ULTIME NOTIZIE Opinioni
IL COMMENTO
7 ore

Il Covid a Sementina. E nelle altre case anziani del Ticino

Solo i vertici della struttura bellinzonese sono stati rivoltati come un calzino: manca un’analisi generale di quanto accaduto altrove
IL COMMENTO
1 gior

Ischia: lo scempio, i condoni, il disastro

La tragedia di Casamicciola è l’ennesima disgrazia frutto di anni di devastazione del territorio italiano a colpi di abusi edilizi e successivi condoni
IL COMMENTO
1 gior

Materiale infiammabile

I ricordi della sfida fra Svizzera e Serbia del 2018 a Kaliningrad sono ancora freschissimi, su entrambi i fronti
IL COMMENTO
2 gior

Imposta di circolazione, dalla confusione al circo

Il pessimo spettacolo della politica: incapace di trovare un’intesa, ma capace di alimentare confusione. E poi chissà perché le urne vengono disertate...
IL COMMENTO
3 gior

Basso Mendrisiotto, il coraggio di osare

Mentre le istituzioni comunali tentennano, a rompere gli indugi sull’aggregazione è un gruppo di cittadini di Balerna
IL COMMENTO
4 gior

La scintilla e la prateria

Le proteste in Cina rivelano il malcontento per le opprimenti politiche ‘zero Covid’ imposte dal governo, e investono la figura di Xi Jinping
il commento
5 gior

Quel generale senza volto

Arriva l’inverno, con tutti i sottintesi e il peso storico che ha per la Russia, soprattutto durante una guerra
IL COMMENTO
1 sett

Diplomazia in scacco in una guerra che si incancrenisce

Con l’inverno alle porte, non si vede la fine del conflitto in Ucraina. Sia Putin che Zelensky non hanno alcun interesse a sedersi al tavolo negoziale
IL COMMENTO
1 sett

L’amore non è un colpo di pistola

Non lo deve essere nemmeno l’informazione quando affronta il fenomeno della violenza sulle donne (contro cui ricorre oggi la Giornata internazionale)
IL COMMENTO
1 sett

Il centro(sinistra) di Mirante e il pragmatismo che serve al Ps

L’addio dell’economista non stupisce nessuno, ma mette i socialisti davanti al rischio di perdere consensi ed eletti in Gran Consiglio. E la destra ride
laR
 
30.09.2022 - 05:15
Aggiornamento: 15:19

Quando la bomba scoppia in mano all’artificiere

Tutti i non sentito dire dei piani alti dell’amministrazione cantonale: dall’ex funzionario del Dss al direttore di scuola media

quando-la-bomba-scoppia-in-mano-all-artificiere
Ti-Press
Non vedo, non sento, non parlo
  • Molestie, mobbing e comportamenti inappropriati di funzionari e dipendenti pubblici. Quei 'non sapevo', 'non abbiamo sentito nulla' che montano la rabbia.
  • Le voci circolano, ma non dove dovrebbero. Eppure nel piccolo Ticino...

Una cosa è una bomba, un’altra è una donna "violata". Pare, infatti, che ai piani alti dell’amministrazione cantonale, dal Dipartimento sanità e socialità a quello che si occupa di educazione, cultura e sport, le antenne funzionino a singhiozzo. Un on e off difficile da giustificare. E allora se un giovanotto si crede un rambo, pronto a far saltare in aria la propria scuola, i radar avvertono il pericolo e lo segnalano; se, diversamente, da corridoi, aule o uffici si rincorrono "voci" dove protagoniste sono donne, quasi sempre nel fiore dell’età, vittime di molestie, mobbing o pesanti attenzioni, nessuno pare sentire, vedere e dunque parlare.

Perché, purtroppo, non è mai la prima volta. Dall’ex funzionario del Dss, condannato per coazione sessuale e violenza carnale, nei confronti di una stagiaire, al dirigente di Unitas, il cui vizietto di allungare le mani sulle utenti era ben noto nell’ambiente dell’associazione di ipovedenti, passando dal maestro di Montagnola, i cui comportamenti sopra le righe lo avevano dipinto come un orco, fino ad arrivare al direttore di scuola media del Luganese, arrestato con l’accusa di atti sessuali con fanciulli, che ieri si è dimesso.

In tutti e quattro i casi, guarda... caso, a scandalo scoppiato, nessuno, fra studenti, genitori, colleghi, soci, conoscenti o altro, ha accennato al classico fulmine a ciel sereno. Le segnalazioni, seppur la maggior parte ancora rivestite dalla leggerezza di un pettegolezzo, erano di dominio pubblico. Così se all’istituto scolastico sapevano dei modi poco ortodossi del docente delle Elementari, nella capitale si chiacchierava da tempo della sensibilità del capoufficio al fascino femminile. Anche sul Ceresio erano già stati avvertiti in passato dagli altri insegnanti i comportamenti inappropriati da parte del professore che, anziché spedito in punizione, avrebbe poi fatto pure carriera.

Nessuno però lassù ha mai sentito nulla. La colpa è sempre di qualcun altro. Quelle ‘voci’ si sarebbero fermate prima, magari nell’ascensore... Facile è, dunque, a posteriori, riempirsi la bocca invocando il diritto di chiamarsi fuori. ‘A noi non è giunto mai nulla!’, come se bastasse questa discolpa per non rispondere al dovere di raccogliere informazioni, anche confidenze, nell’imminenza di nominare un nuovo quadro, un nuovo responsabile. Se Maometto non va alla montagna, ci insegnano, è la montagna che va da Maometto. Del resto nel cv sicuramente nessuno ha mai accennato all’integrità morale.

Hanno dunque parlato giustamente di tradimento e di sfiducia i genitori coinvolti, non solo nel più recente caso. Perché se le ‘voci’ già giravano, nel piccolo Ticino in pochi potevano non sapere. Perché se a un direttore – e in queste inchieste ve ne è più di uno ‘colpevole’ di aver interrotto il telefono senza fili – non passa neppure per l’anticamera del cervello di trasmettere ‘certe’ informazioni, la colpa probabilmente è ancora di chi al vertice della scala non è stato in grado di nominare nei diversi piani responsabili capaci di rispondere con immediatezza, autorevolezza e pugno di ferro a quelle ‘voci’.

Quella necessità di ‘ripartire’ evocata dal Decs – con l’annuncio di nuove misure di controllo – è sì appropriata, ma comunque fastidiosa. Per guardare avanti, infatti, è importante non dimenticare il passato. Altrimenti si finisce, tristemente, per riviverlo. E... altro che rabbia.

Leggi anche:

Caso ex funzionario del Dss, si parlò di avances e non di altro

Manuele Bertoli: ‘Su Unitas non sono a conoscenza diretta’

Slitta a novembre il processo all’ex maestro di Montagnola

‘Anziché il latino spiegava il Kamasutra, possibile?’

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved