
Care lettrici e cari lettori,
l'edizione di oggi ci porta nel cuore delle strategie politiche luganesi per la futura sede della Giustizia, esplora le contraddizioni del giornalismo d'inchiesta italiano e approfondisce il delicato dibattito sulla neutralità svizzera in un mondo che cambia.
Lugano non molla la presa e rilancia l'ex Ptt di Viganello come sede per la Cittadella della Giustizia. Nonostante un iniziale rifiuto del Cantone dovuto a valutazioni economiche distanti anni luce, il municipale Marco Chiesa intravede nei prossimi cambiamenti in seno al Governo cantonale l'occasione perfetta per riaprire il dossier. Tra perizie milionarie e il rischio di una vendita ai privati, la partita per mantenere le attività giudiziarie in città entra in una fase decisiva, come illustrato da Carlo Canonica.
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Nel commento di Roberto Scarcella, emerge un ritratto graffiante di Sigfrido Ranucci, il volto di ‘Report’. Tra bombe piazzate sotto casa da ‘amici’ faccendieri e un ego definito ipertrofico, il giornalista italiano finisce al centro di una riflessione che va oltre le querele e le dinamiche Rai. Un'analisi che mette a nudo la costruzione di un personaggio che sembra aver confuso il mare aperto con l'acquario mediatico nazionale.
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Le sanzioni internazionali sono un mezzo di guerra o uno strumento di pace? Attorno a questo interrogativo si consuma il confronto a distanza tra Walter Wobmann, vicepresidente di Pro Suisse, e Corina Gredig, consigliera nazionale dei Verdi liberali. Stefano Guerra analizza le visioni opposte sull'iniziativa per la neutralità: da una parte il timore di un isolamento pericoloso, dall'altra la difesa di una credibilità internazionale che alcuni ritengono ormai compromessa.
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