Gentili lettrici, gentili lettori,
«Senza nessuno che fagocita nessuno»: Lega e Udc mettono per iscritto come intendono dare vita a una casa comune della destra, e il documento d'intenti è già firmato. Nel commento sul Brasile si guarda alla rielezione di Lula e a ciò che può dire al Ticino sulla Legge elettorale. In Serbia, nel commento, la vittoria della Lista studentesca sul partito di Vucic diventa un messaggio rivolto all'Europa.
Il documento esiste e porta la data del 2 settembre: la firmano il coordinatore leghista Daniele Piccaluga e il presidente democentrista Marco Chiesa. Lega e Udc scelgono la strada della federazione, "senza nessuno che fagocita nessuno", per dare vita a un nuovo soggetto politico conservatore, popolare e liberale in economia. Un gruppo di lavoro paritario dovrà tradurre la dichiarazione d'intenti in una proposta concreta, con la decisione definitiva fissata entro fine giugno 2028. Tra le firme in calce c'è anche quella di Lorenzo Quadri, direttore del ‘Mattino della domenica’ (di Jacopo Scarinci).
➜ Leggi l'articolo completo (Tempo di lettura ~3 min)
Nessun presidente brasiliano battuto al primo turno era mai riuscito a imporsi al ballottaggio dal ritorno della democrazia. Lula, 81 anni, ce l'ha fatta contro Flávio Bolsonaro e inizia a gennaio 2027 il suo quarto mandato. Ora Bolsonaro annuncia un ricorso per annullare il voto, citando la chiusura dei seggi posticipata di due ore dopo i blocchi dei trasporti pubblici. Nel commento il direttore Daniel Ritzer guarda anche al Ticino: la parabola di Lula, scrive, può dire qualcosa nei giorni in cui il Consiglio di Stato mette in consultazione la revisione della Legge elettorale e il possibile passaggio al maggioritario per il governo.
➜ Leggi l'articolo completo (Tempo di lettura ~3 min)
Il 53% contro il 39%: la Lista studentesca batte il Partito progressista di Aleksandar Vucic alle parlamentari serbe, con un'affluenza del 69%. Il movimento è nato due anni fa dopo il crollo della pensilina alla stazione di Novi Sad, che ha causato sedici vittime. È rimasto volutamente senza leader e ha scelto i candidati nelle assemblee universitarie. Secondo Dino Stevanovic, il voto lascia un messaggio anche all'Europa e all'Ue, che ha guardato poco a questi giovani.
➜ Leggi l'articolo completo (Tempo di lettura ~3 min)
Per approfondire queste e altre notizie, visitate il nostro sito laregione.ch. Buona lettura!