ULTIME NOTIZIE Opinioni
IL COMMENTO
16 ore

Granit Xhaka non ha perso la testa

Lo sapevamo tutti che per il ragazzo dalle origini kosovare quella contro la Serbia non è mai una partita qualsiasi
IL COMMENTO
2 gior

Il Covid a Sementina. E nelle altre case anziani del Ticino

Solo i vertici della struttura bellinzonese sono stati rivoltati come un calzino: manca un’analisi generale di quanto accaduto altrove
IL COMMENTO
3 gior

Ischia: lo scempio, i condoni, il disastro

La tragedia di Casamicciola è l’ennesima disgrazia frutto di anni di devastazione del territorio italiano a colpi di abusi edilizi e successivi condoni
IL COMMENTO
3 gior

Materiale infiammabile

I ricordi della sfida fra Svizzera e Serbia del 2018 a Kaliningrad sono ancora freschissimi, su entrambi i fronti
IL COMMENTO
4 gior

Imposta di circolazione, dalla confusione al circo

Il pessimo spettacolo della politica: incapace di trovare un’intesa, ma capace di alimentare confusione. E poi chissà perché le urne vengono disertate...
IL COMMENTO
5 gior

Basso Mendrisiotto, il coraggio di osare

Mentre le istituzioni comunali tentennano, a rompere gli indugi sull’aggregazione è un gruppo di cittadini di Balerna
IL COMMENTO
6 gior

La scintilla e la prateria

Le proteste in Cina rivelano il malcontento per le opprimenti politiche ‘zero Covid’ imposte dal governo, e investono la figura di Xi Jinping
il commento
1 sett

Quel generale senza volto

Arriva l’inverno, con tutti i sottintesi e il peso storico che ha per la Russia, soprattutto durante una guerra
IL COMMENTO
1 sett

Diplomazia in scacco in una guerra che si incancrenisce

Con l’inverno alle porte, non si vede la fine del conflitto in Ucraina. Sia Putin che Zelensky non hanno alcun interesse a sedersi al tavolo negoziale
IL COMMENTO
1 sett

L’amore non è un colpo di pistola

Non lo deve essere nemmeno l’informazione quando affronta il fenomeno della violenza sulle donne (contro cui ricorre oggi la Giornata internazionale)
IL COMMENTO
1 sett

Il centro(sinistra) di Mirante e il pragmatismo che serve al Ps

L’addio dell’economista non stupisce nessuno, ma mette i socialisti davanti al rischio di perdere consensi ed eletti in Gran Consiglio. E la destra ride
laR
 
28.07.2021 - 05:30
Aggiornamento: 18:02

Altri sgravi? L'offensiva liberale va controcorrente

La concorrenza fiscale intercantonale è un dato di fatto. Ciò che pare sfuggire al Plrt è che nel mondo post Covid il vento sta girando da un'altra parte

altri-sgravi-l-offensiva-liberale-va-controcorrente
La proposta del Plrt comporterebbe una diminuzione del gettito di almeno 30 milioni

Le riforme che riducono le imposte ai più ricchi non hanno nessun effetto significativo sulla crescita economica di un Paese. È questa la tesi principale dello studio ‘The economic consequences of major Tax Cuts for the rich’, condotto dalla London School of Economics.

È molto probabile che i granconsiglieri del Partito liberale radicale ticinese (Plrt) non abbiano ancora letto lo studio britannico pubblicato nel dicembre 2020. Oppure se l’hanno fatto, hanno deciso di ignorarlo. Poco importa. Sta di fatto che la squadra guidata da Alessandro Speziali è giunta alla conclusione che era questo il momento opportuno per presentare una proposta di riduzione dell’aliquota massima dell’imposta sul reddito delle persone fisiche. Un’iniziativa che mira a sgravare in due tappe i redditi più alti, portando l’aliquota dal 15 al 13 per cento nel 2024, per poi attestarsi all’11,5 a partire dal 2026. Lo scopo, stando ai liberali, è mantenere l’attrattività del Ticino agli occhi dei grandi contribuenti.

Da un lato hanno ragione, la concorrenza fiscale intercantonale è un dato di fatto. Ma quello che pare essere sfuggito al Plrt è che nel mondo post-Covid il vento sta girando da un’altra parte (Biden e la global tax del 15% insegnano). Non sarebbe affatto strano che più presto che tardi anche in Svizzera si riapra il dibattito sulla corsa al ribasso attuata dai Cantoni in materia di tassazione.

Nel frattempo gli specialisti del Centro di competenze tributarie della Supsi hanno stimato in circa 30 milioni di franchi il costo del pacchetto presentato ieri. Una possibile compensazione per il fisco potrebbe arrivare dall’aumento del moltiplicatore cantonale d’imposta, tramite una decisione del Gran Consiglio di abrogare la riduzione di quattro punti decisa in precedenza. Una mossa che il popolare democratico Maurizio Agustoni non ha esitato a definire “paradossale”, in quanto implicherebbe “che il ceto medio debba pagare più imposte per finanziare il sostanzioso sgravio al 2,7% più ricco della popolazione”. A sinistra invece il no alla proposta di sgravi è netto: si tratta, secondo Ivo Durisch, capogruppo socialista, di “un’iniziativa ingiusta, ingiustificata e inopportuna”.

Che poi sia il partito del consigliere di Stato Christian Vitta a farsi avanti con un atto parlamentare di questo tipo non può che farci riflettere. Quanto è coinvolto il direttore del Dfe nell’allestimento di questo progetto? E poi: come mai si è tutt’a un tratto disposti a rinunciare a una trentina di milioni di gettito quando, è noto, la casse dello Stato sono ancora sofferenti a causa della pandemia? Non eravamo tutti preoccupati per il deficit pubblico (intorno ai 160 milioni)? Che cosa è cambiato?

‘L’umanità è più importante dei nostri soldi. Per favore, tassateci, tassateci, tassateci”. Era l’appello dei ‘Millionaires for the Humanity’. Miliardari di tutto il mondo che chiedono alle autorità di aumentare le loro imposte per “riequilibrare il mondo prima che sia troppo tardi”. Si riferivano tra l’altro alla pandemia come un’opportunità, una circostanza che ha messo in evidenza come certi problemi non possano essere risolti né con la beneficenza, né tantomeno con l’obsoleta teoria del ‘trickle down’ (sgocciolamento).

Certo che oggi la cosiddetta ‘offensiva liberale’ sembra andare controcorrente.

Leggi anche:

'Rendere il Ticino fiscalmente attrattivo per i redditi alti'

Tassiamoli, tassiamoli, tassiamoli

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved