lugano-come-berna-accerchiata-da-assembramenti-e-incoerenze
ULTIME NOTIZIE Opinioni
Commento
3 ore

Quel pacco sulla porta e il futuro del lavoro

Dal mondo dei trasporti e delle consegne arriva un assaggio di quello che potrebbe essere l’avvenire di tutti, se non ci diamo una mossa
Commento
7 ore

Monsignor Azzolino Chiappini prosciolto, bene. E i motivi?

Solo una comunicazione ufficiale completa può fugare ogni dubbio, anche residuo. Da questo punto di vista la recente nota della Procura è un pessimo esempio
L'analisi
1 gior

Usa e Russia, una guerra molto fredda

Lo spostamento di bombardieri B52 in Norvegia può provocare un'escalation nell'Artico, nuovo campo di battaglia per le superpotenze mondiali
LA formica rossa
2 gior

I soldi comprano le parole e anche i diritti

Subordinare la naturalizzazione al fatto di non aver chiesto aiuto all'assistenza per 10 anni è l'ennesimo esempio della stessa mistificazione politica
Commento
2 gior

Bifolco e farabutto lo diciamo troppo poco

Le parole e l'uso (morigerato) che ne facciamo. Abbiamo perso di vista gli aggettivi, tesori inestimabili che ci intimidiscono
Commento
2 gior

Iniziativa ‘anti-burqa’, c’è del buono nel pot-pourri

Il Comitato di Egerkingen vuole fermare 'l’islamizzazione della Svizzera' vietando il velo integrale. Ma esistono già gli strumenti per far fronte a derive
Commento
3 gior

Le emozioni dello sport vanno condivise

Gioia e orgoglio per una medaglia o una vittoria vanno liberate e date in pasto alla gente, parte integrante dello strano mondo denominato sport
Commento
4 gior

I soldi, lo sballo, il gioco dello stupro tra Pornhub e Genovese

Di prima mattina, al semaforo, sull’utilitaria davanti a me mi colpiscono i colori squillanti di un adesivo a tutto lunotto: “Pornhub”
Commento
4 gior

Tony Judt, OpenLux e la cassaforte delle ingiustizie

Un’inchiesta giornalistica racconta di come il Lussemburgo sia la capitale dell’elusione fiscale: una scappatoia che mette a rischio lo stato sociale di intere nazioni
Commento
17.12.2020 - 06:100
Aggiornamento : 10:18

Lugano come Berna accerchiata da assembramenti e incoerenze

Il Municipio torna a discutere di mercatini natalizi, mescite in piazza e del rispetto delle norme contro la diffusione del coronavirus

Per alcuni è una caccia alle streghe senza precedenti, altri vorrebbero interventi più decisi da parte della polizia e non esitano a definire, come i socialisti, fallimentare la strategia del Municipio di Lugano contro gli assembramenti 'selvaggi'. I mercatini di Natale, i giovani e meno giovani che si radunano in pensilina e in piazza dopo l'orario di chiusura degli esercizi pubblici sono stati accusati di creare situazioni inopportune in questa seconda ondata di pandemia di Covid-19. L'associazione degli artigiani respinge le accuse e non ci sta fare il capro espiatorio. Quelle immagini riprese sabato sera a loro dire hanno tratto in inganno. La casette, il cui accesso è sorvegliato e contingentato a 90 persone erano chiuse dalle 19. D'altro canto, l'appuntamento annuale delle bancarelle nel periodo natalizio è un luogo di socializzazione che attira gente in centro città e potrebbe favorire i focolai.

Le polemiche a Lugano assomigliano parecchio al dibattito in corso a Berna. In un contesto, però, di messaggi discordanti da parte delle autorità politiche, a cominciare da quella federale senza contare i Cantoni che decidono in ordine sparso. La sensazione è che si navighi a vista calibrando le restrizioni in base ai quotidiani numeri ballerini di contagi da Covid, decessi e tasso di occupazione degli ospedali. Ora però la Svizzera, che malgrado le critiche ha dato luce verde alla pratica dello sci, si sente occhi puntati addosso dai Paesi confinanti. Se ne saprà di più venerdì quando il Consiglio federale annuncerà nuove disposizioni e forse addirittura confinamenti almeno parziali per ridurre cifre preoccupanti. Lo stesso sentimento di accerchiamento lo sta vivendo la Città di Lugano, perché ha deciso (a maggioranza) di lasciare spazio alle casette di Natale. Il quadro che emerge è tuttavia quello di incoerenza generale, con molteplici contraddizioni che inevitabilmente generano confusione non soltanto fra i giovani, che in classe e sui mezzi pubblici si ritrovano in gruppo, mentre fuori all'aperto non possono. Questi segnali contrastanti risultano anche da decisioni e approcci discutibili; da una parte, si pongono limiti importanti agli esercizi pubblici, dall'altra si è lasciato fare il Black Friday e nei grandi magazzini ci sono situazioni al limite benché la clientela indossi la mascherina. 

Forse la polizia cittadina avrebbe potuto intervenire sabato sera in piazza della Riforma e nei ripetuti assembramenti di giovani in Pensilina. Non tanto per sanzionare, quanto per sensibilizzare una volta di più al rispetto delle norme di comportamento introdotte per limitare la diffusione del coronavirus. Girare fra la gente in divisa potrebbe bastare a rendere più attento chi ha la guardia (e la mascherina) abbassata. Quale coniglio possa estrarre dal cappello l'esecutivo cittadino nella riunione di oggi, in base al rapporto della polizia, per evitare il ripetersi di situazioni allarmanti è difficile prevederlo. Ribaltare il via libera al villaggio natalizio pare poco praticabile. In gioco c'è però la credibilità delle istituzioni di fronte a una situazione anormale che fa soffrire la società in cui aumentano le problematiche psicologiche. L'auspicio è che almeno dalle discussioni e dalle eventuali decisioni a Palazzo civico emerga maggiore coerenza

© Regiopress, All rights reserved