Sci nordico

Tour de Ski, Johannes Klæbo meglio di Dario Cologna

Quinto successo finale del norvegese, che diventa così il fondista più volte vincitore della corsa a tappe

Nessuno come lui
(Keystone)
4 gennaio 2026
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Pronostici rispettati al Tour de Ski 2026, in cui al termine delle sei prove che lo compongono, sulla cima dell’Alpe Cermis a essere incoronati sono stati i favoriti Johannes Klæbo e Jessie Diggins.

Già vittorioso in questa gara a tappe nelle edizioni 2019, 2022, 2023 e 2025, Klæbo, a un mese dalle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 (6-22 febbraio), è così diventato il detentore del record di vittorie finali al Tour de Ski, superando il grigionese Dario Cologna, fermatosi a quota quattro successi. «Partecipare al Tour de Ski e vincerlo è sempre qualcosa di bello – sottolinea il norvegese –. Mi sono sentito in forma, adoro il concetto di questa gara. In vista delle Olimpiadi ora sarà importante riposarsi bene, e affinare la preparazione con uno stage in quota». Un po’ in difficoltà nelle parti più ripide di domenica, Klæbo ha concluso la tappa finale al 13esimo posto. Nella classifica generale finale, Klæbo ha preceduto i suoi connazionali Mattis Stenshagen di 30’’1 e Harald Amundsen, di 1’08.

E tre per Diggins

Da parte sua, Jessie Diggins ha scritto il suo nome nell’albo d’oro della prova femminile (contraddistinta fra l’altro dall’ottimo secondo posto di Nadine Fähndrich nella sprint di sabato a Val di Fiemme, battuta unicamente dalla finlandese Jasmi Joensuu) per la terza volta dopo il 2021 e il 2024. L’americana, che a fine stagione si ritirerà, ha gestito perfettamente (seconda a 8’’8) l’ultima tappa vinta dalla norvegese Karoline Simpson-Larsen. Nella classifica finale, Jessie Diggins si è imposta con 2’17”7 di vantaggio sull’austriaca Teresa Stadlober e 2’31”6 sulla norvegese Heidi Weng.

In generale, gli svizzeri hanno recitato un ruolo minore in questo Tour de Ski: tra gli uomini, Noe Näff è stato il migliore con il 52esimo posto finale. Un po’ meglio è andata alle donne, con il 18esimo posto di Anja Weber.