Per Christof Ber, presidente di Swiss Paralimpic, ‘le Paralimpiadi in Svizzera potrebbero ispirare un’intera generazione’

Tra dodici anni la Svizzera intende diventare il primo Paese ospitante a organizzare i Giochi Olimpici e Paralimpici non in una sola regione, ma su tutto il territorio nazionale. La decisione sull’assegnazione cadrà a fine 2027. In attesa di quella scadenza, la Svizzera culla il suo sogno: il 2038 potrebbe essere l’anno giusto, quello per ospitare uno dei più grandi eventi sportivi del mondo in versione... diffusa. Ciò grazie a una nuova regolamentazione del Cio che consente anche a interi Paesi di ospitare i Giochi, non più solo a città e regioni. Milano-Cortina 2026 ha dimostrato per la prima volta come i Giochi invernali possano funzionare anche in modo decentralizzato.
Proprio per lo sport paralimpico, i Giochi in Svizzera potrebbero avere effetti positivi. Per Christof Baer, presidente di Swiss Paralympic, «le Paralimpiadi in Svizzera potrebbero ispirare un’intera generazione, entusiasmare le persone con disabilità per l’attività fisica, lo sport di massa e agonistico e rendere lo sport paralimpico ancora più visibile in tutto il Paese». Ci vorrà però ancora poco più di un anno e mezzo prima che la Svizzera sappia se otterrà l’assegnazione dei Giochi invernali tra dodici anni. «Per alcuni atleti che hanno partecipato quest’anno, il 2038 è ovviamente un tema di attualità, ma per altri no», afferma Tom Reulein, capo della delegazione svizzera.
Al momento è ancora troppo presto per pianificare così lontano nel futuro: tra oggi e il 2038 c’è ancora un’intera generazione. Ma: «Abbiamo l’esperienza e il know-how necessari per vincere medaglie. Non si perdono così in fretta», dice Reulein. Le Paralimpiadi si limiterebbero a quattro sedi di gara: Ginevra per il curling, Losanna per l’hockey su ghiaccio, St. Moritz per lo sci alpino e lo snowboard, Lenzerheide per il biathlon e lo sci di fondo. La cerimonia di apertura sarebbe prevista a Berna. «La preparazione e lo svolgimento dei Giochi potrebbero rafforzare in modo sostenibile le strutture, le infrastrutture e l’apertura sociale», afferma Baer. Tuttavia, questo potenziale non si realizzerà da solo. «È necessario un uso consapevole dei dieci anni di preparazione e investimenti mirati nello sviluppo sostenibile dello sport paraolimpico».