Con la magica domenica di Stoccolma Audrey Werro lancia la sfida alla campionessa olimpica Hodgkinson sulla via che porta agli Europei

Guardando al tabellone dei tempi, il mondo dell'atletica quasi non credeva ai suoi occhi. Perché l'1'53"98 con cui Audrey Werro ha vinto gli 800 m della tappa di Stoccolma della Diamond League lasciandosi alle spalle la campionessa olimpica Keely Hodgkinson è davvero un tempo straordinario. Di più: l'exploit concretizzato in Svezia dalla friborghese, appena 22enne, è monumentale. Domenica sera è infatti diventata la terza atleta più veloce della storia nel doppio giro di pista. Impresa non da poco, considerando che i tempi più bassi del suo risalgono agli anni Ottanta, quando cioè la lotta a contrastare il fenomeno del doping era passi indietro rispetto all'attualità...
Altri tempi insomma, ragion per cui il paragone tra i tempi di allora e quelli odierni risulta impossibile. Ciò che è certo, e lo dicono i numeri, è che a nessun atleta svizzero era mai riuscita una prestazione di questa portata. Il 12"24 con cui Ditaji Kambundji aveva messo al collo la medaglia d'oro ai Mondiali della scorsa estate costituiva il settimo tempo della storia dei 100 ostacoli. E André Bucher, nel 2001, vinse il titolo iridato pure negli 800 m in 1'42"55, cosa che lo colloca al 31esimo posto della classifica di tutti i tempi.
Fra gli attuali primati mondiali, quello del doppio giro di pista al femminile, 1'53"28 a firma della cecoslovacca Jarmila Kratochvila, è il più datato nonché uno dei più controversi. Per molto tempo è sembrato irraggiungibile, persino per la due volte campionessa olimpica e tre volte campionessa del mondo Caster Semenya, che si è fermata a 1'54"25 (il quinto tempo nella storia).
Laureatasi campionessa olimpica nel 2024, imperiale ai Mondiali indoor 2026 di Torun, dove ha trionfato in 1'55"30 con un margine di 1"34 su Audrey Werro, seconda, Keely Hodgkinson sembrava la maggior indiziata per andare a insidiare il trono di Kratochvila nella classifica di tutti i tempi, considerato che la 24enne britannica aveva già corso in 1'54"61, settimo tempo della storia. Tutto questo fino a domenica: poi Audrey Werro ha rimescolato tutto facendo cambiare le carte in tavola.
Nel 2021, a 19 anni, ai Giochi di Tokyo, Keely Hodgkinson si era già messa al collo la medaglia d'argento correndo in 1'55"98. Alla stessa età della britannica, nel 2023, l'elvetica ‘valeva’ un più modesto 1'58"13. È solo nel finale della stagione 2024 che l'atleta tesserata per la società di Belfaux è riuscita per la prima volta a scendere sotto il ‘muro’ del minuto e 58 secondi per stabilire il nuovo record svizzero (1'57"76). Poi ha cambiato decisamente marcia: nel 2025 la friborghese ha proseguito la sua progressione cronometrica, fino ad abbassare a 1'55"91 il suo primato lo scorso agosto a Zurigo. Non senza incassare qualche grossa delusione in occasione dei grandi appuntamenti, come la caduta nella finale agli Europei indoor o, ancora, il quarto posto, a un sol centesimo dal bronzo, ai Mondiali pure indoor dell'anno scorso.
Ma Audrey Werro impara molto in fretta. Ancora troppo ‘delicata’ per giocare duro solo pochi mesi fa, ha superato a pieni voti un primo banco di prova tattico a Torun a marzo, nella finale dei Mondiali indoor, dove è riuscita a staccarsi dal gruppo alle spalle di un'intoccabile Keely Hodgkinson e a conquistare l'argento.
«Ho già compiuto grandi progressi dal punto di vista tattico. Ora devo essere in grado di prendere decisioni più rapide in gara e poi di mantenerle», diceva appena un mese fa durante il media day di Swiss Athletics. Detto e fatto: domenica ha saputo aspettare il momento giusto per superare Keely Hodgkinson grazie a un finale pazzesco.
«Ora riesco a dare il meglio di me stessa in gara», aveva dichiarato con soddisfazione lo scorso mese Audrey Werro, che è dunque diventata la terza donna nella storia a scendere sotto 1'54". Superando Keely Hodgkinson, che domenica ha comunque stabilito un record personale col sesto tempo di tutti i tempi (1'54"33). La sfida tra le due giovani donne promette di essere avvincente, e dovrebbe raggiungere il suo apice nel 2026, la sera di venerdì 14 agosto, giorno della finale degli Europei di Birmingham. «Per me, la gara di Stoccolma è già stata come una finale dei Campionati europei».
La friborghese, che si dedica a tempo pieno all'atletica solo da una decina di mesi, non ha ancora finito di stupire con i suoi tempi. «Non conosco i miei limiti, spero solo di esserne ancora lontana», dichiarava appena un mese fa, quasi a voler mettere in guardia le sue rivali.