
Cari lettori,
Oggi la nostra newsletter vi parla dalla pianificazione territoriale, con un ricorso a Gordola, vi propone un commento critico sulla decisione presa ieri dal Gran Consiglio di non rinunciare alla partecipazione dei pazienti ai costi delle cure a domicilio e un approfondimento dell’iniziativa popolare “No a una Svizzera da 10 milioni”, sulla quale si voterà a livello nazionale il prossimo 14 giugno.
L'articolo firmato da Davide Martinoni anticipa la notizia relativa al ricorso presentato al Consiglio di Stato contro la nuova pianificazione del comparto di Santa Maria a Gordola, che è stata avallata nella seduta del 9 marzo dal Consiglio comunale. Un ricorso inoltrato l’architetto Brenno Borradori, che ha ritenuto illegali le decisioni adottate dal Legisllativo, che aveva sbloccato la pianificazione dell'ampio comparto (50mila metri quadrati di superficie totale) dopo trent’anni di attesa. Nel servizio si dà conto delle ragioni a sostegno della presunta irregolarità delle risoluzioni votate.
Il commento di Andrea Manna, vicedirettore de ‘laRegione’ considera la mancata soppressione, da parte della maggioranza del Gran Consiglio, della partecipazione degli utenti ai costi delle cure a domicilio “una dimostrazione di forte miopia politica, dato l’invecchiamento demografico, e di scarsissima considerazione di una parte, quella più fragile, della popolazione ticinese”. Consiglio di Stato e buona parte del Parlamento ticinesi hanno fatto orecchie da mercante di fronte alle 20mila firme raccolte in pochi giorni dall’Alleanza di organizzazioni in difesa dei pazienti e alla manifestazione di piazza. Secondo Manna, gli approfondimenti sull’impatto della misura andava fatti prima di applicarla, non dopo.
La panoramica, invece, è dedicata all’iniziativa popolare “No a una Svizzera da 10 milioni”. Il servizio firmato da Stefano Guerra ci propone un’articolata spiegazione sui pro i contro della proposta che è stata lanciata nell’estate 2022 su impulso del consigliere nazionale zurighese nonché banchiere e vicepresidente dell’Udc Thomas Matter. Una proposta poi trasformata in un’iniziativa popolare (detta anche ‘per la sostenibilità’) che dovrebbe fungere da ‘freno demografico’, agendo su quelle che il primo partito del Paese addita come le cause esclusive di tale sviluppo: l’immigrazione a suo dire “incontrollata” (in particolare attraverso il canale della libera circolazione delle persone con l’Ue) e “il caos dell’asilo”.
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