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Il Centro tra due fuochi, il nuovo stadio di Lugano e un gesto storico per la Resistenza

11 marzo 2026
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Cari lettori,

Oggi vi portiamo nel cuore delle decisioni politiche svizzere con il delicato dilemma del Centro sull'imposizione individuale, vi aggiorniamo sull'importante traguardo del Polo sportivo e degli eventi di Lugano e vi proponiamo una riflessione storica sulla riabilitazione dei cittadini svizzeri che si schierarono con la Resistenza durante la Seconda guerra mondiale. Tre storie che ci parlano di presente, futuro e memoria.

Dopo il sì popolare all'imposizione individuale, il partito del Centro si trova di fronte a un bivio cruciale: ritirare o portare avanti la sua iniziativa che propone l'esatto contrario, ovvero il mantenimento del cumulo dei redditi? Una "scatola nera" per i cantoni, come la definisce il presidente Philipp Matthias Bregy, che in un'intervista esclusiva a Stefano Guerra e a laRegione svela i complessi ragionamenti interni al partito e le possibili conseguenze a livello cantonale. Un vero e proprio rebus politico che potrebbe ridefinire gli equilibri fiscali del Paese.
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Un traguardo storico per Lugano: il nuovo stadio è stato ufficialmente consegnato, segnando la fine della prima fase del Polo sportivo e degli eventi. Ma mentre l'inaugurazione dell'arena sportiva e del palazzetto è imminente, l'attenzione si sposta già sulle complesse tappe successive. Il vicesindaco e capodicastero Cultura, sport ed eventi Roberto Badaracco fa il punto della situazione con Dino Stevanovic, tra bilanci positivi, polemiche superate e sfide future che attendono la Città, dalla bonifica dei terreni alla gestione dei parcheggi, fino alla discussione sull'acquisto della Torre Est.
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Ottant'anni dopo, la Svizzera si prepara a un gesto di giustizia storica: il Consiglio nazionale discute la riabilitazione dei cittadini svizzeri condannati per aver sostenuto la Resistenza francese e italiana durante la Seconda guerra mondiale. Un atto morale che, come anticipa il consigliere nazionale ticinese Plr Simone Gianini, mira a onorare chi si batté per libertà e democrazia, spesso a caro prezzo. Un nuovo libro dello storico Raphael Rues getta luce sul ruolo cruciale, e spesso dimenticato, di numerosi ticinesi in questa pagina di storia. Un'occasione per riflettere sui valori del passato e ribadirli nel presente, come sottolineato anche dalla vicedirettrice Cristina Pinho.
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Per approfondire queste e altre notizie, vi invitiamo a visitare il nostro sito laregione.ch. Buona lettura e a domani!

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