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Sicurezza nelle stazioni, le crepe della sinistra e il grido dei medici per Gaza

8 agosto 2026
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Cari lettori e care lettrici,

l'edizione di oggi apre con un inquietante caso di cronaca a Sant’Antonino che solleva interrogativi sulla sicurezza ferroviaria e sui limiti dell'intervento delle autorità. Proseguiamo con un'analisi pungente sulle divisioni della sinistra italiana e concludiamo con la profonda mobilitazione dei medici ticinesi, che hanno deciso di rompere il silenzio sulla tragedia umanitaria a Gaza.

Cosa succede quando la sicurezza dei passeggeri si scontra con i limiti della legge e le scelte infrastrutturali? A Sant’Antonino, un episodio di esibizionismo nel sottopasso ferroviario ha riacceso il dibattito sulla protezione degli utenti. Nonostante l'identificazione del responsabile, la Polizia spiega perché non è stato possibile procedere al fermo, mentre tra il Municipio e le Ffs esplode il caso sulla mancanza di videosorveglianza. Un'inchiesta che scava nelle zone d'ombra delle nostre stazioni, firmata da Marino Molinaro.
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Nel commento di Stefano Piri, le tensioni del cosiddetto ‘Campo Largo’ italiano vengono analizzate sotto una luce nuova: non semplici capricci caratteriali tra leader, ma il riflesso di fratture sociali e storiche profonde. Perché l'appello a ‘smettere di litigare’ potrebbe essere una ricetta insufficiente di fronte all'avanzata delle nuove destre globali? Un'analisi che invita a guardare oltre il provincialismo per comprendere la vera natura della sinistra moderna.
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Un sudario di 60 metri per dare voce a chi non ne ha più. A Locarno, il personale medico-sanitario ticinese scende in piazza per denunciare quello che molti esperti definiscono ormai il genocidio di Gaza. Attraverso le testimonianze dirette di chirurghi di guerra e accademici, l'articolo di Roberto Antonini esplora il ‘j’accuse’ dei camici bianchi contro l'inerzia della politica federale e il silenzio del consigliere Ignazio Cassis. Un racconto potente sul conflitto tra etica medica e ragion di Stato.
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