Successo di pubblico ieri sera al Palapenz per l’edizione in assoluto con più presenze ticinesi in pedana: Lena Bickel, Mattia Piffaretti e Mirco Riva

Nemmeno alcuni grossi concomitanti eventi, ieri sera, sono riusciti a fare eccessiva concorrenza al Memorial Gander, giunto alla sua 43a edizione e anche stavolta piuttosto ben frequentato: non ci sarà stato il tutto esaurito (1’180 persone la capienza massima del Palapenz in quest’occasione), ma gli spalti erano comunque massicciamente occupati. Del resto – data l’altissima qualità dei protagonisti – lo spettacolo era assicurato già dalle premesse, e molti appassionati del distretto, del cantone e pure d’oltre confine non hanno voluto perdersi l’evento andato in scena a Chiasso con un cast degno davvero delle più importanti occasioni, vista la presenza di medagliati ai più alti livelli continentali e planetari, ma anche, per la prima volta, la presenza in campo maschile di rappresentanti ticinesi: ben due, i padroni di casa Mattia Piffaretti e Mirco Riva.
Fra gli uomini (4 discipline su 6 a scelta), al termine della serata – perfettamente riuscita grazie all’impeccabile organizzazione della locale società ginnica – a imporsi è stato l’elvetico Matteo Giubellini, solido e costante per l’intera serata. Dopo la prima tornata, al comando c’era l’elvetico Matteo Giubellini (cavallo a maniglie, 14,100), mentre i due chiassesi – Mattia Piffaretti (suolo, 13,750) e Mirco Riva (volteggio, stesso punteggio) – occupavano appaiati la terza posizione, subito dietro lo statunitense Moldauer (suolo, 13, 950). Riva che, purtroppo, alle parallele ha poi incontrato qualche difficoltà (solo 12,250), scivolando all’8° posto. Si è invece confermato Piffaretti al volteggio (ben 13,900), esercizio che gli permetteva di restare nelle primissime posizioni della classifica parziale (2°), ancora comandata da Giubellini (13,650 al volteggio). Mirco Riva – imperfetto anche alla sbarra (11,850) – usciva malauguratamente dalla lotta per il successo dopo la terza tornata, mentre Piffaretti (13,300 alle parallele) sapeva mantenersi fra i migliori (3°), staccando il biglietto per la finale a cui accedevano i 6 più bravi dopo la terza rotazione, fra cui c’era naturalmente Giubellini, che coi suoi 13,800 punti alle parallele si manteneva al vertice, davanti al tedesco Eder.
Nell’atto conclusivo, Mattia Piffaretti ha scelto di esibirsi agli anelli: il suo esercizio, pulito e applauditissimo, gli ha consentito di raccogliere 13,500 punti, abbastanza per assicurarsi il quarto posto finale, a un soffio dal podio occupato dal vincitore Matteo Giubellini, dall’americano Moldauer e dal tedesco Eder. «Ho fatto una grande gara», dice il confederato Giubellini. «Grande atmosfera, è stato il modo migliore per concludere la mia stagione, ringrazio il pubblico».
Fra le donne (3 discipline su 4 a scelta) la più brava è stata invece la statunitense Tatum Drusch. Dopo la prima rotazione, a guidare la graduatoria era la tedesca Schoenmaier davanti all’americana Drusch, all’italiana Elisa Iorio – accolta da scroscianti applausi, inferiori soltanto a quelli tributati agli atleti di casa – e alla ticinese Lena Bickel (ormai la migliore nel panorama svizzero e tesserata per Morbio Inferiore, che qui chiuse seconda nel 2024): tutte si erano misurate al volteggio. A guadagnarsi l’accesso all’atto conclusivo è anche la ragazza di casa, che dopo il secondo atto (12,950 al suolo) risultava occupare il quinto posto parziale, mentre a comandare il novero era l’azzurra Iorio, con un buon margine su tutte le avversarie.
In finale, dove Bickel si è esibita alla trave, la sottocenerina ha purtroppo commesso un paio di piccole imperfezioni (13,400 il suo punteggio) che le hanno impedito di migliorare la sua posizione tanto da poter ambire al successo, e dunque ha infine dovuto rinunciare a sogni di eccessiva gloria: chiuderà sul terzo gradino del podio. A mettere tutte in fila è stata l’americana Drusch davanti alla tedesca Schoenmaier.
«Sono molto contenta, fino a ieri sera non sapevo nemmeno se sarei riuscita a scendere in gara. E mi ha fatto molto piacere ricevere, insieme a Mattia Piffaretti, il premio designato dalle votazioni del pubblico di casa mia», ha detto Lena Bickel. «L’ultimo anno e mezzo per me è stato difficile perché ho dovuto gestire al meglio un infortunio ormai cronico. Malgrado ciò, sono contenta di tutti i risultati che sono riuscita a ottenere. I miei programmi futuri? Ovviamente cercherò di qualificarmi per le Olimpiadi di Los Angeles 2028, passando naturalmente per i Mondiali del prossimo anno. Voglio migliorarmi sempre di più, e accedere al maggior numero possibile di finali, specie quella del concorso completo ai Campionati del mondo, che quest’anno ho mancato. E, a livello europeo, vorrei confermarmi: anzi, vorrei fare addirittura meglio».

«Il Memorial Gander, specie per chi come me è cresciuto qua», ha spiegato Mattia Piffaretti, «è una gara incredibile. Sono molto soddisfatto del mio podio sfiorato, ho fatto un solo errore alle parallele. Da piccoli venivamo qui ad ammirare i nostri idoli, e ora mi ritrovo in mezzo a questi campioni internazionali. Per tutti noi è un immenso onore poter gareggiare a questi livelli, e poterlo fare in casa. Il livello della concorrenza è altissimo, ci sono ginnasti che vengono da tutto il mondo e da nazioni di grande tradizione. Questo ti dà motivazione per far bene e dimostrare che la Svizzera può stare fra i migliori. Sta per chiudersi per me l’anno migliore: ai miei primi Europei ho conquistato addirittura una medaglia a squadre, e poi c’è stato il quinto posto ai Campionati del mondo. Un anno davvero da incorniciare. I miei attuali obiettivi? Essendoci piazzati quinti ai Mondiali, sappiamo che la qualificazione olimpica è nelle nostre corde, e cercheremo questo pass inserendoci nella top 12 ai Mondiali dell’anno venturo. Il grande obiettivo infatti sono i Giochi di Los Angeles. La ginnastica ticinese? Per noi è un buon momento, con Lena e me nelle Nazionali maggiori e Mirco nell’U21. Stiamo ottenendo risultati di cui il Ticino può andare orgoglioso».
«Quella del Memorial Gander», riflette MIrco Riva, il più giovane dei ticinesi, «è un’esperienza molto motivante, perché gli avversari sono di un ottimo livello. Purtroppo, dopo un ottimo inizio stasera, mi è mancato un pizzico di energia nelle uscite alle parallele e alla sbarra, ma sono comunque soddisfatto. Grande pubblico, emozioni alle stelle. La mia annata? Pur essendo come età ancora juniores, sono riuscito a cogliere buoni risultati anche a livello assoluto, come il terzo posto nel multiplo ai Campionati svizzeri. Volevo alzare il mio livello, aumentare le difficoltà, anche a costo di commettere qualche errorino in più. Sono migliorato tanto e ho fatto preziose esperienze. Posso soltanto ritenermi soddisfatto di questa stagione, ed è stato bello concluderla così. Ora lavorerò ancora tanto, proprio come ho fatto quest’anno, cercando di alzare ulteriormente l’asticella e di rendere più pulite le mie esecuzioni. Sarebbe bello qualificarsi per qualche Europeo o Mondiale, con un occhio ovviamente anche alle Olimpiadi, perché no?»