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Dimissioni al Papio, il patteggiamento di Meta e interrogativi su Zali

28 agosto 2026
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Care lettrici, cari lettori,

Claudio Zali resta in Consiglio di Stato sino a fine settembre per chiudere le pendenze, ma la sua presenza a Palazzo solleva dubbi. Ad esempio, per il Plr è legittimo interrogarsi sul suo possibile accesso a dati sensibili, mentre il Movimento per il socialismo chiede di impedirgli di accedere agli spazi, alle informazioni e alle attività dell’Amministrazione per tutelare la credibilità delle istituzioni. Vittoria De Feo e Andrea Manna analizzano le posizioni dei partiti e lo stato delle inchieste che coinvolgono il consigliere di Stato dimissionario.
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Meta accetta di pagare 17 miliardi di dollari per chiudere il processo sulla dipendenza dei giovani da Instagram e Facebook. Nel suo commento Ivo Silvestro precisa che per l’azienda il patteggiamento non è un’ammissione di colpa, ma una mossa strategica per evitare rischi finanziari enormi. Insieme all’accordo raggiunto, che di fatto chiude il processo intentato da numerosi Stati americani, Meta ha indicato che adotterà misure per cercare di evitare un utilizzo compulsivo dei social media. Misure che tuttavia sollevano dubbi sulla loro efficacia.
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Nel giorno della conferma di Tiziana Zaninelli quale futura rettrice del Papio, emerge però anche una partenza eccellente, ovvero quella del già vicerettore Paolo Scascighini che lascia il Collegio dopo 26 anni a causa di divergenze con il nuovo corso impresso dalla Diocesi. Davide Martinoni racconta la fine di un’epoca per l’istituto di Ascona, impegnato in una difficile riorganizzazione finanziaria.
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