Il programma coinvolge 100 editori con pagamenti variabili, ma il sistema di monitoraggio è criticato e le autorità regolatorie europee indagano.
Google avrebbe avviato con 100 editori un programma pilota di remunerazione per l'Intelligenza artificiale. L'idea alla base è che le testate possano ricevere pagamenti dal colosso tecnologico quando i loro contenuti contribuiscono in modo sostanziale ai risultati di ricerca, ai riassunti di AI Overview o alla modalità più conversazionale di AI Mode. A maggio, Google ha anche lanciato una nuova funzione che evidenzia i link alle notizie diffuse da testate a cui gli utenti sono abbonati. Funzioni che sono finite sotto il faro delle autorità di regolamentazione. Secondo le indiscrezioni, riportate dal sito The Information, i pagamenti ottenuti da editori di piccole e medie dimensioni aderenti al programma ammontano a circa un decimo dell'1% dei loro ricavi pubblicitari. Un editore che ha aderito al programma al momento del suo lancio ha guadagnato oltre un milione di dollari in un anno, mentre un altro, unitosi qualche mese fa, ha guadagnato tra i 50 e i 60mila dollari. Molti segnalano che il sistema creato da Google per monitorare i pagamenti mese per mese (Search Console) non funziona bene. La ricerca potenziata dall'intelligenza artificiale è sotto i riflettori delle autorità di regolamentazione. La Commissione Europea ha avviato un'indagine antitrust per stabilire se Google stia remunerando equamente gli editori per l'utilizzo dei loro contenuti nelle risposte generate dall'IA. E all'inizio di quest'anno, il governo del Regno Unito ha imposto a Big G di offrire agli editori un'opzione di esclusione (opt-out) dall'IA che non comportasse penalizzazioni nei risultati di ricerca organica.