Il nidvaldese fa quintina (consecutiva!) nel gigante di Adelboden. Sesto posto per Luca Aerni

E cinque. Addirittura una dietro l'altra! Per la quinta volta consecutiva, Marco Odermatt ha messo la sua firma nel gigante del Chuenisbärgli. Già al comando dopo la prima manche, il nidvaldese si è dunque confermato re della disciplina ad Adelboden, la dove anche il mitico Stenmark si era imposto a cinque riprese, ma non consecutive. Nella seconda discesa, anch'essa corsa sotto una costante nevicata, Odermatt ha saputo resistere al tentativo del brasiliano Lucas Pinheiro Braathen, secondo a 49 centesimi. Terzo posto per il francese Léo Anguenot. Sul fronte rossocrociato da segnalare pure il sesto posto di Luca Aerni e il dodicesimo di Tomas Tumler.
«È davvero fantastico vincere qui per la quinta volta», ha affermato un Odermatt raggiante, al traguardo, ai microfoni della Fis. «Il segreto è questo...», ha poi aggiunto, indicando la folla, quando gli è stato chiesto quale fosse il segreto del suo successo ad Adelboden. «Il pubblico mi ha aiutato a spingere ancora di più. Apprezzo ogni volta un po‘ di più questa motivazione, questa energia in più che mi dà».
Il nidvaldese ha sottolineato che il suo primo successo ad Adelboden rimane il più importante ai suoi occhi. «Ma tutte le vittorie qui sono straordinarie», ha aggiunto colui che ora detiene, insieme a Vreni Schneider e Michael von Grünigen, il record di podi per uno svizzero nella Coppa del mondo di gigante (46).
Con un margine di 467 punti sul secondo della classifica generale, Lucas Pinheiro Braathe, Odermatt riprende così la sua marcia a trazione anteriore nella sua disciplina prediletta. Prima delle vacanze natalizie aveva chiuso con un ’modesto' sesto posto in Alta Badia, mentre nei 36 precedenti giganti di Coppa del mondo che aveva portato a termine, era sempre salito sul podio.
Questa vittoria, la sua 29esima in gigante, gli permette anche di riprendere il comando della classifica di specialità, spodestando Stefan Brennsteiner, eliminato nel corso della seconda manche sul Chuenisbärgli e ora a 95 lunghezze dall'elvetico.