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«Sono sicuro che sarà divertente», dice con un mezzo sorriso l'agente di frontiera americano all'aeroporto di Dublino, e da quella frase parte un commento sulla paura che gli Stati Uniti si portano anche fuori dai loro confini. Nel commento del direttore si parla del franco che si indebolisce e dei soldi delle Big Tech americane investiti nell'intelligenza artificiale. A Chiasso il Centro d'asilo non riaprirà a gennaio e per i dipendenti sono arrivate le lettere di disdetta.
Un agente di frontiera sorride appena e dice: "I'm sure it will be entertaining". Succede all'aeroporto di Dublino, dove gli Stati Uniti hanno una dogana tutta loro, con bandiere a stelle e strisce e macchinette che vendono snack in dollari. Si chiama Us Preclearance, nessuno degli altri 44 Paesi collegati con Dublino ne ha una, e intorno a questo avamposto crescono le polemiche. Nel commento Roberto Scarcella racconta il suo viaggio verso Minneapolis e il ritratto di un Paese che, scrive, ha ormai passato l'orlo di una crisi di nervi.
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Il franco si indebolisce su euro e dollaro, e c'entrano le Big Tech americane: approfittano del tasso d'interesse quasi nullo in Svizzera per emettere obbligazioni in franchi e finanziare a basso costo i loro investimenti sull'intelligenza artificiale. Nel suo commento il direttore Daniel Ritzer parte dalle "onde lunghe" di Kondratiev, Schumpeter e Mandel per arrivare ai rischi che questo segnale di forza apparente comporta per la piazza finanziaria elvetica, casse pensioni comprese. Cita l'analisi del professor Sergio Rossi: la domanda non è se la bolla dell'IA scoppierà, ma quando.
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Il Centro d'asilo di Chiasso, in via Motta, il primo gennaio resterà vuoto. La Segreteria di Stato della migrazione lo ha comunicato ad AOZ, l'attuale gestore, e i Centri chiusi a giugno non saranno operativi almeno fino all'estate del 2027. AOZ ha già spedito le lettere di disdetta ai dipendenti di Pasture (circa 120 persone), mentre ORS, che subentra a gennaio, non fornisce cifre sulle riassunzioni. I sindacati temono salari più bassi e la perdita degli anni di servizio. Secondo il co-segretario Vpod Edoardo Cappelletti la vertenza è "tutt'altro che chiusa". Un articolo di Daniela Carugati.
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