laRegione
Nuovo abbonamento
sta-arrivando-la-rivoluzione-ad-ascona-la-casa-si-vende-in-bitcoin
Stefan Christiani
ULTIME NOTIZIE Curiosità
Curiosità
1 gior
Da pesce d'aprile a prodotto commerciale di culto
La domanda detta l'offerta: la forte domanda induce la Lidl a mettersi... al passo con quanto proposto per scherzo
Curiosità
6 gior
Chi sono i miei vicini di casa?
Un sondaggio indica che gli svizzeri vogliono sapere chi sono. Una persona su cinque utilizza i social per saperne di più
Curiosità
1 sett
Sesso sicuro da collezione al vecchio Wankdorf
Il mitico stadio venne abbattuto 19 anni fa. I tifosi si portarono via tutto: anche il distributore di preservativi...
Curiosità
1 sett
Il Dalai Lama compie 85 anni. E pubblica il suo primo disco
L'alum contiene undici tracce, in cui si alternano mantra e insegnamenti buddisti su sfondo di musica da meditazione. Il ricavato andrà a una sua fondazione.
Curiosità
1 sett
La pipì contro un muro gli costa cara
La Suva fece bene a ridurgli le prestazioni: il Tribunale federale respinge il ricorso di un uomo che a causa del suo gesto era stato colpito alla testa
Curiosità
1 sett
Mai visto in Russia un semestre così caldo
Temperature da record ei primi sei mesi dell'anno. Il capo del servizio meteorologico non esclude "pericolosi eventi" in luglio.
Curiosità
1 sett
Il sesso non figurerà più sulla carta d'identità degli olandesi
Il governo vuole abolire l'indicazione dal 2024-2025. Soddisfatte le associazioni che difendono i diritti degli omosessuali e di altre minoranze.
Curiosità
1 sett
La cinquantunesima libellula della Grande Cariçaie
Un'altra specie è arrivata nella riserva naturale sul lago di Neuchâtel: la Leucorrhinia pectoralis, è la più grande in Europa e rischia l'estinzione
Curiosità
1 sett
Un mondo di rifiuti elettronici
Oltre 53 milioni di tonnellate nel solo 2019, il problema del recupero dei materiali
Curiosità
1 sett
Posta aerea dal Brasile: 30 fogli impregnati di cocaina
La scoperta è stata fatta dai doganieri svizzeri all'aeroporto di Basilea-Mulhouse. La droga era stata sciolta in un liquido.
Curiosità
1 sett
È mistero sulla morte di oltre 350 elefanti in Botswana
Buona parte degli animali è stata trovata senza vita vicino a pozze d'acqua. Per gli scienziati è un disastro ambientale
Curiosità
2 sett
Monopirata della strada
Ubriaco alla guida di un monopattino fermato dalla polizi municipale di Rimini
Curiosità
2 sett
In Liguria le ceneri di 'Fido' nella tomba del padrone
Da oggi è possibile tumulare, dopo cremazione e in un'urna separata, le ceneri degli animali da compagnia nella tomba del padrone o della famiglia
Curiosità
2 sett
L'equipaggiamento corretto per circolare in Europa
Per viaggiare in Grecia, Polonia e Lettonia serve un estintore. La lista dei consigli diffusa dal Tcs
Curiosità
3 sett
Il vulcano che cambiò la storia
Un'eruzione in Alaska contribuì al declino della repubblica romana e alla fine dell'impero di Cleopatra
Curiosità
3 sett
A Stonehenge le sorprese non finiscono mai
Scoperto un ampio anello con enormi scavi, risalente a 4500 anni fa
Curiosità
28.06.2017 - 11:000
Aggiornamento : 11.12.2017 - 18:19

Sta arrivando la rivoluzione: ad Ascona la casa si vende in bitcoin

'Semplice come un'e-mail'

Vendesi ad Ascona villa degli anni ‘50. Nulla di strano, se non il prezzo, espresso in bitcoin. Stefan Christiani – bachelor in informatica aziendale, master in informatica-intelligenza artificiale – è un sostenitore della ‘nuova moneta’’, da applicarsi al settore degli immobili. Proprio con lui – da non economisti, da semplici ‘uomini della strada’ – abbiamo parlato di bitcoin (minuscolo, inteso come moneta) e di Bitcoin (maiuscolo, inteso come sistema di pagamento).

«No, non vendo case – esordisce – mi occupo solo della questione tecnica, per conto di un amico che vuole restare anonimo». La vendita ha creato curiosità: «ci sono i contenti e gli scettici – racconta Christiani – e gli scettici pensano subito al lavaggio di denaro, senza sapere che per un’operazione di questo tipo è necessaria l’iscrizione nel registro fondiario, e tante altre cose. Diciamo che tutto si può fare, tranne far scomparire dei soldi». E se qualcuno volesse pagare nei cari, vecchi franchi? «Lo potrà fare, certamente – aggiunge – anche se sarebbe preferibile vendere in bitcoin…».

In che senso “preferibile”? Se è vero che l’utilità delle monete telematiche risiede in sicurezza, economicità e rapidità della transazione, l’uomo della strada si chiede perché il bitcoin e non gli altri sistemi già esistenti. L’uomo della strada si chiede anche perché mai dovrebbe sborsare dei soldi per ‘acquistare’ altri soldi. Pensato così, il bitcoin sembra più un servizio, che una moneta. «In questo momento potrebbe anche sembrare questo – dice Christiani – ma la visione è quella di una vera e propria valuta, che sempre più gente accetterà, fino a che la necessità del cambio si annullerà. Mi spiego: il giorno in cui il datore di lavoro pagherà in bitcoin, il giorno in cui io venderò i miei servizi in bitcoin, quella sarà la valuta, senza altri cambi».

L’uomo della strada, a questo punto, s’immagina banche riconvertite in negozi di cover per smartphone, carte di credito vendute ai mercatini dell'usato, insieme alle schede telefoniche e ai libri in edizione rilegata di Stephen King. Le banconote, altrettanto, giusto di fianco allo scrittore. Al disastro mancherebbero soltanto – citando John Belushi – “un terremoto, una tremenda inondazione, le cavallette”. Ma davvero non avremo più bisogno delle banche? Così Christiani: «Le banche si renderanno conto del cambiamento e offriranno un servizio per il quale io potrò pagare in tempi rapidi, a costo zero. Certo, non è il loro modello attuale, ma la possibilità c’è, e presto i consumatori la pretenderanno». E aggiunge: «è come l’avvento dell’e-mail. Prima, per spedire una lettera in Australia servivano 3 settimane. Ora alleghiamo pure le fatture. Oggi, spedire 100 franchi a Sydney non è istantaneo, ed è il caso di evitare il fine settimana, tempo morto nel quale le banche guadagnano. In bitcoin, pago anche di domenica». E conclude: «siamo soltanto agli inizi. Forse non si chiamerà bitcoin, forse avrà un altro nome, ma vedo enormi vantaggi».

Per dovere di cronaca, nel tempo intercorso tra quest’intervista e la sua pubblicazione, la villa è sempre in vendita. Si è in tempo, dunque, per entrare nel Guinness dei primati come primo acquirente di casa svizzera in bitcoin. Questo per gli esperti in materia. Chi, invece – per congenita avversione ai numeri – continuasse a brancolare nel buio, potrà trovare conforto nell’approfondimento che segue. Come soluzione estrema, ci si può affidare alle mele, sempre efficaci per spiegare il funzionamento dei massimi sistemi (almeno quanto le api e i fiori), digitando in internet “Il bitcoin spiegato a un bambino di 5 anni”. Nessuna vergogna: noi siamo partiti da lì.

(Beppe Donadio)

 

Un mondo sì virtuale, ma con impatti reali da non sottovalutare

Il Bitcoin è il capostipite di un mondo monetario alternativo al sistema classico. Le ‘sorelle’ del Bitcoin sono numerose e sono note con il nome di ‘criptovalute’ ovvero di monete con la caratteristica principale di essere emesse in modo decentralizzato rispetto a quelle tradizionali (emesse da ununica autorità monetaria) in modo digitale e chi si basano sui principi della crittografia per convalidare le transazioni e la generazione di moneta in sé. Come ogni valuta digitale, consentono di effettuare pagamenti online in maniera sicura.

Ad oggi sono state definite oltre 30 diverse specifiche e protocolli per lo più simili o derivate dal Bitcoin: si va dal Litecoin al Primecoin fino all’ultimo nato – almeno in Ticino – Ticinocoin. Quest’ultimo, pur basandosi sugli stessi principi del Bitcoin, non ha l’ambizione di sostituire le valute tradizionali ma solo di favorire gli scambi commerciali all’interno del cantone Ticino. Per i negozi che aderiranno le transazioni elettroniche avverrano a costi nulli. Si tratta di una sorta di moneta promozionale e non di più. Le altre, invece, hanno tutte l’obiettivo dichiarata di diventare alternative, se non sostitutive, delle valute con valore legale.

Negli scorsi giorni ha fatto molto discutere il crollo, con repentino rialzo, della criptovaluta Ethereum, una delle sorelle del Bitcoin nata nel luglio di due anni fa. Nella notte tra il 21 e il 22 giugno questa ‘valuta’ è passata, sulla piattaforma statunitense Gdax, nel giro di pochi minuti da una quotazione di 317 dollari per un Ethereum a 10 centesimi di dollaro. Il ‘flash crash’ sarebbe stato causato da un ordine di vendita multimilionario piazzato tra i 317,81 dollari e 224,48 dollari. Mentre i prezzi continuavano a scendere in modo folle, altri 800 ordini stop loss (che scattano automaticamente al raggiungimento di un determinato prezzo, ndr) hanno causato lo schianto a 10 centesimi. Nella mattinata del 22 giugno si è poi saliti a 324 dollari. Un recupero da record pari a +3’600%. Quelli della notte sono stati però considerati ordini definitivi a tutti gli effetti. Le perdite per chi era orientato al rialzo, sono state quindi ‘reali’ e non virtuali.

(Generoso Chiaradonna)

© Regiopress, All rights reserved