Samuel Golay
Curiosità
10.08.2017 - 20:090

Ecco il legame tra orologio biologico e invecchiamento

Dopo decenni di ricerche si è scoperto come le lancette dell’orologio biologico scandiscono il ritmo dell’invecchiamento. Ad azionarle è un meccanismo molecolare che agisce in modo diverso in organi diversi e che, per funzionare al meglio, richiede una dieta povera di calorie.

La scoperta, che potrebbe aprire la strada a strategie per rallentare il processo di invecchiamento, è pubblicata su Cell e si deve al gruppo coordinato dall’italiano, Paolo Sassone-Corsi, direttore del Centro per l’Epigenetica e il Metabolismo dell’università della California a Irvine. Le ricerche sono state svolte in collaborazione con l’Istituto di ricerca Biomedica di Barcellona.

“Finalmente – ha detto all’Ansa Sassone Corsi – è stato rilevato il legame tra l’invecchiamento e l’orologio biologico’’ che regola tutti i cicli biologici, dalla fame all’alternarsi sonno-veglia, in base a ritmi di circa 24 ore. “Da decenni si sa che durante l’invecchiamento i ritmi biologici sono meno efficienti e precisi, ma non è mai stato dimostrato che è l’orologio biologico a regolare il processo d’invecchiamento’’. Le implicazioni per l’invecchiamento umano potrebbero essere di vasta portata: “indicano – ha detto l’esperto – che uno stile di vita con il rispetto dei ritmi dell’orologio biologico, così come una dieta a basso tasso calorico, porteranno a un rallentamento dell’invecchiamento’’.

La scoperta è stata possibile grazie all’analisi del tessuto del fegato prelevato da topi giovani (di 6 mesi) e anziani (18 mesi). È stato visto che nell’organo, l’orologio biologico controlla l’invecchiamento utilizzando il metabolismo delle cellule: in pratica l’energia è 'bruciata' sotto il controllo dell’orologio biologico e questo meccanismo funziona bene in un animale giovane, ma non in un topo vecchio. La restrizione calorica (30% in meno), inoltre, riesce a ’ringiovanire’ i ritmi biologici.

È stato anche testato il funzionamento dell’orologio biologico nelle cellule staminali della pelle dei topi giovani e più vecchi ed è stato visto che, durante l’invecchiamento, le cellule staminali continuano a mostrare attività ritmica ma la alterano. Anche in questo caso una dieta a basso contenuto calorico ritarda le alterazioni nelle funzioni ritmiche delle cellule staminali e rallenta l’invecchiamento.

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