Care lettrici, cari lettori,
l'edizione di oggi si apre con il drammatico racconto dei sopravvissuti alla tragedia della centrale del Ritom e prosegue con riflessioni profonde sulla società e sulla politica ticinese, tra violenza di genere e strategie di comunicazione istituzionale.
Sei operai sono scampati per un soffio alla tragedia della vecchia centrale del Ritom: tra pause caffè e telefonate provvidenziali, il destino ha giocato un ruolo cruciale per la loro salvezza. Mentre l'inchiesta cerca di far luce sulle cause di un'esplosione ancora avvolta nel mistero, emergono dettagli inquietanti su possibili fughe di gas e sulla presenza di vecchi depositi di dinamite risalenti alla Guerra Fredda. Un racconto toccante e investigativo di Marino Molinaro, Stefano Guerra e Katiuscia Cidali.
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Perché, di fronte alla violenza di genere, la società tende spesso a colpevolizzare le vittime invece di interrogarsi sulle radici del problema? Nel commento di Elda Pianezzi, viene proposta un'analisi cruda sulla realtà dei femminicidi in Svizzera e sul muro di omertà che ancora troppo spesso sembra proteggere chi detiene il potere, lasciando le donne in una condizione di perenne insicurezza.
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Il granconsigliere Ivo Durisch sostiene che i consiglieri di Stato non vadano messi tutti sullo stesso piano; tuttavia quando si tratta di gestire notizie giornalistiche scomode, le strategie di Marina Carobbio e Norman Gobbi sembrano convergere in modo sorprendente. Un'ironica riflessione della redazione de @laRegione su come, seguendo il celebre teorema andreottiano, una smentita possa trasformarsi in una notizia data due volte.
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