Auto e moto

Range Rover, la regina tra i fuoristrada non si smentisce mai

L’ammiraglia a ruote alte e passo lungo conserva un appeal inconfondibile, insieme all’esperienza di guida versatile ed esclusiva

Il suo design si è evoluto nel tempo, conformandosi a forme e linee levigate dell’ultimo corso stilistico della Casa, ma la Range ‘classica’ riesce a risultare distintiva come sempre
2 gennaio 2026
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Tra le automobili di alta gamma prodotte in serie, il concetto di lusso può essere declinato in molte sfumature; tra queste, la Range Rover “classica” continua a rappresentarne una delle interpretazioni più raffinate e complete. Non a caso, all’interno della sempre più articolata gamma Land Rover, la Range occupa un ruolo quasi “a sé stante”, beneficiando di attenzioni progettuali specifiche e di un’identità che il costruttore ha sempre scelto di preservare con particolare cura. Lo si percepisce già dal design, capace ancora oggi di evocare con forza quel senso di autorevole regalità che accompagna il modello sin dagli esordi. L’attuale evoluzione stilistica, caratterizzata da superfici levigate e da un linguaggio formale estremamente pulito, appare così come un naturale adeguamento alla modernità, senza che venga intaccato un carisma rimasto sorprendentemente intatto nel tempo.

Questo equilibrio emerge con particolare evidenza nella variante a passo lungo, denominata LWB (Long Wheel Base), accreditata di sette posti e protagonista della nostra prova. Una configurazione che porta con sé dimensioni davvero importanti – soprattutto in lunghezza, che raggiunge i 5,25 metri grazie all’allungamento del passo –, ma che riesce comunque a mantenere una notevole armonia d’insieme, evitando qualsiasi sensazione di eccesso visivo. In abbinamento all’allestimento più esclusivo, Autobiography, la presenza della motorizzazione di vertice appare non solo coerente, ma quasi imprescindibile: il V8 biturbo a benzina da 4,4 litri garantisce infatti prestazioni di assoluto rilievo, perfettamente allineate al posizionamento del modello.

La Range Rover rimane un unicum quando si parla di versatilità d’impiego. Poter combinare capacità fuoristradistiche di riferimento con un livello di comfort paragonabile – se non superiore – a quello di una berlina di rappresentanza è una qualità rara, che continua a esercitare un fascino particolare. La versione a passo lungo aggiunge a tutto ciò un ulteriore elemento distintivo: l’accoglienza riservata ai passeggeri della seconda fila risulta persino più generosa di quella offerta dalle già sontuose poltrone anteriori. L’abitacolo richiama con decisione l’atmosfera di un salotto di alto livello, dove ogni materiale e ogni accostamento cromatico appaiono studiati con attenzione maniacale, senza sbavature nemmeno nei dettagli meno evidenti. Le numerose attenzioni dedicate al benessere degli occupanti accompagnano ogni istante della permanenza a bordo, mentre in coda la classica ribaltina inferiore del portellone è ora elettrificata. Pratici comandi posizionati ai lati del vano di carico consentono inoltre di gestire elettricamente le sedute di seconda e terza fila. La plancia, infine, adotta un’impostazione lineare ma di forte impatto visivo, riuscendo a fondere raffinatezza stilistica, ergonomia e facilità d’uso, con la maggior parte delle funzioni integrate nel display centrale da 13,1” di ultima generazione.

Pur dovendo fare i conti con ingombri tutt’altro che trascurabili – che richiedono inevitabilmente una certa attenzione negli spazi più angusti – la Range Rover LWB sorprende per un’agilità complessiva superiore alle aspettative. Un risultato reso possibile soprattutto dall’adozione delle quattro ruote sterzanti, che migliorano sensibilmente la manovrabilità e restituiscono una sensazione di controllo più naturale di quanto le dimensioni lascerebbero presagire. Al volante si ha l’impressione di trovarsi all’interno di una vera e propria bolla: tutto è morbido, ovattato, silenzioso, con una marcata separazione dal mondo esterno. Merito tanto dell’eccellente isolamento acustico quanto della capacità delle sospensioni pneumatiche di assorbire con disinvoltura qualsiasi asperità, mentre lo sterzo leggero accompagna ogni manovra con estrema dolcezza. In questo contesto, i lunghi trasferimenti autostradali diventano un’esperienza sorprendentemente rilassante.

Il V8 di ultima generazione contribuisce in maniera decisiva al carattere della vettura. Il suo funzionamento è fluido e vellutato, con una spinta sempre presente fin dai regimi più bassi e prestazioni che restano di tutto rispetto, considerando la massa in gioco. Nell’uso quotidiano si apprezza anche per il suo borbottio discreto ma appagante, mai invadente eppure capace di arricchire l’esperienza di guida. La sportività non è mai stata la vocazione primaria della Range Rover “classica” – e mai dovrà esserlo –, ma selezionando la modalità di marcia più dinamica i movimenti della carrozzeria vengono efficacemente contenuti, consentendo una percorrenza di curva autorevole, supportata dall’azione delle barre antirollio attive. È vero che lo sterzo rimane poco comunicativo, ma questo aspetto appare coerente con la filosofia del modello, che privilegia l’isolamento e una guida placida. I sistemi di assistenza alla guida di ultima generazione, inclusi quelli specifici per l’off-road più impegnativo, si dimostrano precisi e raffinati; nelle manovre d’emergenza più critiche, tuttavia, peso e baricentro elevato impongono talvolta interventi piuttosto decisi da parte dell’elettronica per preservare il corretto aplomb del mezzo.

Scheda Tecnica

ModelloRange Rover
VersioneP530 AWD LWB Autobiography
Motore8 cilindri a V, 4.4 litri benzina biturbo
Potenza, coppia530 cv, 750 Nm
TrazioneIntegrale
CambioAutomatico a otto rapporti
Massa a vuoto2’708 kg
0-100 km/h4,8 secondi
Velocità massima250 km/h
Consumo medio12,0 l/100 km (omologato)
Prezzo225’000 Chf