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Il primo a indignarsi era stato lui: ‘Sono strane, ingiuste: con quelle sarei sceso sotto i 9’’50’ (Keystone)
ATLETICA
23.12.2021 - 19:31
Aggiornamento: 21:08

La crociata contro le ‘superscarpe’. Ma solo dal 2024

La Iaaf vuol prevenire gli aiutini tecnologici, dopo i record caduti ai Giochi di Tokyo. Senza fretta, però: ‘Bisogna lasciare il tempo ai produttori’

Tutti quei record caduti alle Olimpiadi Tokyo, non soltanto grazie a una pista quanto mai scorrevole come quella dello stadio in cui nella scorsa estate sono andati in scena i primi Giochi pandemici della storia, alla fine hanno portato World Athletics – un tempo conosciuta con l’acronimo di Iaaf, ossia la Federazione internazionale di atletica – a decidere di chinarsi sulla questione degli aiuti tecnologici (si fa per dire) ai piedi di chi gareggia in pista e in pedana, approfittando del fatto che le attuali regole in vigore sono in scadenza a fine anno. Dopo le polemiche sollevate da Usain Bolt tra i primi, che aveva definito ‘strane’ e ‘ingiuste’ le nuove superscarpe chiodate che hanno cominciato ad affollare da più di un anno le piste dei meeting, e che darebbero dei vantaggi sfruttando una sorta di ‘effetto molla’. Secondo quanto stabilito finora dai regolamenti, le suole delle scarpe utilizzate su strada possono avere uno spessore fino a 40 millimetri, mentre quelle chiodate che si utilizzano in pista non possono superare i 25 millimetri. Ora, pur nella sua volontà di cambiare, la Federatletica internazionale ha deciso di prorogare tali regole fino alla fine di ottobre del 2024, quando lo spessore delle suole su tutte le scarpe da atletica verrà uniformato a un’altezza massima di 20 millimetri. «Questa tempistica è stata concordata per dare ai produttori un preavviso sufficiente – si legge nella nota di World Athletics –, pensando al significativo investimento che avranno effettuato in scarpe chiodate di spessore compreso tra 20 e 25 mm. Gli attuali spessori delle suole continueranno a essere gli stessi fino ad allora».

Ma non è solo una questione di misure, però. «In futuro – dicono dalla Iaaf – verrà dato maggior peso ai controlli a campione post-gara, attraverso l’introduzione di procedure di controllo delle scarpe istituendo la figura di un addetto preposto ai controlli. In alcune competizioni, come ad esempio le grandi maratone, si punterà sulle dichiarazioni da fare prima della gara, mentre ci sarà un nuovo approccio pure per ciò che attiene alle sanzioni per le violazioni di norme e regolamenti».

World Athletics tiene anche a ribadire che le scarpe da competizione «non devono contenere alcuna tecnologia incorporata di rilevamento o ‘intelligente’, né ora né in futuro». Con delle eccezioni, tuttavia, per la verifica della frequenza cardiaca, della distanza percorsa o della velocità». La Iaaf sa bene che il ritmo del cambiamento tecnologico in ogni settore è in rapido aumento e con esso arriveranno nuove e diverse sfide per tutto lo sport, e anche per questa ragione «World Athletics continuerà il suo dialogo con l’industria calzaturiera su base regolare anche oltre il 2022».

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