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27.09.2019 - 21:50

5G: isteria o semplice proccupazione?

di Marco Profeta, candidato Generazione Giovani Ppd Ticino al Cn
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Da qualche mese ormai la tecnologia di quinta generazione (5G) ha cominciato a diffondersi in Svizzera. In particolar modo nel nostro Cantone si è corsi ai ripari a suon di raccolte firme per opporsi alla posa delle nuove antenne.

La causa principale di questa mobilitazione popolare scaturisce dalla poca informazione da parte degli attori principali, ovvero le compagnie telefoniche e la Confederazione. Di fronte al crescente scetticismo nei paesi limitrofi, la popolazione è stata lasciata in balia di informazioni parziali e talvolta discordanti riguardo le possibili conseguenze sull’organismo.

Attualmente la scienza non è in grado di determinare i possibili effetti negativi dell’esposizione a lungo termine ad onde millimetriche, così come non è possibile determinarlo per tutte le onde elettromagnetiche non ionizzanti.

A titolo informativo è importante dire che le onde millimetriche vengono schermate più facilmente rispetto alle lunghezze d’onda in uso attualmente per la telefonia addirittura la pioggia o il fogliame compromettono la trasmissione dell’onda 5G. Questo purtroppo non ci garantisce che l’onda non venga assorbita a livello dell’epidermide alterandone la temperatura, però ci suggerisce che essa penetri fra le mura domestiche con minore probabilità rispetto alle onde già in uso.

È importante chiederci, come mai è necessario velocizzare la trasmissione dati? E soprattutto, che vantaggi ci porta questa nuova tecnologia?

Innanzitutto bisogna precisare che il 5G non nasce solamente con lo scopo di scaricare video e foto sullo smartphone più velocemente, ma apre un mondo di applicazioni tutto nuovo: internet of things, e-Health, smart city, veicoli a guida autonoma e realtà virtuale sono solo alcune delle possibili applicazioni.

Di fronte alla miriade di nuove possibilità è molto importante essere fra i primi al mondo ad averne accesso, in modo tale che le industrie e le startups svizzere abbiano l’opportunità di sviluppare queste competenze in loco, così da generare nuovi posti di lavoro in settori innovativi.

Ciò che contraddistingue il nostro paese è la capacità di produrre innovazione; l’ingegno “made in Switzerland” è fra i nostri primi prodotti d’esportazione nel mondo. Proprio per questo motivo la Svizzera ha la capacità di essere un paese pioniere nel 5G. Questo non significa diventare delle cavie umane: è necessario che la scienza determini esattamente il possibile effetto in tempi rapidi, in modo tale da stabilire i limiti d’utilizzo. Parallelamente è necessario che le concessioni per le onde millimetriche, ovvero le frequenze oltre i 30 GHz, non vengano sfruttate fintanto che non si abbia sufficiente sicurezza.

Concludo dicendo: non dobbiamo temere ciò che la tecnologia ci porta, ma dovremmo invece imparare a conoscerla per poterne trarre beneficio.
 

 

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