ULTIME NOTIZIE Opinioni
La formica rossa
8 ore

A Carnevale ogni firma vale?

Si dice che in amore e in guerra tutto sia lecito, ma vale lo stesso nella democrazia diretta?
IL COMMENTO
8 ore

Il pallone sgonfiato e la guerra della disinformazione

È probabile che il pallone non costituisse una vera minaccia, ma la sua presenza nei cieli americani ha assunto una forte valenza geopolitica
IL COMMENTO
2 gior

I due estremi del cerchio

Le criticità del settore sociosanitario e quelle del socioeducativo sono intrinsecamente legate: la situazione è preoccupante
IL COMMENTO
3 gior

L’Udc, la destra italiana e la politica del dispetto

Su entrambe le sponde della Tresa si moltiplicano l’ostruzionismo ai soccorsi dei migranti e le ‘idee balzane’ circa le pratiche d’asilo
Il commento
4 gior

Minchia signor Zelensky

Perché Sanremo è Sanremo, ma non è e non potrà mai essere soltanto musica. Per fortuna
IL COMMENTO
5 gior

L’altra battaglia nel cuore di Mosca

Gli equilibri di potere decideranno le sorti della guerra quanto il campo. Cani sciolti, militari e Fsb: Putin sa come mettere gli uni contro gli altri
IL COMMENTO
6 gior

Da Guzmán a Messina Denaro

Affinità e (soprattutto) divergenze tra gli arresti dei due supercriminali
il commento
1 sett

Tornato Netanyahu, tornate le stragi

Dietro l’escalation di violenza tra israeliani e palestinesi non si può non vedere l’ombra di ‘Bibi’, appena tornato al potere
La formica rossa
1 sett

‘Guerra bbbrutto’

"Esigere la pace" è la presunta soluzione al conflitto in Ucraina di chi si oppone alla consegna dei carri armati a Kiev
IL COMMENTO
1 sett

Soldi finti, pirati veri

Riflessioni sulle dinamiche che, negli ultimi anni, hanno portato al fallimento della squadra rossoblù
IL COMMENTO
laR
 
17.11.2022 - 05:15
Aggiornamento: 19:31

Finanze cantonali, verso il pareggio e oltre

A questo punto varrebbe la pena interrogarsi sul perché dell’insistenza da parte delle forze borghesi sulla necessità di risanare dei conti già sani

finanze-cantonali-verso-il-pareggio-e-oltre
Keystone
Buzz Lightyear candidato ad aprile 23?
In questo articolo si parla di:
  • Come mai si verifica un tale scostamento rispetto al preventivo?
  • Il Dipartimento delle finanze ha perfino anticipato di tre anni l’obbligo impostogli dal Gran Consiglio 
  • Il fronte progressista in parlamento ha sbagliato a non chiedere un emendamento al Decreto Morisoli

A quanto pare i conti dello Stato non sono poi così terrificanti come sembrava: a dircelo è l’aggiornamento intermedio del preventivo 2022 al 30 settembre. Le previsioni del Dfe parlano di un disavanzo di 13,4 milioni di franchi per l’anno in corso. Un risultato migliore di oltre 50 milioni rispetto all’ultimo preconsuntivo (-64,7 milioni). Per non parlare della variazione rispetto al preventivo approvato dal parlamento all’inizio di quest’anno, il quale indicava un disavanzo di quasi 135 milioni di franchi. Come mai si verifica un tale scostamento? Da un lato perché il miglioramento delle stime sul Pil permette di valutare al rialzo l’andamento del gettito fiscale. Poi, perché dalla Banca nazionale sono arrivati 25,6 milioni in più rispetto a quanto previsto e perché la Confederazione ha coperto integralmente i costi legati all’accoglienza dei rifugiati ucraini. A tutto ciò si aggiunge il fatto che sono stati spesi parecchi milioni in meno per l’assistenza sociale, per i sussidi di cassa malati e per il settore dell’asilo (spiace per il Mattino, qualche argomento in meno per la loro narrazione domenicale). Bisogna tra l’altro considerare che per il consuntivo mancano ancora tre mesi contabili: non ci sarà dunque da stupirsi se alla fine di tutto questo giro si arriverà pure al pareggio o addirittura oltre.

Cosa implica in prospettiva una chiusura nettamente migliore rispetto alle attese? Prima di tutto, il quasi equilibrio fiscale raggiunto nel 2022 comporterà minori oneri nel 2023 a livello di accantonamenti sul conto di compensazione previsto dal meccanismo del freno al disavanzo. Inoltre, le minori spese registrate in alcune voci della politica sociale rendono più attendibili le cifre preventivate per l’anno prossimo, in particolare per quel che concerne l’ammontare dei sussidi previsti dalla Ripam.

Ci sono poi le ripercussioni a livello politico: il diligente Dipartimento delle finanze ha fatto talmente bene i compiti che ha perfino anticipato di tre anni l’obbligo di pareggio impostogli dal Gran Consiglio tramite il Decreto Morisoli. Ergo: la favola della spesa pubblica fuori controllo, del disequilibrio strutturale e dell’irrinunciabile manovra di rientro possono tranquillamente andare a farsi benedire. È chiaro che l’anno prossimo verranno a mancare diversi milioni che non arriveranno dalla Banca nazionale. Ma questo è un fattore contingente: le misure draconiane paventate in particolare dal fronte Lega/Udc andrebbero invece a incidere in maniera permanente sul tessuto socioeconomico del nostro Cantone.

A questo punto varrebbe la pena interrogarsi sul perché dell’insistenza da parte delle forze borghesi sulla necessità di risanare dei conti tutto sommato già sani di loro. È proprio qui che, come si suol dire, "casca l’asino". È probabile che Udc, Lega, Plr e Centro stiano già facendo i calcoli di domani, cioè di quando verranno accolte le loro varie iniziative di sgravio a favore dei più abbienti.

In effetti, col senno di poi, il fronte progressista in parlamento ha sbagliato a non chiedere un emendamento al Decreto Morisoli oltre che a combatterlo. In quell’inciso in cui si dice che il pareggio di bilancio nei conti pubblici dovrà essere raggiunto entro la fine del 2025 "senza aumenti d’imposte", sarebbe bastato aggiungere "né deduzioni". Dall’altra parte dell’emiciclo, inebriati dalla prodezza che stavano per compiere, forse non si sarebbero nemmeno accorti del trabocchetto.

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved