il-luganese-avanza-col-freno-tirato
Panoramica di Lugano e dintorni (Ti-Press/archivio)
ULTIME NOTIZIE Opinioni
Commento
1 gior

A scuola di TiSin (elogio del cazziatone)

Le motivazioni della sanzione a una delle aziende di Ticino Manufacturing per aver aggirato il salario minimo lasciano aperta la questione politica
Commento
1 gior

M5S, la diversità di essere uguali

Lo strappo di Di Maio ci fa vedere in controluce il mondo quasi alieno e tutte le bugie che il Movimento ha raccontato prima di tutto a sé stesso
l’ospite
2 gior

Le conseguenze della guerra

Commento
2 gior

Magistratura, se la politica non fa i compiti

Riorganizzazione della Procura: a un anno e mezzo dal mandato conferitole dal Gran Consiglio, dalla commissione ‘Giustizia’ finora nulla di concreto
Commento
3 gior

Calcio femminile a maturazione lenta

I premi provenienti da Fifa e Uefa saranno equiparati per uomini e donne, ma la parità salariale è ancora lontana
Commento
3 gior

Targhe e arte della politica: la vittoria Ppd, la sconfitta Plr

Sulle imposte di circolazione il compromesso i popolari democratici l’hanno raggiunto con la sinistra, non coi liberali radicali. Appunti per il futuro
Commento
4 gior

Giochi di potere a Wimbledon

La politica ha avuto un ruolo nell’esclusione di tennisti russi e bielorussi, Atp e Wta hanno risposto togliendo i punti e inguaiando molti giocatori
Commento
5 gior

Lite Di Maio-Conte, i grillini si sfarinano

Ormai il Movimento 5 Stelle pare condannato alla scissione e a un destino di battibecchi da partitino minore
Commento
6 gior

Ha vinto solo Marine Le Pen

La Francia entra da oggi nell’era della politica liquida, del pericoloso disorientamento e del disincanto: 3 giovani su 4 non si sono recati ai seggi
Sguardo a Nord
1 sett

Casa dolce casa

laR
 
02.02.2022 - 05:30

Il Luganese avanza col freno tirato

Lo sviluppo di Città e agglomerato è rallentato. Lo studio di Angelo Rossi fotografa una situazione socio-economica fragile e preoccupante

Il contenuto di questo articolo è riservato agli abbonati.
Per visualizzarlo esegui il login

«Tua figlia tornerà in Ticino dopo l’università?» «Non credo, si trova benissimo a Zurigo e credo preferisca restare lì. Del resto, io stesso le ho consigliato di non tornare subito. Oltre Gottardo ci sono più opportunità professionali e sono meglio retribuite». Questo scambio di battute fra due genitori ultracinquantenni negli ultimi anni sta diventando quasi un tormentone. Un tormentone confermato dallo studio sul Luganese dell’economista Angelo Rossi, (cfr. pagg. 14 e 15). L’istantanea di Rossi parla di un’economia che marcia sul posto ormai dal 2015, a partire dalla crisi bancaria internazionale che ha colpito la piazza finanziaria luganese, ma non è detto che il rallentamento e la stagnazione debbano continuare anche nei prossimi anni, con effetti sfavorevoli anche sul resto del cantone.

Quali sono i possibili rimedi? Secondo l’economista, basterebbe mettere in cantiere nelle infrastrutture viarie quel miliardo di franchi di investimenti definiti dalle autorità politiche da un decennio. Il consigliere nazionale Fabio Regazzi propone di sfruttare maggiormente le potenzialità dell’Ente regionale di sviluppo, ma cambiando mentalità, cominciando a ragionare a livello distrettuale, invece di continuare a coltivare solo il proprio ‘orticello’. La Città di Lugano, impegnata soprattutto a uscire dalle difficoltà finanziarie e dagli ingenti debiti, negli ultimi anni è parsa meno disponibile a collaborare e a farsi aiutare, come nel caso del Polo sportivo e degli eventi, per il quale il sostegno finanziario è stato chiesto in ritardo ai Comuni del comprensorio.

Il quadro tracciato da Rossi mette in risalto come le difficoltà economiche degli ultimi anni abbiano determinato una diminuzione significativa del saldo migratorio e demografico nel Luganese. All’origine del calo, ci sono l’invecchiamento della popolazione e le partenze dei giovani che lasciano l’agglomerato, o per formarsi e specializzarsi, o per cercare oltralpe un’occupazione che corrisponda al loro livello di formazione. L’economista mette il dito nella piaga e invoca misure che migliorino l’accesso al mercato del lavoro nel distretto ai lavoratori residenti qualificati. Misure che possono essere prese solo dal Cantone, visto che i Comuni non hanno competenze oltre la scuola dell’obbligo e non possono intervenire.

L’emigrazione dei giovani può però essere frenata, sempre secondo Rossi, anche migliorando la qualità della vita nelle zone residenziali del distretto. L’economista propone misure mirate a rovesciare le tendenze negative in atto, per far ripartire gli investimenti nel settore privato, in particolare tramite il sostegno alla creazione di nuove aziende. Gli investimenti privati devono però essere sempre sostenuti da quelli pubblici nelle infrastrutture, come gli interventi contenuti nel Programma d’agglomerato di terza generazione (Pal 3). I posti di lavoro che vengono creati dalle attività economiche nell’agglomerato, dovrebbero essere occupati da persone che risiedono nel Luganese e non da frontalieri o da pendolari provenienti dal resto del cantone, scrive Rossi. Occorre incrementare l’attrattività del Distretto, attraverso provvedimenti che facilitino l’insediamento anche a giovani famiglie. In ogni caso, le retribuzioni più basse elargite in Ticino, rispetto al resto della Svizzera, non contribuiscono a richiamare i giovani partiti oltre Gottardo per studiare, né a invertire una preoccupante tendenza al declino.

Seleziona il tag per leggere articoli con lo stesso tema:
agglomerato economista investimenti luganese sviluppo
Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved