BASKET
10.04.2019 - 12:480

Magic Johnson dice addio al Los Angeles Lakers

L'ex stella della franchigia giallo-viola si è dimesso dalla carica di presidente: 'Amo la mia libertà, in questo ruolo mi sentivo ammanettato'. Inatteso finale di una stagione deludente

La stagione dei Los Angeles Lakers, partita tra mille speranze dopo l'arrivo di LeBron James, si è conclusa tra la delusione e nel modo, forse, più inatteso. Dopo l'esclusione dai playoff, è giunta la notizia delle dimissioni di Earvin Magic Johnson dalla carica di presidente. Pochi minuti prima dell'inizio dell'ultimo impegno della stagione (contro Portland), Magic ha convocato la stampa per un annuncio che ha preso in contropiede tutta la Nba... «Ho deciso di lasciare il mio incarico di presidente», ha affermato il mitico numero 32. Nel corso di una conferenza stampa durata una quarantina di minuti e spesso apparsa surrealista e confusa, un Johnson sull'orlo delle lacrime ha affermato di volersi riprendere la libertà... «Mi divertivo molto di più quando mi trovavo dall'altro lato della barricata, quando ero un ambasciatore, una sorta di grande fratello. Sono un uccello libero e in questo ruolo mi sentivo ammanettato. Amo la mia libertà, ho una vita magnifica al di fuori del basket, alla quale sono molto contento di far ritorno», ha affermato il cinque volte campione Nba.

A più riprese Johnson ha citato la presidente esecutiva e co-proprietaria dei Lakers, Jeanie Buss, la quale nel 2017 lo aveva convinto ad assumere la direzione di una squadra alla deriva... «Non voglio deluderla, farò di tutto per preservare la nostra relazione, lei per me è come una sorella. Ciò nonostante, questa era la cosa giusta da fare».

La reazione della Buss è giunta in serata via Twitter... «Ho adorato lavorare al tuo fianco, ci hai permesso di progredire enormemente e continueremo ad avanzare. Ti amiamo». Anche i Lakers hanno pubblicato un comunicato con il quale ringraziano Johnson per il lavoro svolto... «Non c'è un Laker più grande di Earvin Johnson. Gli siamo debitori per quanto ha fatto a favore della nostra franchigia quale giocatore, ambasciatore e dirigente. Sarà per sempre un'icona dei Lakers, ma pure un membro della nostra famiglia».

La stagione del rilancio si è dunque tramutata in una débâcle in quanto occorrerà trovare un nuovo presidente, forse un nuovo generale manager e pure un nuovo allenatore. Frutto di un campionato iniziato bene (4° posto nella West Conference a fine dicembre), ma precipitato dopo l'infortunio di LeBron James, assente 17 partite (la pausa più lunga della sua carriera), e il maldestro tentativo della dirigenza di accaparrarsi il pivot di New Orleans Anthony Davis in cambio della gran parte dei giovani talenti presenti in squadra, mossa che ha rotto lo spirito di squadra all'interno dello spogliatoio. Alla fine la franchigia giallo-viola ha chiuso all'11° posto della West Conference e per il sesto anno consecutivo non prenderà parte ai playoff.

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