Aggiornata nel design e nella tecnica, i lievi ritocchi non mutano il carattere di questo SUV di taglia media, docile e completo

Anche per la Sportage è giunta, a quattro anni dal debutto, l’ora del consueto aggiornamento di metà carriera: un intervento mirato, concentrato esternamente soprattutto nella zona anteriore, accompagnato da svariati affinamenti di meccanica e tecnologie di bordo. Spicca dunque il frontale con inedita mascherina e gruppi ottici dallo sviluppo più esteso verso il basso, che riprendono lo stile adottato dal costruttore coreano per i suoi più recenti modelli a propulsione elettrica. Pannelli della carrozzeria e ingombri restano invece sostanzialmente immutati, con una lunghezza di 4,54 metri che si conferma perfettamente centrata nel segmento intermedio di SUV e crossover. Qualche aggiornamento interessa anche la gamma di motorizzazioni: alla base troviamo il quattro cilindri benzina turbo di 1,6 litri che, sulla nostra versione di prova – priva di elettrificazione ma con trazione integrale abbinata alla trasmissione automatica a doppia frizione a sette rapporti – cresce di una ventina di cavalli. Sempre completa e di solida presenza su strada la dotazione dell’allestimento di punta GT-Line.
Unità motrice che conferisce alla Sportage la capacità di muoversi con il giusto brio in ogni situazione, pur mettendo un po’ da parte un’impostazione dinamica più sportiva. Il quattro cilindri turbo, infatti, si lascia apprezzare soprattutto quando può distendere la propria spinta con progressione, mentre gradisce meno le richieste brevi e repentine di potenza, frangenti nei quali si mostra meno reattivo; non aiuta, in questo senso, una risposta dell’acceleratore sempre leggermente vaga. Le prestazioni nel complesso sono adeguate alla mole del mezzo, ma risultano più coerenti con ritmi briosi senza eccessi, in un’andatura moderatamente vivace ma equilibrata. Discreti i consumi, con una media di 8 l/100 km su percorsi di vario genere.
La stessa indole del veicolo privilegia stabilità ed equilibrio più che agilità, nonostante un appoggio solido in curva. Lo sterzo è comunque gradevole e preciso, con una sensibilità adeguata e buone doti di progressività, richiedendo nell’insieme poco angolo per disegnare le traiettorie. Raramente chiamati in causa, gli ausili elettronici di stabilità e trazione intervengono in modo ben calibrato, mentre la trasmissione 4x4 – completa di blocco del differenziale centrale e programmi dedicati ai terreni a bassa aderenza – combina motricità impeccabile e buona scorrevolezza.
Le sospensioni presentano una taratura ben riuscita nel compromesso, mediando con efficacia tra qualità di assorbimento delle imperfezioni e sufficiente saldezza in appoggio laterale. Le sollecitazioni più secche o marcate (come tombini sporgenti, ad esempio) evidenziano tuttavia una risposta leggermente più rigida, che si trasmette all’interno con un filtraggio meno efficace rispetto a quanto ci si potrebbe attendere, sotto forma di qualche vibrazione in più.
Nella stessa scia caratteriale si inserisce il cambio a doppia frizione a sette rapporti, docile e quasi inavvertibile nei passaggi di marcia, con cambiate rapide il giusto e mai secche anche selezionando la modalità di guida sportiva, di per sé non particolarmente “spinta” rispetto a quella standard. Restano comunque utili le palette al volante per intervenire rapidamente in modalità sequenziale, specie nei tratti di montagna per incrementare il freno motore. Solida e piacevole la risposta dell’impianto frenante.
Il comfort acustico è nel complesso valido, pur risultando leggermente meno efficace alle andature autostradali rispetto ad altri modelli meglio isolati: si ha quasi l’impressione di viaggiare a una velocità superiore a quella effettiva, trovandosi ad esempio a dover alzare un poco il volume della conversazione o dell’impianto hi-fi di bordo.
Ben curata e molto piacevole l’accoglienza dell’abitacolo, che guadagna una plancia leggermente ridisegnata nella fascia centrale che integra le bocchette di aerazione, oltre a un volante di nuovo disegno ispirato a quello della gamma elettrica. Finiture e materiali risultano ben realizzati. Lo spazio a disposizione è rilevante per l’intero equipaggio, cui si aggiungono numerosi accorgimenti per migliorare la qualità del viaggio, tra cui il riscaldamento per il divano posteriore, il pratico frazionamento dello schienale in tre ampie sezioni indipendenti e la climatizzazione regolabile anche in seconda fila.
Ampie e intuitive le superfici digitali da 12,3” dedicate a strumentazione e infotainment/navigazione, mentre più in basso la fascia comandi alternabile tra funzioni dirette e regolazioni del clima risulta intuitiva e immediata nell’utilizzo. Ampio, funzionale e ben attrezzato il vano di carico, con una cubatura di 562 litri in linea con le aspettative e un pratico doppio fondo studiato per alloggiare anche la tendina avvolgibile quando non in uso.
Scheda tecnica
| Modello | Kia Sportage |
| Versione | 1.6 T-GDi DCT 4x4 180 CV GT-Line |
| Motore | 4 cilindri, 1,6 litri, benzina turbo |
| Potenza, coppia | 180 cv, 265 Nm |
| Trazione | Integrale |
| Cambio | Doppia frizione a 7 rapporti |
| Massa a vuoto | 1’750 kg |
| 0-100 km/h | 9,8 secondi |
| Velocità massima | 203 km/h |
| Consumo medio | 7,8 l/100 km (omologato) |
| Prezzo | 52’650 Chf |