Calcio
26.01.2019 - 11:250

Armando Sadiku, un'altra (s)volta a Lugano

Terza avventura a Cornaredo per l'attaccante albanese, che sulle rive del Ceresio cerca il rilancio dopo il brutto infortunio al ginocchio.

Ci sono i suoi occhi che, dopo mesi difficili, sono finalmente tornati a brillare. Le sue gambe che girano di nuovo a mille a caccia di un gol che anche in allenamento, dopo quello che ha passato, ha un bel peso specifico. I suoi polmoni che si riempiono dell’aria gelida di Cornaredo nel solito, intenso sforzo, perché lui è uno che quando sta bene, non esiste una “semplice” partitella. Poi ci sono i sorrisi e le battute con i compagni, con l’allenatore e il resto dello staff tecnico, ma anche con tutti gli altri collaboratori del club, compresi gli addetti ai lavori dell’impianto luganese che hanno riaccolto a braccia aperte un grande giocatore, ma soprattutto un bravo ragazzo. E poi, se qualcuno ancora non avesse capito quanto Armando Sadiku si senta a casa a Lugano, ci sono anche i numeri. Sì perché la media di 0,61 gol a partita (38 in 62 presenze) che il bomber albanese ha fatto registrare nelle due precedenti parentesi con la maglia bianconera (dal 2013 al 2014 e nel 2017) è seconda solo allo 0,71 fatto segnare nell’anno e mezzo passato a Locarno (30 gol in 42 partite). Con la sostanziale differenza che al Lido si è sempre trattato di Challenge League, mentre 9 reti (in 16 match) a Lugano l’albanese le ha messe a segno nella massima serie rossocrociata. E poi, se non stai bene in un posto, non ci torni per la terza volta...
«Con il Lugano ormai c’è un feeling speciale, qui mi sento a casa – ci racconta il 27enne di Elbasan, arrivato a Lugano attraverso una sorta di trasferimento-prestito dal Levante, che a giugno in pratica tornerà proprietario del cartellino del giocatore –. Non c’è un fattore particolare, è l’insieme (società, squadra, luogo, calcio svizzero) a far sì che mi sono sempre trovato bene e di conseguenza sono riuscito a esprimermi al meglio. A Lugano ci sono le condizioni per lavorare con serenità e anche per questo è la soluzione ideale per me dopo l’infortunio (rottura del legamento crociato di un ginocchio lo scorso agosto, ndr), dal quale mi sono praticamente ripreso. Mi sento pronto, farò di tutto per non deludere i tifosi che sono sempre stati fantastici».
Parole al miele, così come dolce è il ricordo che l’ex punta anche di Vaduz e Zurigo ha lasciato ai fan bianconeri, salutati nel maggio 2017 con l’incredibile terzo posto in Super League conquistato sotto la guida di Paolo Tramezzani... «È stato bellissimo scrivere un pezzo di storia di questa società e da una parte mi è dispiaciuto dover partire e non poter disputare l’Europa League con i bianconeri, ma sono pur sempre andato al Legia a giocare i preliminari di Champions (segnando pure nel 3° turno contro l’Astana, poi avanzato a spese dei polacchi, ndr) inseguendo i miei sogni. E anche i mesi successivi non sono andati poi così male come può sembrare, perché a Varsavia ho segnato 7 gol ed è arrivata la chiamata del Levante, a cui non potevo dire di no. Giocare nella Liga è il sogno di ogni giocatore e ho colto l’occasione, purtroppo però poi gli infortuni non mi hanno permesso di dimostrare quello che valgo (prima la frattura del naso, poi il grave infortunio al ginocchio lo hanno limitato a 6 presenze in campionato, ndr). Non è stato facile star fuori, ma chi mi conosce sa che sono uno che non molla mai e che fa di tutto per raggiungere i suoi obiettivi. Ora è fare bene con il Lugano per continuare a inseguire i miei sogni e vincere la scommessa che ho fatto con me stesso: tornare a breve ai massimi livelli».
A Cornaredo Sadiku non ritroverà il gemello del gol Ezgjan Alioski (25 gol e 18 assist in due nel campionato 2016/2017), ma questo non lo preoccupa, anzi... «Sento spesso “Gianni”, siamo rimasti amici e sono contento per quello che sta facendo al Leeds (1° posto in Championship, 2ª divisione inglese, ndr). Tra di noi in campo c’era un’intesa speciale, non avevamo nemmeno bisogno di parlarci, ci trovavamo a occhi chiusi. Un feeling del genere è difficile da creare, però adesso a Lugano davanti ci sono tre giocatori – Bottani, Junior e Gerndt – che sono entrati in sintonia e non a caso hanno fatto vedere ottime cose. In questo senso sono contento di potermi inserire in un meccanismo che già funziona bene, evidentemente ci vorrà un po’ di tempo per adattarlo alla mia presenza, ma poi sono sicuro che potremo fare grandi cose. Anche perché io e Alioski eravamo in due, adesso siamo in quattro, quindi ancora meglio...».
Aggregatosi al gruppo da una settimana e mezza, per l’attaccante l’impatto è stato molto positivo... «D’altronde conoscevo già quasi tutti. La squadra è molto valida, è in grado di creare tante occasioni da rete e questa è indubbiamente una buona cosa per me come attaccante. La qualità non ci manca, se ognuno si impegnerà al massimo sono certo che potremo toglierci delle belle soddisfazioni».

Celestini: ‘In quattro davanti? Perché no…’

È ormai una settimana e mezza che Fabio Celestini sta lavorando con Armando Sadiku... «Sa che ha ancora bisogno un po’ di tempo per essere davvero al cento, ma solo dal punto di vista del lavoro con la palla, con il gruppo e nelle partite, perché per il resto è già molto pronto, anche fisicamente – afferma il tecnico dei bianconeri, che hanno ancora una decina di giorni prima dell’esordio nel girone di ritorno di Super League previsto sabato 2 febbraio a Cornaredo contro il Thun –. Oltretutto è arrivato con tanta voglia di lavorare ed entusiasmo in un contesto che conosceva già bene. Sembra quasi che abbia sempre fatto parte di questo gruppo, per cui non ci vorrà molto».
Con l’attaccante albanese il Lugano ha colmato un vuoto a livello di tipologia di attaccanti, ma questo non significa che dal punto di vista tattico ci saranno stravolgimenti... «Il suo arrivo non cambia la nostra idea di gioco, anche se la squadra dovrà capire che in base alle mie scelte, il profilo dei giocatori che avremo davanti sarà differente e bisognerà adeguarsi. Armando ha caratteristiche diverse da tutti i nostri attaccanti, è un elemento più da area di rigore ma che ci potrà aiutare molto anche nel pressing».
E sulla possibilità di vedere in campo insieme Sadiku, Gerndt, Bottani e Junior, Celestini afferma: «Perché no? In ogni caso abbiamo visto durante l’andata quanto abbiamo sofferto quando non avevamo a disposizione il nostro trio d’attacco, per cui la nostra riflessione è stata anche questa, ora siamo più coperti. E in ogni caso la concorrenza non può che fare bene, spinge tutti a essere sempre al massimo».
E invece cosa pensa il giocatore del suo nuovo tecnico? «Non lo conoscevo di persona e devo dire che sono rimasto sorpreso in positivo. A parte l’aspetto sportivo mi ha colpito l’estrema gentilezza, è sempre allegro e lo trasmette al gruppo, al quale non mette pressione. Parla molto, ma sempre per motivare. Mi trovo davvero bene con lui».

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