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14.09.2021 - 05:200
Aggiornamento : 11:32

I diamanti del Galà pronti a risplendere

Stasera l’11esima edizione del meeting bellinzonese propone gare di un livello forse mai raggiunto finora, ve le presentiamo una a una

L’addio di Lea Sprunger e (forse) di Justin Gatlin in un meeting che potrà contare su 42 atleti reduci dalle finali di Diamond League; l’assalto a svariati record dello stadio così come a diversi primati rossocrociati da parte di tutti i migliori atleti di casa, tra cui i ticinesi Ricky Petrucciani e Ajla Del Ponte; la sfida nella sfida tra quest’ultima e Mujinga Kambundji (3-3 in stagione) in un 100 metri stellare guidato dalla star giamaicana Shelly-Ann Fraser-Pryce. Sì, anche quest’anno il Galà dei Castelli in programma stasera a Bellinzona è pronto a regalare una serata di grande atletica a tutti gli appassionati ticinesi, che finalmente dopo un’edizione 2020 aperta a “pochi” intimi (1000 persone per colpa delle restrizioni sanitarie) potranno tornare a riempire il Comunale, previa presentazione del certificato covid (si potrà anche effettuare il test sul posto).

Con il responsabile tecnico del meeting bellinzonese Enrico Cariboni, abbiamo passato in rassegna il programma principale (esattamente uguale all’anno scorso e che sarà preceduto dalle 18.40 dal pre-meeting) della serata che si aprirà alle 19.50 con il salto con l’asta femminile… «E cominciamo subito con le gare da Diamond League, visto che tre atlete erano presenti alle finali di Zurigo, più precisamente la bielorussa Zhuk, la slovena Sutej e la greca Stefanidi – spiega Chico –. Quest’ultima è stata campionessa olimpica a Rio 2016 e del mondo a Londra 2017, a Tokyo ha chiuso ai piedi del podio, ma rimane una delle astiste migliori della storia con un personale di 4,91 metri. Inoltre la Sutej ha appena fissato il nuovo primato nazionale sloveno a 4,77, che corrisponde pure al record (a questo a rischio) del nostro meeting, firmato nel 2019 dall’americana Nageotte. Attenzione anche alla svedese Meijer, vincitrice l’anno scorso e un fenomeno pure lei con un personale di 4,83. Senza dimenticare le due elvetiche, Pascale Stöcklin che ha centrato il personale di 4,47 due giorni fa e Lea Bachmann».

Gli 800 m (prova in cui lo stesso Cariboni si è laureato due volte campione svizzero in carriera) sempre delle donne apriranno invece le prove su pista… «L’anno scorso i nostri sono stati gli 800 m più belli al mondo. La gara sarà lanciata dalla “lepre” che fa tutte le prove della Diamond League, la polacca Lemiesz, e vedrà quale grande favorita la giamaicana Goule, intenzionata a correre sotto l’1’58”. Il che significherebbe anche in questo caso primato dello stadio, attualmente l’1’58”10 fatto registrare lo scorso anno dalla norvegese Hynne, a sua volta in gara al Comunale. Mi aspetto molto anche dalla rossocrociata Lore Hoffmann, la quale quest’anno quale miglior crono ha un 1’59”06, ma qui a Bellinzona ha corso già tre volte e ha sempre fatto il personale (1’58”50)».

Il primo appuntamento per gli uomini sarà quello con i 400 m ostacoli… «Ci saranno due serie, la prima (B) è costruita per il ticinese Mattia Tajana. L’anno scorso aveva trovato il personale in 50”98 che nel frattempo ha portato a 50”81, stavolta proverà a migliorarlo ulteriormente andando all’attacco del record ticinese di 50”55 appartenente a Mimmo Balestra. La serie A poi sarà una gara stratosferica, con il brasiliano Dos Santos, l’estone Mägi e il tedesco Preis presenti al Weltklasse. Il primo dei tre, terzo tempo della storia (46”72) e bronzo agli ultimi Giochi, attaccherà il record dello stadio dell’italiano Mori (48”64) datato 1996».

Sarà poi il turno dei salti anche per gli uomini, più precisamente in lungo… «È sempre una gara difficile da organizzare e quest’anno oltretutto avevamo la concorrenza del meeting di Zagabria che si disputa la stessa sera, ma siamo comunque riusciti a mettere in piedi qualcosa di interessante. Mi aspetto comunque molto dal rossocrociato Simon Ehammer, che ha un personale di 8,15 m secondo solo a quello del ceco Juska (8,31, presente a Zurigo) e dell’uruguaiano Lasa (8,26). Attenzione anche all’algerino Triki (8,08), quarto nel triplo l’altro giorno in Diamond League, e all’italiano Randazzo (8,12), ottavo a Tokyo. Anche in questo caso mi aspetto distanze non lontane dal primato del meeting di 8,19, saltato nel 2018 dal giamaicano Gayle».

Arriviamo poi alla gara forse più attesa, i 100 m femminili, programmati per le 20.27… «Ci sarà una serie B nel pre-meeting (alle 19.40), che però sarà già di ottimo livello visto che alcune atlete che poi si cimenteranno nei 200 e nei 100 ostacoli la useranno come riscaldamento. Da segnalare anche la presenza di Léonie Pointet, ragazza del 2001 che settimana scorsa con 11”20 ha eguagliato il record svizzero U23 di Mujinga Kambundji. Quest’ultima dal canto suo sarà in lizza nella serie principale, una gara assolutamente da Diamond League se si pensa che tra le atlete al via la “peggiore” è la tedesca Burghardt (personale di 11”01). La Fraser-Pryce (10”60) è qui da quasi venti giorni e penso che preparerà qualcosa di speciale, tanto che il primato dello stadio della Ottey risalente al 1996 (10”95) sarà seriamente in pericolo. Stesso discorso per il record svizzero di 10”90, di cui andranno all’assalto le nostre Ajla Del Ponte (che lo detiene) e Mujinga Kambundji (10”94 corso proprio a Zurigo). Tra l’altro le due in stagione hanno corso assieme in sei occasioni chiudendo tre volte a testa una davanti all’altra, per cui al Comunale sarà la “bella”. Reduce dalla Weltklasse c’è poi anche la giamaicana Morrison (10”87), per cui se il vento è buono, questa è la classica gara da bollino rosso».

Una decina di minuti dopo, un altro momento molto atteso, i 400 m ostacoli femminili… «È la gara d’addio di Lea Sprunger, per cui le emozioni non mancheranno, ma a prescindere da quello il livello è altissimo e anche in questo caso se tutto andrà come deve andare, il record del Comunale (54”08 dell’americana Kim Batten nel 1998) cadrà. La più accreditata a farlo è il fenomeno olandese classe 2000 Bol, bronzo alle Olimpiadi in Giappone e che ha un personale di 52”03, terzo tempo della storia. Non avrà però vita facile, perché oltre a lei e alla Sprunger (54”06), altre due atlete arrivano dalla finale della Diamond League, l’ucraina Tkachuk (53”79) e la giamaicana Nugent (54”45). In gara anche un’altra rossocrociata, Yasmin Giger (55”25)».

Nei 1500 m maschili «ho avuto qualche rinuncia dell’ultimo momento, in ogni caso il favorito è il keniano Birgen (3’30”77) che alla Weltklasse ha pure fatto la lepre nei 5000. L’obiettivo anche in questo caso è ritoccare il record dello stadio (3’35”49 del connazionale Kipkosgei nel 1998) e far migliorare i quattro svizzeri presenti (Raess, Laurent, Stalhandske e Noti). A differenza di Zurigo, noi avremo ben due lepri che dovrebbero lanciare al meglio la gara».

Alle 21 spaccate altro grande momento della serata con i 100 m uomini… «Che dire, siamo davanti a qualcosa di incredibile, basti pensare che l’americano Bromell (9”96) ha rinunciato a venire da noi perché il livello è troppo alto (andrà a Zagabria). Abbiamo il secondo e il terzo dei Giochi di Tokyo, ossia l’americano Kerley (9”84 proprio in Giappone) e il canadese De Grasse (9”89 pure nella finale olimpica), rispettivamente primo e secondo a Zurigo. Gatlin (9”74) sappiamo chi è, anche a 39 anni. Di una gara così, potrebbe approfittarne anche l’elvetico William Reais migliorando il suo miglior crono di 10”20. In questo caso il record del meeting di Powell è più difficile da abbassare, anche se l’altra sera a Zurigo hanno corso proprio in 9”87».

Una decina di minuti dopo si rimarrà nella velocità ma al femminile, con i 100 m ostacoli… «L’olandese Visser, fresca di personale sulle rive della Limmat (12.51), è la numero uno in europa e terza al mondo quest’anno. Se la vedrà in particolare con la britannica Sember (ex Ofili, 12”53) e con la statunitense Brooks (12”61), ma anche con la rossocrociata Ditaji Kambundji, la sorellina di Mujinga che potrebbe abbassare il personale di 12”94».

Nei seguenti 110 m ostacoli invece «il nostro Jason Joseph (13”12) avrà voglia di rivincita dopo la squalifica dell’altra sera (partenza falsa). Al contrario della maggior parte degli altri elvetici, non è mai riuscito a esprimersi al meglio a Bellinzona, ma gli abbiamo costruito davvero una bella gara in quanto tutti i presenti hanno firmato i propri personali (e sono ottimi tempi) quest’anno. Per migliorare il primato dello stadio di Colin Jackson (13”10 nel 1998) dovrebbe fare il record svizzero, difficile ma non impossibile».

La penultima prova della serata saranno i 400 m maschili… «La gara di Ricky Petrucciani (45”02). Abbiamo costruito una serie B per gli altri giovani svizzeri (Gyger e Svensson), mentre nella prova principale oltre al ticinese ci saranno altri due atleti reduci dal Weltklasse, l’americano Norwood (44”60) e l’italiano Re (44”77). Senza dimenticare il giamaicano Taylor, capace di correre 44”79 a Tokyo (6o). Ricky, che ha il quarto crono, è forse arrivato un po’ stanco a questo finale di stagione e un tempo attorno ai 45”50 sarebbe già ottimo».

Gran finale con i 200 m donne… «Tornerà di nuovo in pista Mujinga e con il chiaro obiettivo di migliorare il già suo record svizzero di 22”26. Un tempo che ha corso quest’anno, nella scorsa stagione e anche in quella prima, per cui sarebbe proprio ora di riuscire ad abbassarlo. Per spingerla abbiamo messo in piedi una gara con le due giamaicane Morrison (22”74) e McLeod (23”41), nonché le europee più forti per un totale di tre atlete su sei presenti a Zurigo. Ci sarà da divertirsi».

Il presidente Lafranchi: ‘Ci è voluto un ulteriore sforzo, ma siamo pronti a riaccogliere il pubblico’

La possibilità di tornare, seppur a determinate condizioni, ad accogliere senza limiti il pubblico fa indubbiamente piacere al presidente del comitato del Galà Alessandro Lafranchi, ma ha anche comportato uno sforzo in più a livello di organizzazione… «L’anno scorso avevamo potuto accogliere 1000 persone con mascherina e in un certo senso è stato più facile, perché sapevamo che l’unica possibilità era quella. Quest’anno invece non ci sono limiti ma abbiamo dovuto implementare dei controlli in più all’entrata nonché riorganizzare un po’ i vari spazi, comprese le tendine in cui ci si potrà far testare per ricevere il certificato Covid necessario per entrare. Diciamo che a livello organizzativo c’è voluto un bello sforzo in più, ma lo abbiamo fatto più che volentieri per tornare ad accogliere tutti coloro che vorranno venire al Comunale per passare una grande serata d’atletica, ma non solo. In effetti per come è organizzato il villaggio (all’esterno dello stadio ma recintato), chi vorrà potrà anche accedere a quest’ultimo senza per forza entrare anche allo stadio e quindi senza dover pagare il biglietto, ma solo presentando il certificato Covid (e un documento d’identità)».

A questo punto, manca solo il pubblico… «Noi siamo pronti, gli atleti anche e la meteo dovrebbe essere clemente, per cui speriamo che arrivino in tanti. Sarebbe bello raggiungere le 5000 presenze, in linea con gli anni precedenti alla pandemia».

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