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Non cambia il look ‘speciale’ della M2, ma il cuore 3.0 è ancor più possente e pulsante
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18.11.2019 - 06:000
Aggiornamento : 18.12.2019 - 15:42

BMW M2 Competition

L’inedito allestimento spicca per il sei cilindri potenziato e per l’ulteriore crescita nelle qualità dinamiche, ma è anche più guidabile.

Sotto il vestito della Coupé standard, le attenzioni della divisione M si fanno più stringenti e regalano alla Competition un carattere ancor più intenso, un gran temperamento che ha il pregio di restare accessibile e comunicativo. Giocano a favore i 40 cv guadagnati sulla M2 standard, ma non solo: l’ottica della Competition è infatti quello dell’ulteriore crescita nel piacere di guida, più moderno che si può sul piano dell’accessibilità e della versatilità, ma al tempo stesso classico nel carattere da trazione posteriore “pura”; fatto di tantissima aderenza al suolo, con un avantreno che si inserisce con gran prontezza nelle curve ed un acceleratore con cui “giocare” ancora di più in uscita di curva, per dosare la chiusura della traiettoria, sfruttando la maggior spinta del motore ed il lodevole lavoro del differenziale autobloccante. Al crescere delle prestazioni non serve, in fondo, corrispondere una maggior sensibilità di guida per goderne appieno: la vettura ha il pregio di “parlare” al conducente con estrema chiarezza e progressione. Il merito è della scocca, resa ulteriormente rigida e nelle ruote maggiorate, conservando al contempo un assetto sportivo sì, ma tutt’altro che estremo; il rollio è minimo, ma c’è sempre spazio per avvertire l’appoggio del frontale ed il leggerissimo, progressivo sottosterzo che accompagna la crescente foga in ingresso di curva; la stabilità e sempre ben avvertibile e si ha chiara in ogni istante la quantità di aderenza impegnata, mentre la spinta a dir poco generosa del sei cilindri biturbo assicura lo scatto necessario per “chiudere” quando e come si vuole ogni volta.
Cuore della Competition è infatti il “sei in linea” con due turbocompressori strettamente derivato dall’unità di M3 ed M4, qui con 410 cv disponibili da 5’250 giri, ma sfruttabili in allungo anche oltre i 7’000 giri per apprezzare il suono più metallico di questo frazionamento dalla rotondità piena e magica. Seppur “sporcata” e resa più anonima dalla correzione stereo dell’impianto hi-fi di bordo, da fuori la resa è più intensa, con tanto di aggressivi scoppiettii in rilascio.
La coppia è altrettanto robusta – 550 Nm già da 2’250 giri – e permette di risultare altrettanto incisivi nelle fasi di ripresa quando si comanda il cambio automatico sequenziale manualmente, sfruttando di più l’elasticità per evitare la scalata: si può ben fare senza perdere in ritmo. Tanto più che la trasmissione M DCT a sette rapporti – in opzione al cambio manuale standard a sei marce – garantisce passaggi marcia notevolmente secchi e diretti nella regolazione più spinta del suo funzionamento, dotato di “set-up” indipendente rispetto alle modalità di guida per poter combinare la risposta del veicolo secondo la propria vocazione al volante.
Lo scatto da fermo, con questa soluzione tecnica, assicura la massima efficienza, ma anche i consumi più bassi: nelle nostre registrazioni nel corso del test su strade miste, abbiamo rilevato medie attorno ai 9 l/100 km. Peccato però per l’autonomia ridotta, causa serbatoio da soli 52 litri. A bordo ci si sente ad ogni modo ben ispirati e capaci, grazie alla formidabile comunicativa che offre la Competition: lo sterzo è preciso, ma si lascia usare con parsimonia; l’armonia d’insieme è il cappello che lega ogni movimento progressivo della vettura, che in questo modo lascia avvicinare i propri, elevatissimi limiti con una continuità invidiabile che restituisce grande soddisfazione a tutti i livelli di guida. Con gran agilità nel misto stretto, una vera danza tra le curve, ed una bella incisività sul veloce. “Giocattolo” di pregio per chi ama guidare sfruttando le gioie della trazione posteriore, la M2 non disdegna un certo comfort, pur con sospensioni forse troppo rigide e sedili avvolgenti ma non faticosi. L’abitacolo è accogliente ma ben lontano da ogni forma di ricercatezza, con livello di finitura piuttosto essenziale; la seduta del sedile manca di regolazione in profondità, mentre stona un poco il pedale del freno di dimensioni compatte standard e soletta in gomma dozzinale, seppur in presenza di una frenata intensa e di qualità. Ma anche con poche curve a disposizione, la M2 Competition si fa perdonare quasi tutto.

Scheda Tecnica

Modello BMW Serie 2
Versione M2 Competition M DCT
Motore 6 cilindri, (bi)turbo benzina,
3.0 litri
Potenza, coppia 410 cv, 550 Nm
Trazione posteriore
Cambio doppia frizione
Massa a vuoto 1’550 kg
0-100 km/h 4,2 secondi
Velocità massima 250/280 km/h
Consumo medio 10,0-9,9 l/100 km (omologato)
Prezzo 82’850 Chf
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