Cari lettori,
L’edizione di oggi ci porta dal governo ticinese alle prese con le future sfide dell’accoglienza, agli scenari internazionali dominati dalle mosse di Donald Trump, passando per il fascino del grande cinema e dei suoi protagonisti che animano Locarno.
Rispondendo a una consultazione federale, il Consiglio di Stato ticinese dice sì alla proroga dello Statuto S per i profughi ucraini, ma a una condizione precisa: Berna deve aprire il portafoglio. Con il rischio che migliaia di persone passino al permesso B nel 2027, il governo teme infatti un salasso da 30 milioni di franchi all’anno.
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Nel suo commento, Aldo Sofia descrive un Donald Trump simile a un ‘Polifemo’ alla Casa Bianca: un gigante semicieco che, tra le macerie di un Medio Oriente senza pace, rispolvera la sua arma preferita: i dazi. Perché il presidente americano ha rimesso in questo momento nel mirino gli orologi svizzeri? Un’analisi sugli attuali equilibri globali e le distrazioni di massa.
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Ottomila persone che ridono all’unisono in Piazza Grande: è questa l’immagine che ha lasciato Olivia Wilde senza parole a Locarno. Tra riflessioni sul sesso, il superamento della vergogna e il commovente omaggio a Diane Keaton, la regista e attrice si racconta a Ivo Silvestro, spiegando perché ridere con degli sconosciuti sia un’esperienza straordinaria.
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