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05.10.2021 - 07:000

Yamaha R7, dalla strada al circuito con disinvoltura

La nuova generazione di Supersport della casa di Iwata

È in arrivo la nuova R7, porta il nome della leggendaria quattro cilindri costruita in soli 500 esemplari per ottenere l’omologazione Superbike nel 1999, guidata in quegli anni soprattutto da un pilota iconico come Noriyuki Haga. È nata in particolare per attirare un pubblico giovane, a maggior ragione anche perché è disponibile nella versione depotenziata di 35 kW per la patente A2. Una moto che punta al rilancio della Supersport anche su strada, con una componentistica semplice ma di qualità, un propulsore brioso e un’estetica accattivante.

Motore: affidabile e collaudato CP2

La nuova R7 è alimentata dal popolare CP2 che alimenta anche la sorella naked MT 07. Tra le modifiche dedicate alla nuova Supersport il nuovo design dello scarico e il nuovo setting dell’iniezione del carburante. Queste modifiche contribuiscono a migliorare la risposta dell’acceleratore in quanto a reattività e fluidità, ottenendo allo stesso tempo la piena conformità EURO5. Oltre a queste modifiche la R7 dispone di un rapporto finale di trasmissione leggermente più corto per conferirle un carattere più sportivo. Il suo bicilindrico a 4 valvole eroga una potenza massima di 73,4 cavalli a 8’750 giri/min. e una coppia massima di 67 Nm a 6’500 giri/min.

È dotata di frizione antisaltellamento e in opzione è possibile avere il cambio elettronico.

Ciclistica e freni da vera Supersport

La forcella a steli rovesciati di 41 mm di diametro è completamente regolabile. La sospensione posteriore è con leveraggi progressivi, mentre l’ammortizzatore montato orizzontalmente è regolabile nel precarico e in estensione. L’impianto frenante dispone di pinze radiali a quattro pistoncini e pompa radiale brembo. Il telaio monotrave ha un corpo centrale in alluminio integrato da tubi in acciaio, la distribuzione dei pesi 51/49 privilegia l’anteriore e la stabilità nel veloce. I cerchi sono in lega a 10 razze e montano pneumatici 120/70 ZR17 all’anteriore e 180/55 ZR17 al posteriore.

Design ‘R-Series’

Particolare interessante della R7 è quello di rivelarsi addirittura più snella delle sorelle più piccole R3 e R125, un’aerodinamica che le permette ottime prestazioni velocistiche. Il design è uno dei punti di forza della nuova R7, il “Family Feeling” con la R6 e R1 è molto evidente. Il frontale è un elemento però più caratteristico della R7 con la luce abbagliante e anabbagliante a Led all’interno della presa d’aria. Buona la qualità delle finiture e l’attenzione per i dettagli. Anche la strumentazione LCD richiama i modelli più sportivi: un display in modalità negativa ad alto contrasto che fornisce informazioni chiare, complete e di facile lettura.

Abbastanza confortevole anche su strada

Il test è iniziato la mattina su strada, ad attenderci 140 chilometri decisamente tortuosi. Per la nuova R7 la strada si rivela un habitat non poi così ostile, come invece lo è normalmente per le supersportive carenate dedicate principalmente alla pista, il fatto di vederne sempre meno lungo le strade è una prova tangibile. La posizione di guida della R7 è comunque di impostazione decisamente sportiva, i semimanubri sono abbastanza bassi, in sella ci si sente piuttosto caricati sull’anteriore, niente di estremo comunque perché è una sportiva “vivibile” anche su strada, senza dover ricorrere al fisioterapista dopo qualche ora passata in sella. È una moto facile e intuitiva in tutti i frangenti di guida, sempre agile e maneggevole, le strade tutte curve di qualsiasi raggio sono il suo pane. La ciclistica filtra egregiamente le sconnessioni dell’asfalto, anche se la forcella nelle frenate più decise affonda un po’, ma siamo sicuri che faccia parte del compromesso ideale per l’utilizzo stradale.

In circuito, una piacevole sorpresa

Nonostante la R7 non abbia grandi potenze da esprimere, è proprio in circuito dove ci ha sorpreso maggiormente, perché risulta sempre precisa nelle traiettorie impostate e perdona anche facilmente delle correzioni improvvise.

Un altro punto di forza è l’ottima agilità nei cambi di direzione, questo grazie anche al peso contenuto della moto, la stabilità sul veloce poi è abbastanza sorprendente. Spesso si è portati a pensare che tra i cordoli di una pista che fa la differenza, anche in termini di puro divertimento, sia la cavalleria, ma dopo un pomeriggio passato a girare tra i tortuosi sali-scendi del circuito di Andalusia (tracciato di 5’020 metri) nei dintorni di Almeria, possiamo affermare che non c’è niente di più sbagliato.

È vero, stiamo parlando di un tracciato molto tecnico con un unico vero rettilineo, dove la ciclistica tarata ottimamente dai tecnici Yamaha per l’utilizzo tra i cordoli si è rivelata decisamente efficace, grazie anche a coperture dedicate alla pista (Bridgestone Battlax Racing R11). Con le regolazioni apportate alla ciclistica la R7 ha cambiato carattere, i trasferimenti di carico sia in accelerazione ma soprattutto in staccata sono diventati quasi nulli. L’impianto frenante si è sempre rivelato efficace senza subire l’affaticamento di un tracciato che in tanti punti è stop and go. L’erogazione del bicilindrico è sempre molto lineare e corposa ai medi regimi, quando si riapre il gas in uscita di curva tutto risulta intuitivamente facile. Per semplificare ulteriormente la guida in circuito il cambio elettronico diventa quasi indispensabile, a beneficio della concentrazione di guida, peccato solo che non funzioni anche in scalata.

È chiaro che si tratta di una sportiva pensata soprattutto per chi vuole crescere, imparare e avvicinarsi anche alla guida in pista, vi assicuriamo però che anche un esperto (più o meno veloce che sia) può divertirsi tanto e allenarsi senza sottoporre il fisico a uno stress eccessivo. Possiamo affermare che la nuova R7 è una moto bella esteticamente e di sostanza, con un rapporto qualità-prezzo da riferimento.

Scheda Tecnica

Motore

Bicilindrico in linea, 4 valvole
raffreddato a liquido, EURO5

Cilindrata689 cc
Potenza max54 kW/73 cv a 8’7500 giri/min.
Coppia max67 Nm a 6’500 giri/min.
Sospensione anteriore

Forcella KYB da 41 mm completamente regolabile
escursione 130 mm

Sospensione posteriore

Monoammortizzatore KYB regolabile
escursione 130 mm

Freno anterioreDoppio disco da 298 mm
Freno posterioreDisco da 245 mm
Pneumatici

Anteriore 120/70-ZR17
Posteriore 180/55-ZR17

Peso188 chilogrammi
Capacità serbatoio13 litri
Prezzi, colori e disponibilità

Franchi 9’790 da subito
nelle colorazioni Icon Blue e Yamaha Black
La mitica livrea bianco-rossa per il sessantesimo anniversario di Yamaha
è disponibile da dicembre a franchi 10’190

A disposizione una nutrita gamma di accessori
originali Yamaha per la strada e la pista

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