Droghe e psichiatria
laR
 

Le canne? ‘Occhio ragazzi, vi state fumando il cervello’

Depositphotos
11.11.2022 - 05:30

Negli adolescenti, troppa canapa causa deficit cognitivi. Se si smette, il danno resta. L’esperto ci parla dei mortali cocktail di moda tra i ragazzini


Si comincia a 10 anni con sigarette elettroniche e alcol. A 12 anni si passa alla canapa. Senza rendersene conto, il consumo aumenta, aumenta ancora, finché non si entra in classe senza aver fumato una canna. Qualche genitore pensa: ‘Una canna non ha mai ucciso nessuno, meglio quella dell’alcol’. Molti ignorano però che il consumo frequente e prolungato causa deficit cognitivi negli adolescenti. Anche se dovessero smettere, continueranno ad avere vuoti di memoria, difficoltà a concentrarsi. Il cervello è danneggiato per sempre come ci spiega Boris Quednow, professore di farmacopsicologia all’ospedale psichiatrico cantonale universitario di Zurigo. Tra i massimi esperti in materia, ha fotografato il consumo di sostanze di oltre mille giovani a Zurigo. È rimasto scioccato da quanto trovato: «I giovani oggi assumono troppe sostanze, le mischiano, senza conoscere i rischi di questi cocktail. Serve più informazione e sensibilizzazione nelle scuole». Vediamo come e perché.

Cocaina, alcol e cocktail di farmaci per sballarsi nel fine settimana, benzodiazepine per dormire, canapa per rilassarsi. Dal 2018, 30 ragazzini sono deceduti in Svizzera a causa di tanti miscugli e molta ignoranza su cosa si ingurgita. Farsi una canna prima della scuola, un’altra nella ricreazione e un’altra ancora prima di dormire sembra la regola per alcuni 12-15enni. Quali gli effetti sulla loro quotidianità?

Gli adolescenti sono curiosi verso nuove esperienze, impulsivi, non ancora ben regolati e controllati dal punto di vista emotivo e cognitivo. Questa è la natura della pubertà. L’impatto della canapa è stato ben studiato: il rischio di dipendenza tra gli adolescenti è molto alto, quasi doppio rispetto agli adulti, perché i ragazzi hanno un sistema di ricompensa più reattivo: se un comportamento da sensazioni positive lo ripetono.

Adolescenti più a rischio di sviluppare una dipendenza dalla canapa rispetto agli adulti, ma quali sono gli effetti sul cervello?

Sappiamo che tra i consumatori giornalieri di canapa, tra il 20 e il 40% sviluppa una dipendenza. Il rischio è quindi maggiore rispetto all’alcol. Negli adolescenti il consumo frequente (più volte a settimana a quotidiano o più volte al giorno) e prolungato aumenta il rischio di deficit cognitivi: vuoti di memoria, problemi a concentrarsi, scarsa motivazione. Questi disturbi rientrano in un adulto che smette di fumare erba, ma possono persistere in un adolescente. Quanto più si consuma canapa, tanto più forte è l’Impatto sullo sviluppo del cervello. I danni non sono più reversibili.


Il prof. Quednow docente farmacopsicologia all’Uni di Zurigo

Stiamo pericolosamente sottovalutando i danni della canapa sul cervello di tutta una generazione, che ne fa largo uso?

Genitori e adolescenti non sono consapevoli dei pericoli, molti pensano che la canapa sia innocua o comunque meglio dell’alcol. Lo è forse per gli adulti, ma non per gli adolescenti. A loro il consumo quotidiano può causare problemi sul lavoro e sociali. Si tratta di un grande onere per il sistema sanitario, per le famiglie colpite, per tutta la società. Più alto è il consumo in una società, maggiore è il carico di malattie che ci ritroviamo.

Quando il consumo di canapa diventa problematico per il cervello di un adolescente?

È rischioso quando è quotidiano o avviene più volte a settimana. In questo caso il principale principio attivo della canapa (Delta-9-tetraidrocannabinolo, ossia il THC) rimane nell’organismo, non viene più completamente espulso, andando a influenzare il comportamento e lo sviluppo del sistema nervoso centrale.

Lei come si spiega questo diffuso desiderio di sballarsi, d’intossicarsi, di sedarsi?

Per molti giovani in Svizzera, il consumo di sostanze è diventato la norma. In passato c’erano alcol e tabacco, oggi la varietà di sostanze consumate è molto più ampia. L’ecstasy, la cocaina e gli oppiacei sono molto più diffusi tra i giovani di oggi rispetto a dieci o venti anni fa. La domanda cruciale per me è: come si sviluppa una generazione che ha imparato a usare le sostanze per scopi molto diversi? I giovani usano allucinogeni come l’LSD in dosi minime per studiare o per sentirsi meglio, usano cocaina ed ecstasy alle feste, assumono benzodiazepine per dormire e cannabis per alleviare lo stress. Penso che non c’è ancora la consapevolezza di quanto i giovani consumano.

Perché tante sostanze, tanti cocktail di farmaci e droghe?

È una generazione iperstimolata dai social media, da ogni tipo di consumo, abituata alla velocità, a saltare da una cosa all’altra: tutto può diventare eccessivo e irritante. Hanno molta scelta per il loro futuro ma allo stesso tempo anche molta pressione e questo può sopraffare. La guerra in Europa, due lunghi e dolorosi anni di pandemia alle spalle, il timore di una recessione in arrivo e tanti problemi economici che pesano sulle famiglie: siamo in un periodo carico di stress. Dobbiamo dare prospettive ai giovani.

Avete fotografato il consumo di droghe a Zurigo: più della metà dei ventenni aveva fumato erba nell’ultimo anno prima del sondaggio. Una persona su sette ha fatto uso di oppioidi, una su nove ha assunto coca o ecstasy. Era sorpreso?

Nel 2018 abbiamo monitorato il consumo di sostanze di un migliaio di giovani a Zurigo. Siamo rimasti molto sorpresi dalla frequenza e intensità dei consumi. Non solo canapa, ma anche cocaina, Ecstasy e codeina. Ci ha pure sorpreso l’uso di antidolorifici contenenti oppioidi come tramadolo, fentanil o ossicodone. Non per scopi medici, ma per sballarsi. Sono sostanze molto problematiche e pericolose. I giovani le maneggiano senza alcuna cognizione dei rischi. Più sostanze vengono mischiate - come oppioidi, benzodiazepine e alcol - più aumenta il rischio di morire per una crisi respiratoria. Purtroppo negli ultimi anni stiamo osservando diversi decessi in Svizzera di 14enni e 16enni per questi micidiali cocktail.

Dopo tanti adolescenti morti, perché tanti coetanei non sanno valutare i rischi di tali cocktail mortali?

Perché la maggioranza non pensa al futuro, vive il presente, molti ignorano i rischi dei farmaci che mischiano con droghe, non sono consapevoli dei rischi delle singole sostanze e del miscuglio di più sostanze, non sanno valutare le conseguenze dei loro atti. In un gruppo di amici, chi è più informato e più prudente, può rendere attenti gli altri e anche salvare loro la vita. Oggi manca questa informazione. Anche i genitori non sono consapevoli di quanto sia diffuso e variegato il consumo di sostanze oggi tra gli adolescenti e quali sono i rischi specifici del consumo e delle varie forme di consumo.

La politica dei divieti, di proibire queste droghe ha fallito. Chi le vuole, le trova, nonostante il divieto. Che cosa fare?

Personalmente credo che i giovani oggi assumano troppe sostanze e questo ha un impatto sulla loro vita quotidiana. Il proibizionismo è tuttavia un modello sbagliato: su questo sono ormai quasi tutti d’accordo. In linea di principio, sono favorevole ad una destigmatizzazione e una decriminalizzazione del consumo, perché le persone colpite sono più propense a cercare aiuto. La legalizzazione del consumo della canapa da parte degli adulti potrebbe avere effetti positivi nell’ambito della prevenzione tra i giovani. Tuttavia, ritengo che legalizzare sostanze nocive come cocaina ed eroina, non sia una buona idea perché metterebbe ancora più a dura prova sistemi sanitari e società.


Ciò che è veramente necessario è una lezione su "sostanze e farmaci" in tutte le scuole, come si fa con l’educazione sessuale


Che cosa è necessario fare per disinnescare questi modelli tossici di consumo?

Serve più chiarezza, una maggiore educazione sui rischi dell’uso delle sostanze. Ciò che è veramente necessario è una lezione su "sostanze e farmaci" in tutte le scuole, come si fa con l’educazione sessuale. Chi insegna questa materia deve essere credibile ai loro occhi. Non il docente di classe, nemmeno il collega di biologia, perché vengono associati all’autorità. Possono essere più efficaci lezioni mirate sui rischi tenute da studenti di medicina, di biologia, di farmacologia. Una sorta di approccio tra pari. Anche genitori, docenti, tutta la società va sensibilizzata. Coi 12enni si deve inizia a parlare dei rischi della canapa. Così negli anni si crea una sorta di curriculum e un bagaglio di conoscenze sulle sostanze, su rischi ed effetti, su cosa succede se si mischiano, su come funziona il mercato, la pubblicità …


La nicotina a 12 anni può portare alla dipendenza (Depositphotos)

Che cosa pensa delle sigarette elettroniche che spopolano tra gli adolescenti. Solo alcuni cantoni (non ancora il Ticino) ne hanno proibito la vendita ai minori: andrebbero vietate ovunque?

In Svizzera la pressione dell’industria del tabacco è sempre più forte che in altri Paesi. La scandalosa pubblicità delle sigarette verso i giovani è stata vietata solo di recente. L’industria cerca di fidelizzare i clienti fin da giovanissimi. Le sigarette elettroniche sono una soluzione per ridurre la dipendenza negli adulti, ma è stato sottovalutato l’impatto sui giovani. Colori, gusti, forme ammiccanti hanno sedotto tanti adolescenti, è come un’epidemia. Il risultato: un massiccio consumo di nicotina tra i giovanissimi. Vanno protetti. Studi hanno dimostrato le conseguenze della nicotina sul cervello degli adolescenti: diventano più impulsivi, peggiora il loro autocontrollo, aumenta il rischio di dipendenza da altre sostanze per il futuro.

© Regiopress, All rights reserved