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02.03.2020 - 16:51
Aggiornamento: 18:11

Il coronavirus ferma anche il calcio, campionati sospesi

I 20 club di Sfl hanno scelto di non giocare (per ora) a porte chiuse: rinviati il 25°, 26° e 27° turno, data limite per la ripresa il 5 aprile. Se ne riparlerà il 13 marzo

il-coronavirus-ferma-anche-il-calcio-campionati-sospesi

Dopo l'hockey (playoff e playout di National League non inizieranno prima del 15 marzo) anche il calcio svizzero si ferma a causa del coronavirus. O meglio rimane fermo, visto che già nello scorso weekend tutte le partite del 24esimo turno di Super e Challenge League erano state rinviate in seguito al divieto (per il momento sino appunto al 15 marzo) imposto dal Consiglio Federale a tutti gli eventi pubblici con oltre un migliaio di partecipanti.

Tutto fermo almeno fino al 15 marzo

Riunitisi oggi a Berna in un'assemblea straordinaria, i 20 club di Swiss Football League (tra cui Fc Lugano e Fc Chiasso) hanno deciso che senza pubblico non vogliono giocare e di conseguenza hanno scelto di sospendere i campionati. Una scelta quasi obbligata considerando che per le società di calcio elvetiche gli incassi degli incontri casalinghi rappresentano in media tra il 30 (un po’ meno per quelle con meno pubblico, tra cui i bianconeri) e il 40 per cento delle entrate stagionali e sulla quale i club torneranno a chinarsi il 13 marzo in un’assemblea straordinaria già prevista per discutere dell’eventuale allargamento della massima serie da 10 a 12 squadre. Proprio alla luce di questo e per evitare partite a porte chiuse, le società hanno deciso di posticipare il più possibile la ripresa delle ostilità, che non dovrebbe avvenire prima del 23 marzo, con il conseguente rinvio già certo del 25esimo (Lugano-Lucerna in Super League e Sciaffusa-Chiasso in Challenge per quel che riguarda le ticinesi), del 26esimo (Zurigo-Lugano e Chiasso-Aarau) e del 27° (Lugano-Basilea e Kriens-Chiasso) turno di campionato.

No alle porte chiuse, data limite il 5 aprile

Poi, molto dipenderà dall’evoluzione della situazione sanitaria, con la speranza di poter riprendere a giocare davanti al pubblico il prima possibile ma anche la consapevolezza che questo non è per nulla scontato: in tal senso la data limite individuata durante l’assemblea per poter riuscire a svolgere tutte le partite a porte aperte prima dell’inizio degli Europei (al via il 12 luglio, virus permettendo) e in maniera piuttosto regolare (giocando circa ogni 4 giorni) è quella del 5 aprile, mentre un secondo scenario prevede addirittura di comprimere tutti i match a partire dal 18 dello stesso mese, anche se questo vorrebbe dire dover scendere in campo quasi ogni due giorni. Nella sciagurata ipotesi che lo stop agli eventi con oltre mille persone coinvolte dovesse protrarsi oltre tale data, a quel punto i club sarebbero costretti a cedere e a disputare le partite senza spettatori, in quanto l’ipotesi di non concludere la stagione (così come quella di andare oltre gli Europei) sono state scartate. Per ora.

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