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13.10.2021 - 13:20
Aggiornamento: 17.10.2021 - 17:40

Mauro Cavalli: ‘Ma questa sarebbe giustizia?’

Il presidente dell’Fc Locarno reagisce con fermezza alle sanzioni che hanno colpito il suo club e quattro giocatori

mauro-cavalli-ma-questa-sarebbe-giustizia

La Federazione ticinese di calcio (Ftc) ha deciso di evitare commenti circa le squalifiche che hanno colpito le società e i giocatori coinvolti nella rissa dello scorso 18 settembre durante Semine-Locarno di Terza Lega, limitandosi a ricordare che si tratta di decisioni soggette alla possibilità che club e calciatori coinvolti facciano ricorso. Si tratta di sanzioni, filtra però dalla Ftc, in linea con quelle che sono state affibbiate in precedenti casi recenti di violenza intollerabile. In questo caso, inoltre, c’è l’aggravante della rissa, come evocato nel rapporto dell’avvocato Andrea Rotanzi, la cui inchiesta – è stato ribadito – è la base sulla quale sono state prese le decisioni.

Chi invece non si è risparmiato, in quanto a reazioni e prese di posizione, è il presidente dell’Fc Locarno Mauro Cavalli, la cui società è risultata – sanzioni alla mano – quella più colpita (tre calciatori squalificati, 1’000 franchi di multa e 3 punti di penalizzazione al club, “azzeramento” della partita di Semine). Il numero uno delle bianche casacche si è scagliato contro la responsabilità oggettiva imputata alla sua società e contro la Ftc stessa. «Ho preso atto della sanzione pesantissima nei confronti della mia società – ha commentato –. La ritengo però troppo pesante, specialmente per quanto riguarda le implicazioni del club. Non riesco a capire dove vadano a prendere le responsabilità oggettive cui fanno riferimento. A questa stregua la responsabilità oggettiva ce l’ha anche la mamma che ha partorito il giocatore e la stessa Ftc che finora non ha fatto nulla per prevenire questo tipo di situazioni sul campo di gara. Tutti hanno delle responsabilità, ma mi sembra che in questo frangente la federazione faccia un po’ come Ponzio Pilato. Inoltre, mi spiace aver appreso la notizia delle sanzioni dai giornali, ancor prima di ricevere l’email dalla federazione. Anche questo lo ritengo indice di scarsa serietà. Probabilmente diranno che la fuga di notizie è colpa del Locarno. Va bene – aggiunge con una punta di sarcasmo –, mi assumo la responsabilità anche di questo: è colpa del Locarno se la notizia è trapelata prima della comunicazione ufficiale».

‘Motivazioni scandalose’

«Desidero dare la mia vicinanza ai giocatori che, pur avendo sbagliato – va detto – non meritavano una sanzione di 5 anni, rispettivamente 2 anni, rispettivamente 18 mesi. È un provvedimento pesante. Al quale se ne aggiunge uno finanziario anch’esso molto pesante. Mi chiedo se questa sia giustizia, ma ho già la risposta: in ambito civile e penale abbiamo una giustizia chiara nelle sanzioni, mentre in ambito sportivo la giustizia è traballante».

Duro, poi, l’attacco ai responsabili della Ftc. «Sono persone brillantissime che hanno menzionato motivazioni che sono scandalose, al di là dei fatti che, lo ripeto, condanno. Condanno però anche un modo di agire che è un insulto all’intelligenza umana. Non tollero che mi si dica che il presidente ha minimizzato l’accaduto. Avevo parlato di “scaramuccia”, un termine che Machiavelli usava per riferirsi ad ambiti legati alla guerra. Per i signori della Federazione usare il termine “scaramuccia” significa minimizzare un po’ i contenuti di una rissa? Tra l’altro, a me risulta che dal punto di vista penale quello che è accaduto non sia una rissa perché non ci sono state lesioni. Ma ripeto, non condanno quanto è stato deciso, tuttavia ritengo che certa gente debba soppesare meglio le parole. Sto valutando il modo migliore di procedere. Secondo me il Locarno con il suo comportamento ha fatto cattiva pubblicità al gioco del calcio in Ticino. Tuttavia a mio giudizio la federazione con il suo comportamento ha fatto altrettanto, e merita delle sanzioni. Valuterò in quale modo agire affinché anche il controllore sia sanzionato. Chi controlla il controllore? Una domanda che in Ticino resta sempre senza risposta».

E circa l’eventualità di un ricorso, come procederà? «Siamo un club democratico, decideremo sul da farsi dopo esserci consultati. Mi sono già rivolto a un paio di legali per avere un parere circa i pro e i contro di un’eventuale opposizione. Nella mia vita di tutti i giorni non ho mai avuto bisogno di un avvocato. Ora devo prenderne uno per due ragazzi che si scazzottano su un campo di calcio? Non lo so. Dovessi averne bisogno lo prenderò. Ma se lo faccio sarà per fare male a chi mi ha causato questa grande rottura di scatole e questo danno di immagine a livello personale e societario».

Finito il boicotto degli arbitri, il Locarno deve recuperare le partite che sono state rinviate proprio per l’assenza di un direttore di gara. «Altra genialata: si lamenta il Milan, quando deve disputare un turno infrasettimanale, cosa dobbiamo fare noi? Siamo dilettanti, dovremo sorbirci due incontri alla settimana in un periodo complicato anche per il freddo. È una decisione che penalizza, anche questa. Anzi, ci ha già penalizzato: faremo meno introiti perché giocheremo a orari difficili, per gli spettatori. E che dire dello stress fisico al quale sono sottoposti i giocatori, con il rischio di infortuni?».

Leggi anche:

Semine-Locarno, mano pesante della Ftc

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