Nvidia alza il velo sui conti del primo trimestre. L'attesa sui mercati è trepidante: i risultati del colosso dei semiconduttori per l'intelligenza artificiale sono infatti il termometro del boom che da mesi trascina Wall Street di record in record, rendendola resiliente alla crisi della guerra in Iran.
La corsa all'IA si muove però di pari passo con lo scetticismo e la rabbia degli americani, che vedono con crescente preoccupazione la nuova tecnologia in seguito al caro energia causato dai data center e preoccupati dall'impatto che avrà sul mercato del lavoro. Jeff Bezos ha cercato di rassicurare e, contro corrente rispetto alle previsioni degli economisti, ha stimato che l'IA creerà una "carenza di manodopera" e non causerà perdite di posti di lavoro a cascata. In un'intervista a Cnbc, il fondatore di Amazon ha anche minimizzato i timori di una bolla dell'IA: "anche se dovesse rivelarsi una bolla, non c'è motivo di preoccuparsene perché sta stimolando investimenti massicci che, alla fine, si riveleranno molto salutari".
Per i conti di Nvidia le aspettative sono elevate: gli analisti si attendono un balzo del 100% degli utili per il primo trimestre. Per gli investitori è cruciale capire cosa spinge la crescita di Nvidia, se sono i rialzi dei prezzi dei suoi prodotti o le sue vendite, in modo da avere indicazioni sulle prospettive andando avanti per tutto il settore dell'IA. "I risultati di Nvidia daranno fiducia agli investitori sui fatto che" la febbre da IA "non durerà un trimestre o solo per il 2026, ma andrà avanti nel 2027, nel 2028 e oltre", hanno spiegato alcuni analisti. Altri osservatori hanno invece messo in guardia sulla possibilità che i risultati deludano e, quindi, rafforzino i timori degli investitori che già temono che il boom dell'IA si sia spinto troppo oltre.
Per rafforzare la sua presa sull'industria dell'IA, Nvidia si è impegnata in accordi per circa 90 miliardi di dollari negli ultimi 16 mesi, creando di fatto un ecosistema di aziende dipendenti dai suoi chip. Una strategia voluta dall'amministratore delegato Jensen Huang ma che secondo gli osservatori espone Nvidia a molti rischi dal punto di vista regolamentare con transazioni che spaziano su vari settori, incluse società rivali emergenti. Per Huang, però, gli accordi sono un "imperativo" per sostenere gli sviluppatori. Le intese inoltre possono offrire nuove chance alla società che nonostante l'offensiva di charme non è ancora riuscita a ricavarsi uno spazio sul mercato cinese, vittima del braccio di ferro fra Washington e Pechino e della loro rivalità nella corsa a diventare leader mondiale nell'IA.