ULTIME NOTIZIE Opinioni
Commento
1 gior

Zanchi, Bossalini, la malerba e la capacità di rimanere zen

Nella battaglia politica che si combatte attorno al Corpo di polizia di Locarno, la fretta è cattiva consigliera per capodicastero e comandante
La formica rossa
2 gior

Bum! Bal(l)istica elettorale

L’ennesima trovata di Nussbaumer e No Vax assortiti preferisce non prendere le armi, ‘per intanto’
Commento
2 gior

La metamorfosi del franco: da kriptonite ad acquasanta

Di fronte al rialzo dei tassi deciso dalla Bns potremmo ripetere: ‘Jusqu’ici tout va bien’. Ma il problema non sta nella caduta, bensì nell’atterraggio
il commento
3 gior

Il grande ricatto di Putin

Con la mobilitazione parziale la guerra entra in casa di milioni di russi. Washington è convinta che il tempo giocherà contro il leader del Cremlino
Commento
4 gior

Valera è la cosa giusta

Tagliare il traguardo del Puc ha richiesto tempo e coraggio. Anche quello di resistere alle lusinghe delle lobby
Commento
5 gior

Rito dunque sono

Siamo in molti a lasciarci suggestionare dal rituale del saluto alla Regina per la sua capacità di stimolare un senso di riconoscimento trasversale
Commento
6 gior

Putin: troppo piccolo per il Grande Gioco

Il summit di Samarcanda ha rivelato tutte le crepe nelle relazioni tra la Russia, la Cina e gli altri aspiranti a un ‘nuovo ordine mondiale’
Commento
1 sett

Erdogan e il gioco delle tre carte

Erdogan si schiera ambiguamente un po’ con tutti, a seconda di quel che gli conviene. Un equilibrismo che nasconde nuove mosse, anche in Europa
Commento
1 sett

L’isola delle rose

Di ‘Candle in the Wind 1997’ è già stato scritto? E di Elisabetta II che chiede a Eric Clapton ‘anche lei suona la chitarra?’...
Commento
1 sett

Federer, il più amato

Lo svizzero è stato superato da Nadal e Djokovic come numero di Slam vinti, eppure è la dimostrazione che certi talenti occupano un posto speciale
laR
 
20.09.2021 - 16:50
Aggiornamento: 17:09

Metti la Svizzera nell’‘anglosfera’

Lo strano gioco delle alleanze ha messo la Francia in un angolo. Berna guarda decisa verso Londra e, soprattutto, Washington

di Aldo Sofia
metti-la-svizzera-nell-anglosfera
Joe Biden nel giorno dell’annuncio dell‘Aukus (Keystone)

Ragazzi, cominciamo a studiare seriamente cosa sia l’“anglosfera”, perché a questo punto non possiamo escludere che la Svizzera ci finisca dentro. Scusate, dobbiamo subito andar per specialisti, e ci vuole un po’ di pazienza. Dunque, definizione di “anglosfera” da parte della rivista di analisi internazionale “Limes”: trattasi di un’idea potente ed evocatrice più che di una realtà geo-politica già operativa, con cui si vorrebbe rimettere insieme i pezzi dell’ex impero britannnico ma in una versione oggi inevitabilmente a guida americana. Il fatto è che l’“anglosfera” ha emesso finalmente il suo primo vagito con la nascita del Patto di difesa “Aukus” (acronimo di Australia, United Kingdom, United States), e decisione di Canberra, su richiesta di Washington, di stracciare un contratto con la Francia da 50 miliardi di euro per la fornitura di una flotta di sottomarini. Quei fondi andranno all’Aukus per concretizzare un sistema di contenimento anti-cinese nel Pacifico. Pechino sta forse preparando una guerra? Ovviamente no. Ma, pensano gli strateghi “anglosferisti”, una bella pressione militare è un segnale necessario, e potrebbe costringere la Cina a svenarsi nella corsa agli armamenti, magari andando a schiantarsi come accadde all’Urss.

E noi ingenui, che pensavamo che il nuovo ‘rivale sistemico’ dell’Occidente per ‘uncle Joe Biden’, oggi il nemico numero uno dei ‘superiori’ sistemi liberali, andasse contrastato con un’alleanza democratica forte e decisa nel procedere insieme sul fronte della competitività commerciale, tecnologica e digitale. Adesso basta, decreta invece l’uomo della Casa Bianca, il gioco si è fatto duro e dobbiamo avere in campo i nostri duri, con l’Aukus. E che gli alleati europei – inizialmente corteggiati dall’America ‘che torna’ – stiano al loro posto, che già abbiamo fatto loro il favore del ritiro da Kabul. Prima vittima della ‘crisi dei sottomarini’, l’umiliata e furibonda patria di Macron, che esercita un po’ di diplomazia muscolare per salvare l’orgoglio “de la patrie”.

Ma la Svizzera, che c’entra? Ah sì, scusate, la Svizzera. È che una Francia stizzita ha anche deciso di annullare la ‘visita di lavoro’ che avrebbe dovuto introdurre il nostro Guy Parmelin negli scintillanti saloni dell’Eliseo. La ragione? Nella sua caccia al….caccia, Berna – che avrebbe potuto svelenire la tensione con l’Ue – ha snobbato l’Europa e soprattutto l’offerta dell’aereo francese Rafale. Viene preferito l’acquisto di 36 esemplari dell’americano F-35. Che sarà anche la Ferrari dei cieli, ma che ci costerebbe, se tutto va bene, la modesta sommetta di 20 miliardi, fra acquisto e manutenzione. Il fatto è che da inizio anno l’F-35 è al centro di dure polemiche negli stessi Usa in particolare dopo il rilevamento di più di 800 carenze tecniche, di cui 10 a rischio incidenti mortali. Il presidente della Commissione forze armate del Congresso ha sentenziato: ‘Finiamola di gettare soldi in questo pozzo senza fondo’. No, Berna ce li vuole gettare. Ma non è che pensa di assoggettarsi ancora di più al volere di Joe Biden, chiedendo di aderire all’“anglosfera”, con un piccolo sconto sugli F-35 e con relativa deroga alla qualità della lingua di Shakespeare?

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved