TEST DRIVE

Hyundai IONIQ 6 N, l’elettrica che parla agli appassionati

Cambia il ‘vestito’, ma non la sostanza: affinando l’apprezzata formula della IONIQ 5 N, anche lei si guida come una sportiva a benzina

Più lunga, più larga e più bassa: rispetto alla IONIQ 5 N vanta un baricentro più basso e una messa a punto orientata all’efficacia
20 giugno 2026
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Due anni fa ci eravamo posti una domanda molto semplice: può un’auto elettrica coinvolgere davvero chi guida, restituendo ritmo, riferimenti e interazione analoghi, se non uguali, a quelli di un’auto sportiva alimentata a benzina? La risposta arrivò dopo pochi giri di circuito al volante della IONIQ 5 N, che grazie alla simulazione di un vero e proprio cambio a otto rapporti e a un rumore analogo a quello di un quattro cilindri turbo, peraltro udibile anche all’esterno, dimostrò di non aver creato un mero effetto scenografico, ma un vero strumento di guida. Una soluzione capace di trasformare il modo di guidare un’auto elettrica, rendendo la guida così naturale e analoga a quella di un’auto con motore termico che, dopo pochi giri di circuito, ci si dimenticava di essere a bordo di un’auto elettrica.

La IONIQ 6 N riparte da lì, ma con un’impostazione più evoluta. La base tecnica è nota: due motori elettrici, trazione integrale, fino a 650 CV e 770 Nm, gestione termica per mantenere costanti le prestazioni anche nell’uso intenso e precondizionamento della batteria. Rispetto alla 5 N, però, cambiano il vestito e il modo in cui l’auto appoggia a terra. La carrozzeria da berlina, più bassa e profilata, porta con sé una sensazione di maggiore impronta al suolo, mentre sospensioni riviste, ammortizzatori elettronici e ripartizione attiva della coppia le conferiscono una conduzione ancora più precisa.

Esteticamente non è un’auto che si concede subito. La forma cuneiforme richiede un po’ di assuefazione, ma le vistose appendici aerodinamiche le donano carattere. Dentro convince più rapidamente: l’ambiente è curato, i comandi fisici sono ancora presenti dove servono e la posizione di guida è ben studiata, anche se leggermente alta. I sedili sportivi compensano in parte questo aspetto, offrendo un contenimento valido anche in pista.

Su strada, il primo contatto è rassicurante. Lo sterzo ha un carico convincente già alle andature normali, è progressivo e non risulta mai artificiale. L’assetto dichiara apertamente le sue intenzioni sportive senza essere inutilmente rigido: assorbe bene e permette alla IONIQ 6 N di restare utilizzabile anche nel quotidiano. Volendo, può essere guidata in silenzio, senza rapporti simulati, come una qualsiasi auto elettrica.

Il punto è che, se ti piace guidare, difficilmente lo farai a lungo. Attivata la simulazione del cambio, la IONIQ 6 N cambia personalità. In automatico aggiunge ritmo e coinvolgimento, accompagnata da un sound piacevole e mai invadente. Ma è selezionando la modalità manuale e cambiando rapporto con le palette dietro il volante che diventa qualcosa di ancora più interessante. Ogni cambiata modifica concretamente il comportamento dell’auto: salire di rapporto in uscita rende la spinta più progressiva, scalare carica l’avantreno e aiuta a chiudere la traiettoria. Non è solo teatro digitale: è un modo per intervenire sulla dinamica e leggere meglio quello che sta accadendo. Anche il sound contribuisce, con un timbro che qui ricorda più un sei cilindri turbo rispetto al carattere più “quattro cilindri” della 5 N.

Aumentando il passo emergono le differenze più nette rispetto alla IONIQ 5 N. La 6 sembra più piantata, più bassa di baricentro e più orientata all’efficacia. Nei tratti stretti, però, la lunghezza si percepisce e il retrotreno molto saldo la rende meno giocosa. Conviene quindi non forzare troppo in ingresso, sacrificando un filo di velocità a beneficio dell’uscita di curva. Lì la Hyundai è impressionante: la motricità è eccellente, la ripartizione della coppia resta neutra ed efficace e la piena potenza si gestisce senza apprensione anche con i controlli disattivati.

In pista, la IONIQ 6 N mostra ancora più chiaramente il suo orientamento. La massa non sparisce, soprattutto nelle staccate più impegnative, ma rollio e beccheggio sono inferiori rispetto alla 5 N e la vettura risulta più incisiva, più concentrata sul tempo sul giro. La tenuta laterale è elevata, anche considerando pneumatici non estremi. Colpisce soprattutto la prevedibilità: anche alzando il ritmo, l’auto resta equilibrata e permette di incidere sui trasferimenti di carico o sulla motricità anche attraverso il cambio simulato. L’impianto frenante regge bene l’uso prolungato.

La conclusione è la stessa di due anni fa, ma con una certezza in più. Dopo pochi giri ci si dimentica di essere su un’elettrica, perché la IONIQ 6 N si guida con gli stessi riferimenti mentali e fisici di una sportiva a benzina. La 5 N aveva dimostrato che era possibile; la 6 N conferma che non si trattava di un esperimento riuscito per caso. Oggi è difficile immaginare una sportiva elettrica davvero coinvolgente senza cambio simulato e senza una colonna sonora credibile. Hyundai ha aperto una strada. Con questa berlina, dimostra di saperla percorrere ancora meglio.

SCHEDA TECNICA

ModelloHyundai IONIQ 6
VersioneN
MotoreDue unità elettriche
Potenza, coppia650 cv, 770 Nm
TrazioneIntegrale / Posteriore
CambioRapporto singolo / Simulazione 8 rapporti
Massa a vuoto2’166 kg
0-100 km/h3,2 secondi
Velocità massima257 km/h
Consumo medio18,7 kWh/100 km (omologato)
Prezzoda 74’900 Chf
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