Winterthur
3
Zugo Academy
2
fine
(1-1 : 0-1 : 1-0 : 0-0 : 1-0)
GCK Lions
6
Langenthal
8
fine
(1-1 : 2-5 : 3-2)
Turgovia
4
Ticino Rockets
1
2. tempo
(2-1 : 2-0)
Ajoie
0
Kloten
0
pausa
(0-0)
Visp
2
Olten
0
1. tempo
(2-0)
Winterthur
LNB
3 - 2
fine
1-1
0-1
1-0
0-0
1-0
Zugo Academy
1-1
0-1
1-0
0-0
1-0
1-0 ROOS
2'
 
 
 
 
17'
1-1 OEJDEMARK
 
 
26'
1-2 OEJDEMARK
2-2 NIGRO
54'
 
 
2' 1-0 ROOS
OEJDEMARK 1-1 17'
OEJDEMARK 1-2 26'
54' 2-2 NIGRO
Ultimo aggiornamento: 20.01.2019 18:10
GCK Lions
LNB
6 - 8
fine
1-1
2-5
3-2
Langenthal
1-1
2-5
3-2
1-0 MEIER
5'
 
 
 
 
16'
1-1 KUNG
2-1 BUSSER
23'
 
 
3-1 GEIGER
25'
 
 
 
 
28'
3-2 STERCHI
 
 
31'
3-3 PELLETIER
 
 
34'
3-4 KELLY
 
 
35'
3-5 GERBER
 
 
40'
3-6 RYTZ
 
 
42'
3-7 PELLETIER
 
 
44'
3-8 KUMMER
4-8 BERNI F.
45'
 
 
5-8 SUTER
56'
 
 
6-8 PUIDE
59'
 
 
5' 1-0 MEIER
KUNG 1-1 16'
23' 2-1 BUSSER
25' 3-1 GEIGER
STERCHI 3-2 28'
PELLETIER 3-3 31'
KELLY 3-4 34'
GERBER 3-5 35'
RYTZ 3-6 40'
PELLETIER 3-7 42'
KUMMER 3-8 44'
45' 4-8 BERNI F.
56' 5-8 SUTER
59' 6-8 PUIDE
Ultimo aggiornamento: 20.01.2019 18:10
Turgovia
LNB
4 - 1
2. tempo
2-1
2-0
Ticino Rockets
2-1
2-0
1-0 MEROLA
13'
 
 
2-0 KENNETH
14'
 
 
 
 
20'
2-1 WETTER
3-1 WYDO
21'
 
 
4-1 KENNETH
32'
 
 
13' 1-0 MEROLA
14' 2-0 KENNETH
WETTER 2-1 20'
21' 3-1 WYDO
32' 4-1 KENNETH
Ultimo aggiornamento: 20.01.2019 18:10
Ajoie
LNB
0 - 0
pausa
0-0
Kloten
0-0
Ultimo aggiornamento: 20.01.2019 18:10
Visp
LNB
2 - 0
1. tempo
2-0
Olten
2-0
1-0 LINDEMANN
5'
 
 
2-0 CAMPERCHIOLI
12'
 
 
5' 1-0 LINDEMANN
12' 2-0 CAMPERCHIOLI
Ultimo aggiornamento: 20.01.2019 18:10
laR 25 anni
15.09.2017 - 13:280

I ghiaccioli ‘veri’

Premessa essenziale. Non amo particolarmente i gelati. Sarà la panna (persino doppia!) o tutti quegli ingredienti strambi che hanno un solo obiettivo: ingrassarti in poche settimane come un pollo d’allevamento. E però i ghiaccioli… Quelli “veri” intendo, che raramente oggi si trovano se non nei negozietti molto, molto periferici dove il rivenditore di gelati e surgelati non arriva più da una vita (e uno dovrebbe chiedersi come fanno comunque a esserci…, ma va beh). Veri e propri pezzi di giaccio duro, gialli e arancioni prevalentemente. Raramente viola, ogni tanto – ma proprio una volta ogni morte di papa – marrone scuro.

Io adoravo quelli verdi. Alla menta, o perlomeno al gusto della menta grazie a coloranti e dolcificanti che manco voglio sapere. Per il motivo di cui sopra. E però i ghiaccioli veri… Talmente duri che potevi lasciarci un dente e infatti i più si limitavano a succhiarli sino a prosciugare, letteralmente, ogni residuo di colore da lasciarli bianchi. Come il ghiaccio, appunto. I più arditi li affrontavano a morsi e nel farlo ti guardavano divertiti, a mò di sfida, come se stessero azzannando un serpente a sonagli. E del resto riuscire a staccarne un pezzo con il solo ausilio dei denti rappresentava una piccola grande impresa, da raccontare per settimane, dandosi di gomito, nelle uggiose giornate settembrine, dei primi giorni di scuola.

Andavano come ciliegie, i veri ghiaccioli che non sono riusciti a superare il secolo, surclassati da surrogati fighetti, multicolori, esili e fragili come un grissino. Insignificanti. Non per dire, ma i simil ghiaccioli di oggi sono i simboli più eloquenti della “società liquida”. Così come quelli di ieri sapevano ben rappresentare la certezza delle idee e la forza del carattere. Duri come pietre, ultimi scampoli di una virilità ormai… alla frutta. Surrogata, pure.

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