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21.11.2022 - 05:30

Il tetto della Siberia ancora non c’è, ma è già ‘sforato’

La pista di ghiaccio di Ascona, ma anche gli spiragli di pace fra Russia e Ucraina e il cortometraggio ispirato a Damiano Tamagni nell’edizione odierna

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La tanto attesa copertura della Siberia di Ascona compie un importante passo avanti, che potrebbe però rivelarsi decisamente più caro del previsto. Il Municipio del Borgo ha presentato il messaggio contenente la richiesta di credito per dotare la pista di ghiaccio, costruita nel 1961, di un tetto. Ebbene, la somma ammonta a ben 4 milioni di franchi, 1,39 in più rispetto al progetto di massima, che salgono a quasi 2 milioni totali di aumento se si guarda le cifre indicate agli albori del progetto.

In prima pagina, Aldo Sofia analizza i piccolissimi spiragli di pace, flebili speranze di un non lontano tavolo negoziale, in corso fra Ucraina e Russia... In realtà, nulla sembra meno probabile. La guerra non ha ancora imposto a una delle parti l’obbligo della resa; le dichiarazioni dei nemici partono da posizioni sideralmente opposte (ritiro totale per gli ucraini, cessate il fuoco sulle posizioni acquisite per i russi); e nemmeno i volonterosi ‘costruttori di pace’ sono in grado di presentare un piano condivisibile.

«Abbiamo un solo obiettivo: rafforzare l’opposizione di sinistra in Gran Consiglio». Sgombra il campo da ogni sofisma il coordinatore del Movimento per il socialismo (Mps) Giuseppe Sergi nello spiegare, a colloquio con ‘laRegione’, come il suo partito stia per affrontare una campagna elettorale in solitudine ma con la speranza di sfruttare l’onda lunga dell’impegno su temi dirimenti come, ad esempio, il risanamento dell’Istituto di previdenza del Canton Ticino o la lotta al dumping salariale.

Imponenti, impressionanti, anche un po’ minacciosi, pensando ai rischi in caso d’incendio: sono i grandi tank di stoccaggio del carburante, che a grappoli popolano alcuni punti delle pianure ticinesi. Sempre meno, però: le riduzioni delle scorte obbligatorie progressivamente applicate dalla Confederazione hanno tolto motivo di esistenza a queste cisterne, causando, per fare un esempio, la sparizione di depositi famosi come quello di Rivera. Anche il sito della Pina Petroli a Grancia è ormai ridotto a 3 tank degli 11 che erano, e in passato erano ancora più numerosi.

Vestita con una tuta rosa, Beatrice nei panni di Anna apre la porta della camera e raggiunge Sebastiano (che interpreta il fratello Giacomo). Una, due, tre, quattro volte. Poi si cambia scena. Anzi, ‘shot’ come indica il regista. Gli spazi sono esigui, ingombri come sono di persone e attrezzature cinematografiche; ma i membri della troupe si muovono come se seguissero una coreografia studiata a memoria. Nell’appartamento al primo piano di una palazzina in via San Gottardo a Bellinzona si sta girando il cortometraggio ‘La violenza senza maschera’, produzione indipendente ‘Over Film Productions’. Dalla storia di Damiano Tamagni un ‘corto’ perché non accada più.

Buon inizio di settimana con ‘laRegione’!

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