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laR
 
28.05.2021 - 05:30
Aggiornamento : 18:57

Tre corsie, troppe delusioni

Ustra e Cantone dovranno conquistare il consenso anche delle popolazioni di Mendrisiotto e Basso Ceresio. E non sarà facile

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Gli abitanti di Mendrisiotto e Basso Ceresio faranno mai pace con il traffico e le colonne in autostrada? Oggi è difficile dare una risposta, persino più di ieri. Sulla carta è arduo capire se la soluzione trovata a livello federale per districare gli ingorghi sull’A2 e frenare il travaso di veicoli sulle strade cantonale e locali sarà quella giusta. L’Ufficio federale delle strade, l’Ustra, non ha dubbi e procede dritto per la sua… strada. Quanto al Cantone, chiusa la consultazione fra i Comuni toccati dal potenziamento del principale asse viario, ha sposato, di fatto (anche se non in toto), questa strategia. Lo convince il sistema della terza corsia dinamica (da aprire alla bisogna negli orari di punta); lo persuadono gli ampliamenti delle gallerie, lì fra Mendrisio e Lugano; non lo fa entusiasmare, invece, lo svincolo di Melano. Tant’è che l’Ustra ha deciso di chiedere un secondo parere a uno specialista. Il punto è che quelli da conquistare, adesso più di prima, sono le popolazioni locali. Almeno una parte, infatti, non ne vuole proprio sapere di interventi che, per finire, non restituiscono appieno paesaggio e qualità di vita alla quotidianità. Ovvero beni preziosi ormai persi da tempo. Quindi, se davvero l’Ustra, come dichiara, è intenzionato a raccogliere il consenso sul progetto ribattezzato PoLuMe - progetto determinato a potenziare il tracciato autostradale fra Mendrisio e Lugano -, dovrà alzare le sue quotazioni.

In effetti, ci vuole più di un ‘minimo comune denominatore’ per costruire una larga intesa. Ma tant’è, oggi siamo a questo nuovo punto di partenza. E bisognerà farselo bastare, confidando che lo ‘spiraglio’ - come lo definiscono i promotori della petizione a cui hanno aderito 6’300 cittadini della regione - aperto sulla possibile revisione dell’intervento a Melano, segni la strada verso una riflessione corale generalizzata. Per i firmatari, infatti, la variante che piace al Cantone così come alla Commissione regionale dei trasporti del Mendrisiotto e Basso Ceresio non risolve fino in fondo i problemi. Anzi, sacrifica ulteriori porzioni di territorio per fare largo a un traffico che, stando agli esperti, non smetterà di crescere. Una previsione sconfortante, quella confermata dall’Ustra, se si pensa alle risorse (anche finanziarie) spese in questi anni per rafforzare il trasporto pubblico e diffondere altre forme di mobilità. Nel Mendrisiotto ne sanno qualcosa, eccome. È di una settimana fa il via libera cantonale ad altre decine di milioni a sostegno di una mobilità sostenibile. È di questi giorni il varo di una rete regionale di bike sharing decisa a sostituire qualche auto con bici a noleggio condivise. Sarebbe difficile, dunque, digerire l’idea che tutto ciò non basta mai per contribuire ad allentare la morsa del traffico.

Neppure la speranza di veder prolungare AlpTransit a sud, del resto, è stata sufficiente a evitare un potenziamento dell’A2. I responsabili dell’Ustra sono stati chiari: senza terza corsia dinamica e ulteriori infrastrutture correlate, l’asse stradale principale non ce la farà a reggere la transizione verso il 2050 e la trasversale ferroviaria alpina tutta intera. Non si sfugge. Intanto, tra i momò circola già il timore che, una volta investiti quasi due miliardi sulle strade, la rotaia veloce potrà anche attendere. 

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