilismo
1 gior

Quarto posto per Marciello nella prima gara del 2022

Nella 24 ore di Dubai il podio sfuma a pochi minuti dal termine per il pilota ticinese, che ha gareggiato con l’Haupt Racing Team
Altri sport
1 gior

Pechino 2022, il comitato annulla la vendita dei biglietti

Alle Olimpiadi invernali solo gli invitati potranno seguire le gare e le prove. La misura come parte della stretta sui controlli contro il Covid e Omicron
Tennis
1 gior

A Melbourne Bencic parte bene e assicura: ‘Sto sempre meglio’

La 24enne sangallese, colpita dal coronavirus prima di Natale, nel primo turno ha superato in due set la francese Mladenovic. Avanti anche Jil Teichmann.
Tennis
1 gior

Djokovic, atto finale: è arrivato a Belgrado

Dopo lo scalo nella notte, il tennista serbo è rientrato nella capitale serba accolto da numerosi sostenitori
Tennis
1 gior

Anche al Roland Garros solo tennisti vaccinati

Si complica la posizione di Novak Djokovic. La Francia richiede il pass a tutti gli atleti che giungono dall’estero per competizioni di vario genere
Tennis
1 gior

Djokovic sull’aereo diretto a Belgrado

Dopo il transito a Dubai, il tennista n.1 al mondo è diretto in Serbia
Calcio
2 gior

Supercoppa al Real Madrid, nel segno di Benzema

Il trofeo spagnolo alla 12esima volta alla squadra di Carlo Ancelotti (2-0 all’Athletic Bilbao). Per il francese è il 20esimo titolo con le ‘merengues’
Hockey
2 gior

Moses: ‘Segnare dà la sensazione di essere tornato al lavoro‘

Bella prova dello statunitense. Cereda: ‘Contenti di lui. Siamo vivi, continuiamo a lottare’ 
Volley
2 gior

Lugano, successo in campionato, sconfitta in Coppa

Le ragazze di Salomoni hanno battuto il Franches Montagnes ma negli ottavi di Coppa sono state eliminate dallo Sciaffusa
Hockey
2 gior

Decide un gol di Rajala, e il Lugano mastica amaro

Weekend a secco per i bianconeri di Chris McSorley, beffati nel finale da un tiro del finlandese del Bienne dopo lo scivolone della sera prima a Zugo
Gallery
Calcio
2 gior

Croci-Torti: ‘Amichevole interpretata bene’

Sabato il Lugano ha battuto 3-0 il Vaduz. Il mister bianconero: ‘A Berna Custodio e Sabbatini saranno squalificati, devo cercare delle alternative’
Gallery
tennis
2 gior

Ora a Melbourne è tempo di giocare. Senza Djokovic

La Corte federale ha chiuso la vertenza legata al numero uno al mondo, costretto a lasciare l’Australia. Ora spazio al torneo, senza il suo numero uno
Tennis
2 gior

Caso Djokovic: ‘Credevamo che avrebbe vinto lo sport’

A prendere la parola la famiglia del tennista che, tramite un comunicato, commenta la sua espulsione
SCI ALPINO
2 gior

Rimonta storica per Braathen, podio per Daniel Yule

Il norvegese ha vinto lo slalom di Wengen dopo aver chiuso 29° la prima manche. Secondo posto per il vallesano, clamoroso ‘suicidio’ di Kristoffersen
CALCIO
 
27.12.2020 - 19:010
Aggiornamento : 06.05.2021 - 13:38

La Svizzera di Vladimir Petkovic: ‘Con identità e sorriso’

La prima parte di un'intervista con il selezionatore della Nazionale rossocrociata che racconta il suo 2020 tra emozioni e sentimenti

a cura de laRegione

L’ultimo incontro risale allo scorso 29 febbraio, proprio alla vigilia della chiusura delle porte di un mondo travolto dall’emergenza sanitaria dovuta al coronavirus. Ripensando a quel pomeriggio ad Ascona in compagnia di Vladimir Petkovic, a quel contesto elegante e ovattato che fece da cornice a una chiacchierata gradevole come sanno essere quelle con interlocutori con quel fascino, con quella personalità, sembra che sia passato ben più dei dieci mesi che hanno i crismi di un’epoca, tanto le nostre abitudini sono state stravolte.

L’impatto sulla quotidianità è stato devastante, di acqua sotto i ponti ne è passata fin troppa, gelida e travolgente, costringendo ciascuno di noi a risintonizzarsi sulla vita, ma con diverse modulazioni di frequenza. Un processo al quale non è si certo sottratto Petkovic, il quale dieci mesi dopo torna con lo sguardo a quei mesi difficili. Racconta che pochi giorni prima del nostro incontro fu tra gli spettatori di Atalanta-Valencia di Champions League (19 febbraio), uno dei focolai della prima ondata. Un aneddoto curioso e tragico al contempo, a mesi di distanza, che introduce il suo personale bilancio di una finestra temporale anomala, vissuta però affidandosi ai sentimenti per la cosa a lui più cara, la famiglia. Vlado assegna agli affetti, alla sua dimensione domestica, la priorità nella scala dei suoi valori, davanti al lavoro. «A marzo era tutto chiuso - ricorda il commissario tecnico della Nazionale rossocrociata-. Tutto era al contrario di quanto fossimo abituati a vivere. Ci è proprio cambiata la vita. Anche il mio ambito professionale, come quello di tutti, è stato stravolto, ma ho lottato affinché quanto è successo non cambiasse o condizionasse troppo la mia vita privata».

Educazione e disciplina

Qualità di vita e salute, valori fondamentali dei quali si ritiene responsabile, l’unico in grado di influenzarli. «Tutto sommato il lockdown non ha avuto conseguenze troppo pesanti perché l’ho trascorso con le persone che amo, con cui sto bene».

L’educazione, la disciplina. Due valori cardine, in privato come sul piano professionale. «Era determinante essere disciplinati, in quel periodo. Non mi è costato troppo, perché sono abituato a esserlo, da sempre. Oggi che le cose hanno preso una piega diversa, pur essendo ancora alle prese con una situazione sanitaria preoccupante e molto seria, valgono gli stessi principi di ieri, di quei mesi bui: con la disciplina individuale ciascuno di noi contribuisce alla disciplina collettiva. È l'unico modo per contenere il numero dei morti, il prezzo più alto da pagare».

Priorità ridefinite, poi la ripresa

Il calcio è l’ambito professionale che era stato azzerato per un po’. Pensieri e attenzioni erano rivolte altrove, le priorità erano state ridefinite. «In quei momenti il pensiero rivolto al calcio era sporadico, si parlava di tutt’altro: di modo di vivere, di superare la crisi. C'erano timori, preoccupazione, paura. Il calcio era un discorso che a volte emergeva, ma mai concretamente. Abbiamo organizzato qualche piccola iniziativa a favore di chi era stato colpito, o per ritrovarci un po’ tra noi dello staff, per trovare piccoli scampoli di normalità. Solo verso maggio il calcio è tornato a essere un argomento. Le prime partite di Bundesliga in Germania hanno significato, se non l’uscita, quantomeno la luce in fondo al tunnel. È stato un segnale molto importante. Altre nazioni si sono adeguate e attrezzate. Si è tornati a respirare calcio. Non per noi, non per la Nazionale, privata degli Europei, La speranza portava a settembre. Poi, abbastanza improvvisamente, abbiamo assistito a un ritorno alla normalità. L’estate, le vacanze, i campionati che volgevano al termine, le preparazioni delle squadre che iniziavano».

Una finestra temporale di straordinaria normalità che ha condotto alle porte dell’autunno, a settembre, con la prima partita della selezione rossocrociata. In condizioni se non surreali, quantomeno molto difficili. «Diversi giocatori non hanno potuto rispondere alla convocazione, altri non avevano neppure disputato un’amichevole, per molti era pericoloso perché fisicamente non erano pronti. Ho avuto la conferma della bontà delle mie sensazioni di inizio estate, quando ritenevo che sarebbe stato meglio se l’attività delle Nazionali fosse ripresa più avanti, a ottobre, o novembre, per dare la possibilità ai calciatori di presentarsi con una condizione più adeguata. Anche perché alcuni di loro andranno avanti pressoché senza sosta fino al prossimo luglio».

Parola d'ordine: compattezza

La partenza, però, al netto di tutte le difficoltà, è stata valida. «Per i giocatori è stato più facile, erano già abituati a confrontarsi con la nuova realtà dei protocolli nei rispettivi club: le bolle, l’isolamento, le regole... Per noi dello staff si è trattato di una novità, ma ce la siamo cavata molto bene. Non era scontato che tutto filasse liscio, con il coinvolgimento di una cinquantina di persone. Sono state tutte sempre molto rispettose, disciplinate».

Un importante segnale di coesione. «È stato confortante constatare quanto giocatori, membri dello staff e addetti ai lavori stiano bene assieme. Questa compattezza è d’aiuto al contenimento del virus e alla vita comune alla quale dobbiamo sottostare durante i raduni. Qualche caso di positività c’è stato, ma lo abbiamo subito localizzato e isolato. Agendo di conseguenza e con prontezza, siamo riusciti a uscirne pressoché indenni».

Processo sportivo interessante, risultati però deludenti

Ne è seguita una parentesi sportiva molto interessante, ancorché dall’esito contabile deludente. «Siamo riusciti ad avviare un processo calcistico che non pensavo che si potesse realizzare così velocemente. Grazie al presupposto che da noi arrivano tutti con il sorriso. Con questo spirito è stato più facile trasmettere le mie idee, e far sì che i giocatori le sposassero: maggiore aggressività, gioco offensivo, imbastire l’azione da dietro, assumere il controllo del gioco, la difesa preventiva. L’ottimo ambiente in seno alla Nazionale ha accelerato il processo sportivo. Purtroppo contro avversarie di prima categoria la squadra non è stata propriamente in vena, sul piano del risultato. Il quadro generale però mi ha soddisfatto. Anche i riscontri che abbiamo avuto sono stati positivi. Questa generale soddisfazione, l'atteggiamento e il modo di credere in quanto facciamo hanno mitigato un po’ la delusione per i risultati che sono venuti a mancare. Forse solo con l’Ucraina avremmo potuto e dovuto ottenere un risultato più prestigioso. Con tutte le altre squadre ci siamo disimpegnati bene, tanto da essere padroni del nostro destino nell’ultima partita, quella poi venuta a mancare (3-0 a tavolino per i rossocrociati a seguito del forfait dell’Ucraina per i casi di positività nella rosa, ndr). Mi spiace non averla giocata, eravamo pronti, sono convinto che ce l’avremmo fatta. D’altro canto, però, l’epilogo di questa strana vicenda può essere letto come la ricompensa per un gruppo, alludo a tutto lo staff allargato della Nazionale, che in questi mesi ha investito davvero tanto. Non solo sul piano sportivo, in campo, bensì per quanto fatto anche a livello di disciplina, professionalità e rispetto delle regole».

Tre livelli di ragionamento

Gli allenatori sono soliti ragionare su due piani: quello delle prestazioni e quello dei risultati. Non sempre sono sincronizzati. La Svizzera, infatti, ha disputato buone partite ma raccolto poco sul piano contabile. Il bilancio del 2020, però, è positivo. «Sono tre le angolazioni dalle quali analizzare i nostri risultati. Sul piano critico abbiamo ottenuto troppo poco. Su quello realistico, alla luce del valore delle avversarie, del modo in cui le abbiamo affrontate e con quale esito, il bilancio è soddisfacente.Sul piano ottimistico, sono molto fiducioso grazie a quello che ho visto, al modo in cui ho “sentito” la squadra, anche dopo aver rivisto le partite più volte. Forse, con un po’ di opportunismo, potrei dire che sarebbe meglio giocare nella Lega B per affrontare squadre che possiamo battere regolarmente, così da salire nel ranking Fifa. Preferisco però rischiare di più, per dare l'opportunità ai giocatori di crescere contro avversari di primo piano. Che sia in partite ufficiali o in amichevole, affrontate contro squadre del calibro di Croazia e Belgio. Una scelta pagante, che ha permesso anche a chi gioca un po’ meno di maturare esperienza. Più avanti, godremo dei frutti di questi test».

Analizzando il percorso della Nazionale, ha detto di aver avvicinato l'élite mondiale. Manca però un ultimo scalino, quel passo avanti che potrebbe fare coincidere qualità della prestazione con risultato. «Sul piano del gioco e della mentalità ci siamo avvicinati parecchio alla grandi. Per un nostro successo devono però coincidere tanti fattori: la condizione dei calciatori, la prestazione perfetta, l’abilità nel dare il 20 per cento in più degli avversari più forti, al momento del confronto diretto. Noi abbiamo meno margine di errore. Contro Spagna e Germania abbiamo sbagliato poco, ma la punizione è stata pesante. Creiamo tante occasioni, ma dobbiamo essere molto più cinici. Lo stesso vale in fase difensiva. Dobbiamo puntare ancora di più sull’essere squadra, trovando il giusto equilibrio tra l’attacco e la difesa. Sappiamo attaccare, ma anche difenderci “bassi”, se gli avversari sono così bravi da risultare dominanti. Purché lo facciamo sempre con le idee, con convinzione. Senza panico. In tal senso, in questi mesi ho visto un miglioramento. Il realismo ci porta però a dire che non saremo mai al livello delle selezioni più forti, in senso assoluto. Tuttavia nella singola partita possiamo dire la nostra, purché tutto funzioni a dovere».

Chi entra si sente a casa

Lotomba, Omeragic, Sohm… Facce nuove all’interno di un gruppo al quale chi si affaccia da neofita viene presto adottato, fino a sembrare che ne faccia parte da tempo. Per una dinamica di gruppo che coinvolge sia i più giovani, sia chi si fregia dello statuto di senatore. «Succede proprio così, ed è una cosa bella. Al primo colloquio con un nuovo nazionale dico che non chiedo nulla che già non fa nel suo club. I nuovi devono avere rispetto per il gruppo e ogni singolo giocatore. Così facendo, da questa squadra ricevono sostegno e vengono subito accolti. Si sentono subito parte integrante del progetto. Questo, in campo, si vede. In pochi allenamenti assimilano la nostra filosofia di gioco, entrano velocemente nei meccanismi di squadra. Ci sono stati momenti in cui è stato possibile dare un po’ di spazio a tutti, ma ora si tratta di cementare il gruppo. Anche perché non si sia indotti a pensare che in Nazionale si arriva facilmente. Non basta fare bene nel proprio club, è necessario che si sia più bravi del compagno che in Nazionale già c’è, che si regga il confronto con chi c’è. Bisogna risultare compatibili con il resto del gruppo. Non porto con me solo i 23 sulla carta più forti, bensì i 23 che assieme creano il giusto amalgama, che formano un team».

Un amalgama dovuto all’impronta di Petkovic e alla collaborazione che trova nei senatori e nei calciatori di lungo corso. «A parte un momento di difficoltà iniziale, è dal mio insediamento che c’è questa positività, questa voglia di essere in Nazionale. Questo rende tutto più facile. Se ti presenti con il sorriso, sei più ricettivo e ben disposto ad investire di più. Dopo i Mondiali di Russia abbiamo avviato un processo di ringiovanimento dei ranghi, tuttora in corso, ma la coesione non ne risente. Chi vanta una lunga esperienza è di supporto a chi si affaccia per la prima volta».

CALCIO: Risultati e classifiche

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved