Le accuse al Csia di Lugano, il commento sulla stanza violata e le critiche alla Clinica Varini
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Le accuse al Csia di Lugano, il commento sulla stanza violata e le critiche alla Clinica Varini

28 ottobre 2026
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Buon mercoledì,

Tra il 2020 e il 2025, raccontano ex allievi ed ex docenti del Csia di Lugano, un insegnante avrebbe avuto comportamenti sessisti e umilianti, e restano aperte le domande su come siano state gestite le segnalazioni. Nell'editoriale si esplora l'importante ruolo dell'educazione nelle scuole e il dovere dei docenti di tutelare lo sviluppo degli allievi senza anteporre interessi personali. A Orselina, alla Clinica Varini, una parte del personale del reparto Rami scrive in forma anonima a ispettorato del lavoro, medico cantonale e sindacati.

Un docente che si presenta alle nuove classi parlando di sabati sera e di uno ‘gnoccometro’, una studentessa costretta a strofinare le mani sul pavimento per punizione, commenti sul reggiseno durante una foto di gruppo. Sono alcuni degli episodi, riferiti con il condizionale, che ex allievi ed ex docenti del Csia di Lugano attribuiscono a un ex insegnante tra il 2020 e il 2025. Il Decs non spiega perché il rapporto di lavoro sia finito, citando la procedura disciplinare. Restano aperte le domande sulle segnalazioni arrivate in direzione e al Dipartimento, e su come sono state gestite. Malva Cometta Leon ricostruisce le testimonianze e riporta le risposte del Decs.
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Dopo l'arresto di un docente a Giubiasco e le testimonianze sul Csia di Lugano, il commento parte da una stanza tutta per sé, quella di Virginia Woolf, e da cosa succede quando a violarla è chi dovrebbe educare. Se i segnali ci sono stati, si chiede il testo, dove si sono fermate le parole? Il commento allarga lo sguardo ai retaggi culturali che riducono il valore delle ragazze all'aspetto e che rendono tollerabili battute e allusioni. Il commento di Malva Cometta Leon.
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Undici pagine anonime inviate a ispettorato del lavoro, medico cantonale, infermiera cantonale e sindacati. A scriverle, dicono, è una parte del personale del reparto Rami della Clinica Varini di Orselina, che teme ritorsioni. Si parla di 50-60 partenze in due anni, saldi orari negativi fino a 30 ore al mese, notti con un solo infermiere e un assistente di cura per circa 40 pazienti su tre piani, e di possibili discrepanze nella fatturazione della fisioterapia. La direzione parla di insoddisfazione di poche persone. Il caso è raccontato da Sascha Cellina.
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