Samuel Golay
Commento
27.04.2016 - 10:400
Aggiornamento : 15.12.2017 - 17:10

Tisana, Mereu e le occasioni perse

E, alla fine, niente conferenza di Gabriella Mereu a Lugano. Gli organizzatori di Tisana, dopo le critiche per la presenza di una “dottoressa” che pretende di curare anche le malattie più gravi con parole e invettive, ha deciso di annullare l’incontro. Una buona notizia, vista la pericolosità di una persona che, più o meno velatamente, consiglia di sospendere cure e trattamenti anche salvavita; un atto di censura e persecuzione da caccia alle streghe, come invece sostengono alcuni nelle lettere che, da qualche giorno, stanno arrivando, oltre che alla Rsi per ‘Patti chiari’ e al Municipio di Lugano, anche alla ‘Regione’ che il 16 aprile aveva pubblicato un articolo molto critico verso la terapia verbale di Mereu. In questa contrapposizione tra oppositori e discepoli, colpisce il tono pacato del direttore di Tisana Raffi Mekiker che, ieri in conferenza stampa, ha preferito non scomodare alti ideali come la libertà di espressione e, invece di censura, si è limitato a parlare di un’occasione mancata per discutere alla luce del sole di una pratica controversa che tocca temi importanti e delicati come la salute. Bisogna peraltro riconoscere che Tisana, pur offrendo un palco indubbiamente prestigioso e a suo modo autorevole a una relatrice, come detto, pericolosa, si è anche attivamente impegnata, collaborando con il medico cantonale, affinché Mereu si limitasse alla divulgazione della terapia verbale, senza cercare di “curare” nessuno, restando quindi nella legalità. Tuttavia, la vera occasione persa forse è stata un’altra. Perché il tema della salute è effettivamente importante e delicato, e limitarlo a una (peraltro giustificatissima) polemica contro una singola persona è un peccato. Perché Gabriella Mereu è, con i suoi eccessi, un bersaglio facile, che distrae da quello che dovrebbe essere il vero obiettivo: fare chiarezza sulla validità di pratiche (della medicina ‘ufficiale’ tanto quanto di quella ‘naturale’) la cui efficacia è a volte frutto di abbagli e illusioni. In proposito, è interessante notare un altro passaggio della conferenza stampa di Tisana. «Noi non siamo né pro né contro, siamo degli organizzatori di una manifestazione fieristica». Colpisce, questa frase, perché racchiude uno dei cardini del capitalismo: la neutralità del mercato. Tisana è un evento commerciale, un evento il cui scopo è mettere in contatto la domanda con l’offerta. E, finché si rimane nei limiti della legge, non c’è nulla di male in questo; non fosse che parte di quella domanda – lo si legge chiaramente in molte delle già citate lettere giunte in redazione – è convinta di essere “contro il sistema”, contro Big Pharma e le aziende che si arricchirebbero sulla pelle delle persone. In realtà sono, siamo, tutti parte del sistema; molti prodotti omeopatici, giusto per fare un esempio, sono realizzati da una multinazionale con migliaia di dipendenti e utili di milioni di euro. La sacrosanta diffidenza che molti nutrono verso dottori e aziende farmaceutiche andrebbe estesa anche alla medicina naturale. Ne va del nostro benessere.

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