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Il luganese durante la Skyrace del 2019
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28.07.2021 - 18:32
Aggiornamento: 23:40
di Thomas Schürch

Marco Delorenzi e la voglia di medaglie

Il ticinese va ai Mondiali juniores in Italia, al Gran Sasso. ‘Cercherò di essere tra i primi tre, ma il livello sarà anche più alto che in passato'‘

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Salire sul podio. È questo l’obiettivo con cui il ventiduenne Marco Delorenzi si appresta ad affrontare i Mondiali Under 23 di skyrunning, in programma da venerdì a domenica in Italia, in Abruzzo, al Gran Sasso. Il calendario della manifestazione prevede prima la gara ‘vertical’, un percorso tutto in salita di 1’000 metri di dislivello e lungo 3,5 chilometri, e domenica la ‘skyrace’, 2’100 metri di dislivello positivo e negativo su un tragitto di 22 chilometri. Forte dell’argento conquistato nel 2019, il ticinese è pronto a dare battaglia, consapevole del valore dei suoi avversari. «Da quello che ho visto, il livello sarà ancora più alto rispetto al passato» afferma Delorenzi. «Per fare un esempio, molti degli atleti italiani presenti l’ultima volta non ci saranno, perché sono state fatte delle selezioni e non sono riusciti a qualificarsi. Il numero d'iscritti inoltre è aumentato e troverò anche corridori, come lo spagnolo Daniel Osanz, che hanno già gareggiato tra i ‘grandi’».

Il desiderio di fare bene e le motivazioni in ogni caso non mancano, visto anche l’annullamento causa pandemia dell’edizione 2020 dei mondiali giovanili. «Ho molta voglia di tornare a competere. L’anno scorso ho dovuto svolgere il servizio militare e non mi sono quindi potuto allenare quanto e come avrei voluto, vista anche la situazione particolare legata al Covid. Questi ultimi mesi li ho invece dedicati completamente allo sport e alla preparazione delle gare». Una preparazione che non si è rivelata priva di ostacoli…«L’assenza dalle competizioni unita all’aumento dei carichi di lavoro mi ha portato ad avere dei problemi al piede destro. A marzo sono stato costretto a rimanere fermo una quindicina di giorni e solo  dopo un periodo di allenamenti in bicicletta ho potuto riprendere a correre in pianura, nel mese di aprile, e successivamente, a maggio, in montagna. Adesso sto  bene e non avverto più dolori».

‘Partiremo tutti alla pari, poi si vedrà’

Superate le difficoltà, Marco non vede l’ora di affrontare le due sfide del mondiale. «Personalmente preferisco la ‘skyrace’: mi piacciono i tratti in discesa e in generale mi trovo meglio con le gare non troppo lunghe, sotto le tre ore, perché posso dare il meglio di me nel breve periodo». Il fatto di conoscere già il tragitto potrebbe costituire un piccolo vantaggio...«In passato ho gareggiato su quel tracciato e ho avuto modo di percorrerlo diverse volte anche durante le vacanze, quando andavo al mare in Abruzzo con la mia famiglia. A me piace, perché è un percorso abbastanza tecnico, caratterizzato da poco bosco e molto sassoso. Diciamo che sapere quanto durano le salite e le discese e quali sono i punti in cui si sale o si scende aiuta. Non credo però che nasconda particolari tranelli o segreti e quindi, in questo senso non mi sento molto avvantaggiato rispetto agli altri. Partiremo tutti alla pari e poi si vedrà. Io credo di poter salire sul podio in entrambe le discipline, ma dipenderà anche dai miei avversari e da tanti fattori diversi».

Il fratello nel ruolo di team leader

Ai Mondiali juniores sarà presente anche il fratello maggiore di Marco, Roberto, non in qualità di corridore, essendo ormai fuori categoria, bensì come team leader del gruppo rossocrociato. «Mi è stato chiesto di ricoprire quest'incarico e io ho accettato» commenta il maggiore dei fratelli Delorenzi. «In sostanza, si tratta di partecipare ad alcune riunioni con gli organizzatori della manifestazione e con i team leader degli altri Paesi». Ma non solo. Grazie all’esperienza maturata nel corso degli anni, Roberto avrà modo di aiutare i suoi connazionali nel corso della loro avventura abruzzese. «Cercherò di rendermi utile in ogni modo, sia dando suggerimenti sia durante la corsa. In generale, ritengo che gli atleti svizzeri presenti a questi mondiali siano tutti ragazzi in grado di competere a un buon livello».

Oltre a Marco Delorenzi, il team rossocrociato sarà composto dal ticinese Francesco Ceschi, dai mesolcinesi Daniele Fontana e Alice Fasani, dallo svizzero tedesco Fabian Aebersold e dal romando Jonas Soldini. Preparare un evento così importante in un periodo ancora segnato dalla pandemia non è stato semplice, tuttavia «rispetto ad altri sport, la nostra disciplina ha risentito molto meno delle restrizioni dovute al coronavirus» precisa ancora Roberto Delorenzi. «Andare a correre in montagna non è mai stato vietato e quindi abbiamo potuto continuare a praticare la nostra attività senza particolari problemi. Le uniche difficoltà hanno riguardato gli esercizi da svolgere in palestra e il fatto di non potersi allenare in compagnia, ma ci siamo adeguati rapidamente».

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