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22.11.2020 - 17:560
Aggiornamento : 19:08

‘Bicchiere mezzo pieno, ma quegli ultimi cinque minuti...’

Il Lugano torna con un buon punto da Ginevra. Jacobacci: 'Primo tempo al di sdotto delle nostre possibilità, ma nella ripresa avremmo potuto vincere'

E fanno 15. La striscia di risultati positivi del Lugano prosegue anche dopo l’insidiosa trasferta a Ginevra. Certo, non permette ai bianconeri di mantenere la testa della classifica, ma li lascia comunque nelle zone alte, a due soli punti dalla capolista Young Boys. D’altra parte, uscire con un punto dalla Praille non rappresenta affatto un cattivo affare. Il Servette di Alain Geiger, per quanto fermo da quasi un mese a causa di quarantene proprie e altrui, ha ribadito di essere una buona squadra, dotata di un assetto di gioco ben delineato e di individualità niente male. Alla fine, il punto conquistato può stare un po’ stretto alla compagine di Maurizio Jacobacci, soprattutto alla luce di quanto mostrato nel secondo tempo, quando si è trovata a dover recuperare il gol firmato da Kyei al 37' (difesa piuttosto statica, in particolare con Kecskes che si è perso il francese in piena area di rigore), ma nei minuti finali ha comunque rischiato qualcosa di troppo. «Devo capire cosa è successo su quel corner – afferma Jacobacci –, situazione di gioco nella quale di solito siamo molto ordinati. Senza dubbio avremmo dovuto essere più aggressivi».

Al di là del gol incassato, i primi 45' hanno visto il Lugano faticare a innescare Gerndt e Odgaard, a causa di una certa staticità di tutta la squadra (anche a centrocampo, Lovric e Macek sono entrati in partita a carburazione lenta)... «Nel complesso, nel primo tempo abbiamo tenuto palla, ma quasi sempre in orizzontale. Ci è mancata la profondità degli attaccanti e gli inserimenti senz palla da parte dei centrocampisti. Per i granata è stato facile contenere le nostre iniziative, per quanto pure il Servette non è che abbia fatto chissà che. Direi che è stato un primo tempo discreto, nel quale sono però mancati i movimenti giusti».

Dopo la pausa, il Lugano ha subito messo in chiaro di essere tornato in campo con ben altro piglio rispetto a una prima frazione giocata un po’ troppo sulle sue. Ha schiacciato i granata nella loro metà campo, ha creato un buon numero di occasioni per passare, sia prima (Odgaard con un improbabile passaggio laterale in piena area al 50'), sia dopo il gol del pareggio ottenuto da Lavanchy al 63' (Guerrero in diagonale al 77', Covilo di testa all'89'), ma gli è sempre mancato quel pizzico di buona sorte in più. Che la Dea bendata gli ha però accordato nel finale, quando il Servette è tornato a mettere il naso alla finestra e ha rischiato la clamorosa beffa con Kone che, lanciato in contropiede (89'), ha centrato il palo sull’uscita disperata di Baumann e con Ondoua al 94', capace di sparacchiare al lato da buonissima posizione. «La squadra ha mostrato, ancora una volta, grande carattere – aggiunge il tecnico bianconero –. È la quarta volta che recuperiamo il risultato e non posso che fare i complimenti ai ragazzi. È vero, il Servette si è abbassato e ci ha lasciato costruire da dietro, ma non era per nulla scontato riuscire a segnare contro una difesa schierata e che nel finale si è proposta pure con una linea a cinque. Il gol è arrivato al momento giusto, ma non ci siamo accontentati, abbiamo cercato di uscire dalla Praille con tre punti. Abbiamo provato ad approfittare di un Servette un po' in difficoltà e ci siamo creati diverse occasioni per passare, ma ci siamo pure assunti grossi rischi».

L'entrata in gioco di Lungoyi e Ardaiz ha contribuito a vivacizzare l'attacco bianconero e sia il ginevrino, sia l'uruguaiano hanno avuto sul piede la palla buona... «Ardaiz ha avuto spunti interessanti, ha saputo difendere palla e smistarla. Tra l'altro, l'occasione capitata a Guerrero l'ha costruita proprio lui. Non era scontato, in una partita come questa, entrare e fare bene, ma lui ha dimostrato di possedere fisico e velocità, due caratteristiche che sicuramente potranno tornare utili nei mesi a venire. Mi dispiace, invece, per Odgaard: ha avuto la palla buona a centroarea, in una situazione così deve mostrare molta più cattiveria».

Insomma, un pareggio che poteva essere qualcosa di diverso (vittoria, ma pure sconfitta) e che dunque non può che star bene a un Lugano intento a proseguire sulla strada tracciata ormai da 15 partite... «Sono contento della prestazione offerta nel secondo tempo – conclude Jacobacci –. Ma non per quello che riguarda gli ultimi 5', perché non avremmo dovuto rischiare così tanto. L'atteggiamento, comunque, è stato buono e, ancora una volta, abbiamo dimostrato di essere fisicamente pronti. A conti fatti, il bicchiere lo vedo mezzo pieno. Un pareggio che ci permetterà di preparare in maniera tranquilla i prossimi appuntamenti, a prescindere da quella che è la classifica. Noi puntiamo a raggiungere il più in fretta possibile la quota salvezza...»

Servette - Lugano(1-0) 1-1

Reti: 37’ Kyei 1-0. 63’ Lavanchy 1-1

Servette: Frick; Sauthier, Rouiller, Sasso, Mendy; Valls (69’ Diallo), Ondoua; Imeri, Cognat (89’ Severin), Antunes (54’ Cespedes); Kyei (69’ Kone)

Lugano: Baumann; Kecskes, Maric. Daprelà; Lavanchy, Locric, Custodio, Macek (76’ Covilo), Guerrero; Gerndt (76’ Ardaiz), Odgaard (58’ Lungoyi)

Arbitro: Dudic

Note: 50 spettatori. Servette senza Fofana (squalificato), Henchoz, Stevanovic e Schalk (infortunati); Lugano senza Bottani, e Sabbatini, Guidotti e Oss (infortunati). Ammoniti: 35’ Gerndt. 47’ Kecskes. 75’ Kone. 84’ Custodio. 88’ Ondoua

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