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laR
 
21.02.2022 - 18:58
Aggiornamento: 19:53

Ajla Del Ponte si ferma: ‘Ho solo voglia di stare a letto’

Un’infiammazione al tendine della coscia costringe la sprinter ticinese a rinunciare all’intera stagione indoor, Mondiali di Belgrado compresi

ajla-del-ponte-si-ferma-ho-solo-voglia-di-stare-a-letto

"Un colpo al cuore". Queste le parole scelte da Ajla Del Ponte per esprimere, inizialmente via social, il suo stato d’animo e comunicare che "ci si rivede all’aperto". Tradotto, la stagione indoor della velocista ticinese è finita ancora prima di cominciare. Tutta colpa di una fastidiosa infiammazione al tendine della coscia destra che non le permette di proseguire la preparazione invernale a causa del dolore che le impedisce, tra le altre cose, di spingere a fondo. Non lasciandole altra scelta se non quella di rinunciare appunto alla prima parte di stagione, quella al coperto, che sarebbe dovuta culminare – dopo i Campionati svizzeri nei quali il 26 febbraio avrebbe difeso il titolo sui 60 metri – con il grande appuntamento dei Mondiali di Belgrado, in programma dal 18 al 20 marzo e ai quali la 25enne di Bignasco sarebbe arrivata da campionessa europea in carica dopo lo splendido titolo conquistato sempre sui 60 m un anno fa a Torun. Oltretutto con un tempo di 7"03 che oltre a essere rimasto il miglior crono mondiale del 2021, anche in questa stagione rimane tra i tempi più veloci, con la sola polacca Swoboda fin qui in grado di fare meglio con 7 secondi netti.

«Ogni anno però tutto riparte da zero, sono campionessa europea del 2021, ma ora siamo nel 2022 e i tempi che contano sono quelli di quest’anno – fa notare dall’Olanda Del Ponte, reduce da un 2021 da urlo anche all’aperto, con tra le altre cose il quinto posto nella finale dei 100 m alle Olimpiadi di Tokyo (a cui si aggiunge la medaglia di legno con la staffetta 4x100 m), distanza sulla quale ha anche firmato in 10"90 il suo personale nonché nuovo record svizzero –. In pista si porta lo stato di forma del momento e non certo il palmarès. Quest’ultimo può certamente significare una maggior esperienza rispetto ad altri atleti, ma è un discorso relativo perché come detto non si gareggia con le medaglie al collo».

‘Non è un momento facile e non posso dare risposte che non ho, le sto cercando anche io’

Per ora però come detto di gareggiare non se ne parla proprio… «Penso che per ogni atleta un infortunio che costringe a fermarsi o a rinunciare a degli obiettivi importanti sia un colpo al cuore. Anche perché alla fine il corpo è il nostro utensile di lavoro e quando c’è qualcosa che non va la preoccupazione è tanta e il morale di certo non altissimo, anzi. Non la sto vivendo per niente bene, anche perché non mi era mai capitato di dover rinunciare a una fetta così importante di stagione, al massimo mi ero dovuta fermare per una decina di giorni per uno strappo. Sono consapevole che queste situazioni fanno parte della vita di un’atleta ma non so dire come e in che misura affrontarla mi farà crescere ulteriormente. Lo immagino, ma sinceramente non sono in grado di dare delle risposte che io stessa non conosco. E questo non facilita le cose, perché in questo momento ho solo voglia di sdraiarmi sul letto, non fare niente e stare un po’ per conto mio per cercare di comprendere cosa sta succedendo. Forse tra un paio di giorni, quando avrò capito come procedere e cosa poter fare per guarire, andrà meglio».

A tal proposito la velocista valmaggese rientrerà mercoledì in Svizzera, dove si sottoporrà a ulteriori esami per scovare la causa e soprattutto la soluzione a un problema emerso già nel 2021 ma circoscritto solo nelle ultime settimane… «Non so dire esattamente quando abbia iniziato a sentire qualcosa, ma in dicembre ho già avvertito alcuni campanelli d’allarme. Che si trattasse del tendine, l’abbiamo però capito (lei e il suo allenatore Laurent Meuwly, ndr) solo quando la situazione è degenerata, a gennaio, nel momento in cui avrei dovuto iniziare a correre più veloce. In pratica ho un dolore costante che mi impedisce di spingere a fondo. Non sappiamo esattamente quale sia la causa e chiaramente il modo in cui abbiamo provato a gestire la cosa nelle ultime due settimane – durante le quali ho svolto lavori alternativi – non ha funzionato, per cui ora tornerò in Svizzera per svolgere esami più approfonditi e valutare come procedere».

Un solo obiettivo: tornare in salute per la stagione all’aperto (con Mondiali ed Europei)

Pensare che nella prima parte dell’inverno, nonostante le citate avvisaglie, la ragazza dell’Us Ascona era riuscita ad allenarsi bene, completando anche due campi d’allenamento in Sudafrica, come non capitava da prima dello scoppio della pandemia… «In allenamento in questi mesi ho sicuramente compiuto dei passi nella giusta direzione per migliorarmi, ma ora c’è questo imprevisto che ha cambiato le carte in tavola e l’obiettivo non può che essere uno: tornare in salute per poi poter guardare alla stagione all’aperto con nuovi traguardi».

Sull’agenda della ticinese in particolare sono cerchiati in rosso i Mondiali, che per la prima volta nella storia si disputeranno negli Stati Uniti e più precisamente a Eugene (15-24 luglio), e gli Europei, in programma dal 15 al 21 agosto a Monaco di Baviera… «Sono certamente fonte di grande motivazione sulla via del recupero ed è anche in quest’ottica che ho preferito non continuare ad allenarmi in queste condizioni, non volevo pregiudicare obiettivi decisamente più importanti come questi appuntamenti. Oltretutto per me sarebbe particolarmente bello tornare a Eugene, in quanto proprio nell’Oregon nel 2014 avevo partecipato al mio primo Campionato internazionale, anche se solo U20».

Già, i Mondiali juniores, nei quali la ticinese era stata eliminata dopo aver chiuso al quinto posto la sua batteria dei 100 m, corsi in 11"99. Ora il suo personale è di 10"90 e con Dina Asher-Smith, in quell’occasione laureatasi campionessa del mondo, rivaleggia regolarmente, finendole spesso davanti. Ne ha percorsa di strada Ajla Del Ponte e una volta ripresasi dall’infortunio, siamo certi che ne percorrerà ancora tanta.

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