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Aiuti maltempo, povertà in Ticino e il killer silenzioso dell'amianto

6 marzo 2026
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Cari lettori,

nell’edizione odierna la lettera con la quale il governo ticinese chiede maggiore equità e meno burocrazia per quanto riguarda gli aiuti federali per i danni causati dal maltempo. Approfondiamo poi la sorprendente realtà economica del nostro cantone, dove l'apparente ricchezza si scontra con crescenti sacche di povertà. Infine, una toccante testimonianza ci ricorda la persistente minaccia dell'amianto, un killer silenzioso che continua a mietere vittime nonostante i divieti.

Il Consiglio di Stato ticinese alza la voce nei confronti di Berna, esprimendo "malcontento per la lentezza e le complicazioni amministrative" negli aiuti federali per i danni del maltempo del 2024 in Vallemaggia. Mentre per altri eventi simili la Confederazione ha agito con rapidità, per il Ticino i fondi stanziati sono "esigui" e le procedure troppo lunghe. Il governo chiede al consigliere federale Albert Rösti, direttore del Datec, meno burocrazia, trattamenti equi tra Cantoni e la flessibilità necessaria per affrontare danni che hanno "profondamente modificato la morfologia del territorio". Un grido d'allarme per un sostegno più concreto e tempestivo, soprattutto per Comuni come Lavizzara, che si trovano a gestire spese ingenti. Leggete l'articolo di Davide Martinoni e David Leoni per capire le richieste e le disparità di trattamento.
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Se da un lato il Ticino è il sesto cantone svizzero per Pil pro capite, dall'altro una persona su sei è povera e una su quattro a rischio povertà. Ma se i soldi ci sono, dove vanno a finire? Nel suo commento, il direttore Daniel Ritzer sottolinea come la piramide sociale del nostro cantone ricordi il periodo tardo-medievale: l'1% dei contribuenti garantisce un terzo del gettito fiscale, mentre un quarto dei residenti è esonerato dalle imposte per mancanza di reddito. Una fotografia impietosa che chiama in causa scelte politiche e un circolo vizioso tra bassi salari, aiuti sociali e un regime fiscale al ribasso. Scoprite l'analisi che mette a nudo le contraddizioni del "povero" Ticino.
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L'amianto, vietato in Svizzera dal 1990, continua a uccidere in silenzio. La toccante testimonianza di Sandra F. ci porta nel dramma di suo padre, morto di mesotelioma pleurico dopo aver inalato per decenni le fibre killer durante il suo lavoro. Una "condanna lenta, silenziosa", scoperta quando ormai era troppo tardi. Nel 2024, la Suva ha riconosciuto 212 nuovi casi in Svizzera, evidenziando come i settori di edilizia, pittura e installazioni elettriche siano ancora ad alto rischio. L'approfondimento di Simonetta Caratti non è solo un racconto personale, ma un monito potente sulla necessità di una prevenzione costante e sulla persistenza di un pericolo invisibile che si annida in molti edifici datati. Una storia che ci ricorda che la lotta contro questo killer silenzioso è tutt'altro che finita.
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Questi e molti altri approfondimenti vi aspettano sul nostro sito. Non perdete l'occasione di rimanere informati e di comprendere meglio le dinamiche che plasmano il nostro cantone e la nostra società. Continuate a seguirci su laregione.ch.

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