da-proprietari-dell-fc-lugano-a-sponsor
+5
ULTIME NOTIZIE Opinioni
Commento
1 gior

Viaggio nell’arena (flatulente) della Rai

La decisione del direttore generale della tv di Stato italiana di separare i talk show dall’informazione ha sollevato una mezza rivolta
L’ANALISI
1 gior

Non è la panacea, ma proviamoci

La Sfl ha approvato il nuovo format della Super League: 12 squadre e playoff
Commento
2 gior

Il disagio psichico e il circo Barnum dei social

Un tempo erano donne barbute e nani ad attrarre la gente nei circhi, oggi il disagio psichico esposto impietosamente attira i click degli utenti del web
Commento
2 gior

Schröder, poltrone come matrioske

I tedeschi gli chiedono di mollare i suoi incarichi russi e lui ne fa spuntare altri. Il vizio tropical-mediterraneo della sedia incollata non ha confini
Commento
3 gior

L’eterno declino degli Usa

La strage razzista di Buffalo è l’ennesimo, tragico sintomo di un Paese diviso, le cui fratture interne sono speculari alla potenza militare
Commento
3 gior

Il Vescovo di Lugano e il vasetto (vuoto) di marmellata

Il prete del Mendrisiotto, fermato ubriaco e con precedenti accuse di molestie, ci porta a riflettere sul binomio superato di misericordia e giustizia
Commento
4 gior

TiSin, la Lega e l’arte della fuga

I granconsiglieri Aldi e Bignasca abbandonano il sindacato giallo che ha cercato di aggirare la legge sul salario minimo. Eppure molti minimizzavano
Commento
5 gior

Matignon: trent’anni dopo, una donna

Donna, autorevole, di sinistra e di sensibilità ambientale: Élisabeth Borne è la nuova prima ministra francese
Commento
6 gior

Lo Stato e la diligenza del buon padre di famiglia

La retorica della destra è riuscita a fare breccia: il pareggio nei conti pubblici andrà raggiunto entro la fine del 2025
Commento
1 sett

A braccetto con Erdogan, pur di avere ragione

Siamo disposti a tutto pur di confermare le nostre tesi, perfino di accompagnarci a Erdogan che impallina i nuovi ingressi Nato per proprio tornaconto
laR
 
22.06.2021 - 05:30
Aggiornamento : 11:31

Da proprietari dell'Fc Lugano a sponsor

Angelo Renzetti sta cercando una soluzione con gli investitori per quantomeno assicurarsi una collaborazione che compensi la mancanza di capitali

Il contenuto di questo articolo è riservato agli abbonati.
Per visualizzarlo esegui il login

Tanto rumore per nulla, quindi. Il rumore fatto da chi da settimane si professa già nuovo proprietario – e come tale si comporta, sottoscrivendo contratti impegnativi – ma senza cacciare il grano che serve alla finalizzazione di un accordo che a questo punto o salta o slitta a data da stabilire. Il rumore fatto dalle parole dello stesso Renzetti che, di fronte ai tentennamenti dei suoi interlocutori e a promesse che non state mantenute, ha fatto cattivi pensieri, arrivando a dire di temere una frode.

Il rumore all’atterraggio a Milano del volo che ha portato a ridosso del confine elvetico l’allenatore Abel Carlos da Silva Braga, pure lui già nominato e messo sotto contratto – ma da chi? E a quale titolo? – salvo poi essere in attesa del permesso di lavoro che gli impedisce di entrare in Svizzera e, di fatto, di anche solo pensare di essere il tecnico dei bianconeri per la prossima stagione. Il rumore fatto dai passi di Thyago Rodrigo De Souza, che si è già mosso a Cornaredo come il padrone di casa, sciarpa bianconera al collo, con le chiavi del maniero in mano, ma senza il titolo per poterlo fare. Se non l’autorizzazione da parte di chi avrebbe forse fatto meglio a chiedergli maggiore discrezione, in attesa della ratifica degli accordi presi. Chiamasi profilo basso, per lo più apprezzato.

Tanto, troppo rumore, per nulla. Per arrivare al punto in cui Angelo Renzetti si ritrova praticamente daccapo, costretto a restare in sella nonostante pensasse di essersi sganciato, poiché la mancata concessione della mini licenza da parte della Lega costringerà lui a proseguire con la licenza attuale, quella sulla quale ci sono le sue firme e, soprattutto, le sue garanzie bancarie. Un’eventualità che potrebbe anche fare la gioia dei tifosi bianconeri e degli appassionati di calcio in generale, che subodoravano da giorni la mal parata, e che in Renzetti vedono – a giusta ragione – un dirigente serissimo e attaccato ai colori, che da dieci anni fa salti mortali e pure qualche miracolo per tenere in movimento il carrozzone, pressoché da solo. Bene, ma non va dimenticato che se Renzetti ha ceduto alle lusinghe di imprenditori dai quali oggi può a giusto titolo sentirsi “tradito”, è perché è al limite, sul piano delle risorse e, probabilmente, anche delle energie psicofisiche. Tocca ancora a lui, quindi in queste ore si sta adoperando per cercare una collaborazione con chi gli ha promesso investimenti (quindi soldi) per quantomeno ricavarne un vantaggio per il suo Lugano.
Così facendo, però, si rinvia l’inevitabile, una cessione che è nei suoi piani e che per il momento rientra solo perché i suoi interlocutori non si sono dimostrati all’altezza di quanto hanno promesso.

Quanto corretto sia instaurare una collaborazione con chi non ha nemmeno iniziato e già ha pasticciato e lasciato a desiderare, lo dirà il tempo. Renzetti vuole trarre il massimo da una relazione che potrebbe proseguire, ma con presupposti diversi da quelli contenuti nei piani originali. L’azionista di maggioranza è ancora lui. Dal suo punto di vista, tanto vale trarre il massimo da questa vicenda e vedere se c’è il modo di trovare un terreno d’intesa che faccia l’interesse della società che continua a dirigere. Legittimo, anche se vi è il rischio di trascinare nel tempo una situazione che, per come è iniziata e per come si è sviluppata, pare già compromessa.

Leggi anche:

Alla fine Renzetti il Lugano se lo tiene

Seleziona il tag per leggere articoli con lo stesso tema:
angelo renzetti fc lugano
Guarda tutte le 9 immagini
Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved