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Un'edizione da incorniciare per il ticinese (Keystone)
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NUOTO
11.04.2021 - 21:38
Aggiornamento : 22:07

A Uster il movimento dimostra di essere in salute

Nonostante la pandemia che ha sconvolto le vite di molti atleti, ottime nuove dai campionati nazionali. Anche per Noè Ponti e la delegazione ticinese

di Stefano Minotti

Non è ancora tempo dei bilanci definitivi, perché quelli si faranno se caso dopo le Olimpiadi di Tokyo di quest’estate, ma usciti dalla cinque giorni di gare dei campionati nazionali di Uster non credo sia un azzardo dire che il nuoto elvetico goda di ottima salute, anche dopo l’improvvisa apparizione della pandemia. Una pandemia che ha sconvolto le vite sportive di molti atleti, i quali hanno dovuto reinventare, insieme ai propri allenatori, pianificazioni e preparazioni, intensificando gli allenamenti “a secco” o altre varianti sostitutive all’acqua e alle vasche. E chissà che a qualcuno queste nuove tipologie di allenamento non abbiano giovato, permettendo di consolidare o migliorare aspetti fisici o tecnici che altrimenti sarebbero passati in secondo piano. Solo dopo l’estate si potranno tirare le somme. Intanto, ciò che emerge dagli “svizzeri in lunga” di Uster è innanzitutto un organizzazione encomiabile e un piano di protezione pienamente funzionante, migliorato e reso ancor più efficiente dopo alcuni malumori nati durante i campionati nazionali in vasca corta di novembre. Dal lato sportivo questa fondamentale tappa in vista dei campionati europei di Budapest del prossimo mese getta nuovo ottimismo sulla delegazione rossocrociata che parteciperà alla rassegna continentale. E questo non solo perché alla folta comitiva di quattordici selezionati si aggiungerà pure la venticinquenne Fanny Borer (prima nei 200 dorso in 2:14.44), ma soprattutto per il fatto che le stars del nuoto nazionale hanno in toto dimostrato di essere sulla strada giusta nella loro preparazione verso gli obiettivi dell’estate. A cominciare da Lisa Mamié che, dall’alto dei suoi otto podi, è stata l’atleta più medagliata del campionato. La ventitreenne zurighese si è facilmente imposta nelle tre prove della rana, la sua specialità, con tempi molto vicini ai suoi primati che l’anno scorso l’hanno avvicinata ai piani alti delle classifiche continentali. Ampio bottino anche per Maria Ugolkova, la quale ha ottenuto quattro titoli individuali (tra cui un convincente 2:12.35 nella duecento mista, nella quale è bronzo europeo in carica) e tre in staffetta, tra cui va assolutamente citato l’oro della 4 x 100 stile libero dove, coadiuvata da Lena Kreundl, hanno saputo recuperare un distacco di sei secondi accumulato a metà gara dalle rivali del Lancy Natation, terminando la gara in un nuovo primato nazionale di 3:48.55. Quattro ori anche per Nina Kost, che ha confermato le ottime prestazioni nuotate nel dorso quest’anno, migliorando il primato nazionale dei 100 dorso in 1:00.06.

A livello maschile sugli scudi Roman Mitykov, Antonio Djakovic e Noé Ponti. Per il ginevrino prestazioni convincenti tanto a livello individuale, con l’1:47.06 nuotato nei 200 stile libero e il nuovo record nazionale sui 100 dorso in 54.04, quanto a livello di squadra, col nuovo record della staffetta regina 4 x 200 stile libero (7:18.85 il tempo della sua Geneve Natation). Lo zurighese invece, che ha mancato il limite olimpico nei 400 crawl per quattro secondi, si potrà consolare grazie all’ottimo 1:46.78 dei 200 che, oltre a valergli il ticket per Tokyo l’ha reso anche il secondo svizzero della storia a superare la barriera degli 1:47. Un nuovo primato anche per il locarnese, nei 800 stile libero dove si è imposto in 8:06.64 e diverse solide prestazioni nel delfino, che rinvigoriscono un morale già alto. 23.55 nei 50, 51.70 nei 100 delle eliminatorie (riconfermando i limite olimpico) e 1:57.83 nei 200, suo secondo miglior crono di sempre, mancando di poco un nuovo record nazionale.

E gli altri ticinesi? Oltre alle cinque medaglie ottenute da Noé, la Nuoto Sport Locarno ha potuto gioire in altre sei occasioni. Innanzitutto il graditissimo ritorno di Sharon Marcoli ad alti livelli; un rientro col botto, visto che ha saputo subito imporsi in 4:27.92 nei 400 stile libero. Un oro (nei 1500 stile libero), un argento e un bronzo sono stati vinti da Paul Niederberger, il quale ha saputo anche ottenere a due riprese la qualificazione per i campionati europei giovanili di Roma del prossimo luglio. Un bronzo anche per il redivivo Igor Saric il quale, reduce dal servizio militare è riuscito a nuotare ancora su ottimi livelli nei 200 delfino, conclusi in 2:03.10. Di bronzo anche la staffetta 4 x 200 stile libero. Grande rammarico infine per il diciottenne Benjamin Pfeiffer (A-Club Savosa), al quale è sfuggito per un solo centesimo il titolo nazionale nei 50 dorso, conclusi in seconda piazza con un comunque ottimo 26.24. Per lui pure un bronzo nei 200 dorso.

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