gli-illeciti-finanziari-e-il-criptoparlamento
ULTIME NOTIZIE Opinioni
Commento
22 ore

Rotto l’argine della dialettica, Ppd e Plr pensino al futuro

Lo scambio di cortesie tra Dadò e Speziali non è per forza un male. Però entrambi sappiano che protagonista non è il dibattito politico, ma chi fuori soffre
Commento
22 ore

Forse è tardi, per parlare dei brevetti dei vaccini

Sospendere la proprietà intellettuale sui vaccini per il Covid potrebbe non avere gli effetti sperati. Ma ugualmente dovremmo ripensare il sistema dei brevetti
Commento
1 gior

La ‘Corona Diktatur’ degli uomini forti

India e Brasile, due esempi inquietanti che ci dicono che nemmeno le autocrazie riescono a fare meglio nella gestione della pandemia
Commento
2 gior

Trump, quella di Facebook è una censura lecita ma maldestra

La sospensione a tempo indeterminato dell'ex presidente è una sanzione vaga e priva di base normativa. La “corte suprema” del social network chiede chiarezza, probabilmente invano
DISTRUZIONI PER L’USO
2 gior

Classici e razzismo: precisazioni su Howard (e Marion)

L'università afroamericana non chiude il dipartimento di ‘Classics’ per via della ‘cancel culture’. Ma in Italia e in Ticino si preferisce non verificare
Commento
3 gior

Il non rinnovo di Pelletier, un epilogo in parte già scritto

Non si tratta di un fulmine a ciel sereno, ma la fine di un capitolo probabilmente solo rimandato dalla pandemia
Commento
3 gior

I guardiani della risata

Per molti, se una battuta non ci fa ridere, non deve ridere nessuno. Ma per il comico Ricky Gervais "se ti senti offeso, non è detto tu abbia ragione"
Commento
13.04.2021 - 05:300
Aggiornamento : 13:26

Gli illeciti finanziari e il criptoparlamento

Pagamenti in bitcoin, inascoltati i moniti di polizia e magistratura: il Gran Consiglio tira dritto e dice sì al progetto pilota. Disorientante, come minimo

Il sostituto procuratore generale Andrea Maria Balerna e il responsabile della Polizia giudiziaria Thomas Ferrari sono stati chiarissimi a proposito della criminalità finanziaria: occorre essere "consapevoli della sua pericolosità sociale"; è come "un cancro, in grado di intaccare l'intero tessuto economico". Parole pronunciate ieri mattina nella conferenza stampa indetta da Ministero pubblico e forze dell'ordine per fare il punto sulle inchieste riguardanti malversazioni di vario genere commesse o tentate in Ticino. Nel pomeriggio il Gran Consiglio, un sordo Gran Consiglio, con quarantotto voti favorevoli e trentasei contrari, ha aperto le porte alla possibilità per i cittadini di pagare determinati servizi erogati dal Cantone in bitcoin, cioè con la più nota delle criptovalute, che non sono certo fra gli strumenti più trasparenti. Per la precisione la maggioranza parlamentare ha detto sì a un progetto pilota. D'accordo. Ma il segnale che giunge dal Palazzo della politica cantonale è preoccupante. A nulla sono serviti i moniti dei rappresentanti delle autorità penali inquirenti.

Vani i moniti di Balerna e Ferrari. Vani anche, in particolare, quelli formulati in precedenza, nero su bianco, dal capitano della Cantonale Orlando Gnosca, interpellato dalla Gestione durante l'esame commissionale del dossier. Le considerazioni dell'ufficiale sono state inserite, dai rispettivi relatori, sia nel rapporto di minoranza sia nel rapporto di maggioranza poi accolto dal plenum. "Come forze dell'ordine, osserviamo il tema delle criptovalute soprattutto dal punto di vista degli illeciti che con esse vengono commessi e che proprio per questo aspetto di grande anonImato sono usate massicciamente in tutti gli ambiti illegali". E ancora: "Da decenni la comunità internazionale sta lottando contro i reati legati al denaro contante, ora ci troviamo di fronte a una nuova entità che sostituisce il denaro contante e che è ancora più facilmente occultabile".

Questo e altro ha scritto all'indirizzo della commissione parlamentare il capo del Reparto giudiziario 1 della Polizia cantonale, del quale fanno parte, oltre alla Scientifica, le sezioni investigative che indagano sui reati finanziari, su quelli contro il patrimonio e sui reati informatici. Niente da fare. Il Gran Consiglio ha deciso di procedere comunque: vai con il test. È una sorta di cortocircuito istituzionale, con la polizia e la magistratura che predicano una cosa e la politica che ne fa un'altra. Disorientante, come minimo.

 

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved